Ammalarsi in viaggio: come comportarsi negli Stati Uniti

L’eventualità di ammalarsi in viaggio è uno dei più grandi timori del genitore viaggiatore. Purtroppo può capitare che i bimbi (così come gli adulti) debbano affrontare qualche problemino di salute durante una vacanza.

Oggi Francesca ci racconta come si è comportata quando il suo piccolo Lorenzo, 3 anni, si è ammalato durante un viaggio negli Stati Uniti.

Care mamme … Nelle nostre avventure negli States abbiamo sperimentato anche un’emergenza sanitaria …

 

Vi raccontiamo come abbiamo gestito il tutto.

Cose che capitano …

Eh si, purtroppo con i bimbi i problemucci di salute sono sempre dietro l’angolo! Io stessa da piccola mi dilettavo con febbri e addirittura malattie infettive a ridosso delle vacanze, e mio figlio deve aver preso inevitabilmente da me … La “brutta abitudine” di ammalarsi da un momento all’altro l’ha trasferita pure in viaggio: a 8 mesi in Andalusia ha pensato bene di farsi venire una tonsillite acuta, a due anni a Gran Canaria ha replicato, ecc.

Ma i bambini sono incredibili davvero. Quando nel 2010 abbiamo avuto l’opportunità di stare tre mesi in Florida per lavoro, a Lorenzo non è venuto nemmeno un raffreddore! Decisamente un record nei suoi pochi mesi di vita (siamo partiti con il piccolino di 20 mesi).

Ma a Las Vegas (Gennaio 2012, giusto dopo Capodanno) ci è ricascato … Febbre altissima (quasi 41!), vomito, disidratazione. Ovviamente siamo andati in panico! Per di più, in un Paese (gli Stati Uniti) tristemente noto per i costi elevatissimi delle prestazioni sanitarie, rigorosamente private.

Ecco come ci siamo comportati.

Innanzitutto negli Stati Uniti è d’obbligo un’assicurazione sanitaria. Noi da un paio d’anni abbiamo un’assicurazione annuale Columbus, con buoni massimali, che abbiamo avuto modo di testare proprio in questo viaggio.

La prima cosa per noi è stata contattare il call center dell’assicurazione, al fine di comprendere al meglio la procedura e di verificare se vi fossero cliniche specifiche da utilizzare. La telefonata all’assicurazione è doverosa con qualsiasi operatore, pena, in certi casi, il mancato rimborso delle spese mediche sostenute. Nel nostro caso, l’assicurazione si è comportata in modo egregio: non solo ci ha autorizzato ad andare in qualsiasi clinica da noi scelta, ma ci ha passato al telefono il loro medico di fiducia che, ascoltati i sintomi, ha caldamente raccomandato una visita di controllo. La telefonata con il medico è poi diventata un appuntamento regolare, visto che nel periodo successivo al primo contatto ci ha chiamati tutti i giorni, fino alla completa guarigione del bambino.

Avuto il benestare dell’assicurazione, la nostra idea iniziale era quella di chiamare un medico privato direttamente in camera, cosa che tra l’altro avevamo già fatto due volte in Spagna.

Per avere però maggiori informazioni abbiamo pensato di avvalerci del consiglio del personale dell’hotel. Anche qui siamo caduti bene in quanto tutto lo staff dell’albergo ci ha aiutato e supportato in modo egregio, pertanto consiglio a tutti, in caso di emergenza, di cercare i consigli del personale dell’hotel/motel, solitamente abituato a gestire problematiche varie dei turisti.

Abbiamo appreso quanto segue:

1. negli USA non è prassi far arrivare un medico privato in stanza, anzi, questo servizio non esiste o comunque è poco usato;

2. da quanto ci è stato riferito, la procedura prevede di chiamare sempre e comunque il numero di emergenza “911”. I paramedici del 911 (infermieri) sono velocissimi nel prestare il proprio soccorso (dopo 4 minuti dalla chiamata erano già nella nostra camera!), e fanno una prima diagnosi al paziente, consigliando poi sul da farsi. Nel nostro caso erano organizzatissimi: hanno fatto subito l’analisi del sangue con risultato immediato (ovviamente solo di certi parametri), misurato la temperatura e pressione, compilato un report online che avrebbero inviato in tempo reale alla clinica scelta. Dopo di che, i paramedici hanno dato il loro giudizio (in questo caso, procedere con una visita approfondita da parte di un medico) e hanno anche consigliato una clinica adatta, nel nostro caso un ospedale pediatrico poco distante. Si sono poi offerti di trasportarci con il loro mezzo (in ambulanza). Vista la non gravità assoluta della cosa, su consiglio del personale dell’hotel, abbiamo declinato (con grande dispiacere del nostro cucciolo che avrebbe tanto voluto salire nel “bestione” lampeggiante). Da quanto abbiamo appreso, il servizio del 911 a domicilio è assolutamente gratuito per tutti (residenti e non, assicurati e non, non cosi però il trasporto, per cui inizia a partire una tariffazione abbastanza salata, da evitare qualora si disponga di mezzo proprio e la situazione non sia ovviamente eccessivamente grave.

3.Dopo la visita dei paramedici, ci siamo quindi recati al pronto soccorso della clinica pediatrica dove abbiamo dato le nostre generalità – non i dati dell’assicurazione, che avevamo portato con noi, in quanto vengono accettate di solito solo assicurazioni americane, che hanno costi ben diversi rispetto a quelle diciamo “turistiche”. In questi casi, la fattura viene inviata/consegnata direttamente al paziente, che poi si arrangia ad ottenere il rimborso. Alcune assicurazioni prevedono il pagamento diretto della struttura sanitaria, ma di solito questo avviene solo a seguito di ricovero (e non, quindi, per le visite ambulatoriali). L’assistenza sanitaria negli Stati Uniti è gratuita per i minori di 18 anni che però dispongano del SSN americano (Social Security Number), a pagamento per tutti gli altri. A seguito della visita, per fortuna ne è emersa solamente una banale e aggressiva influenza (che circolava in Nevada da un po’). Noi di solito viaggiamo con un bel bagaglio di medicinali, da bravi genitori “paranoici” e in occasione della visita li abbiamo esibiti al medico, che fortunatamente ha individuato la cura usando le medicine che già il piccolo conosceva e aveva utilizzato in passato. Se non avessimo avuto quanto serviva con noi, il medico ci avrebbe stilato una ricetta per acquistare quanto necessario in una farmacia locale. Dopo la visita, durata 10 minuti ci è stata fatta una prima fattura. Negli USA è comune che vengano emesse 2 fatture per la prestazione sanitaria: una per l’utilizzo delle strutture (cioè l’occupazione della stanza di ospedale, di eventuali macchinari medici, oltre ad analisi varie o medicinali somministrati), la seconda per le prestazioni del medico o dei medici, che di solito sono assunti da altre società in outsourcing. Altra cosa che non sapevamo, la fattura dell’ospedale in molti casi è negoziabile, ad esempio a noi la gentile addetta della cassa ha applicato lo sconto del 90% sulla tariffa base perché non erano stati fatti esami specialistici (ragione n. 1) e, guarda un po’, chiacchierando abbiamo scoperto che in passato aveva avuto un fidanzato di un paesello vicino al mio! (ragione n. 2 e forse quella che ha inciso di più) Quindi…non esitate a chiedere un consistente sconto, perché tutto è negoziabile!

Nonostante tutto, tra la prima fattura (emessa dalla clinica) e la seconda fattura (prestazioni del medico, che ci è arrivata a casa dopo circa un mesetto, tra l’altro con intestazione di un altro Stato) abbiamo pagato la “modica” cifra di equivalenti 500 euro per dieci minuti di visita, poi rimborsati dall’assicurazione.

Per inciso … L’ospedale era bellissimo, pulito come uno specchio, sembrava quasi un albergo! Con angoli giochi, maxi schermi con cartoni animati e altri in cui la clinica si autodefiniva una delle migliori dello Stato se non dell’intero Paese, cartelloni colorati dei personaggi più amati. A mio figlio hanno regalato degli adesivi e dei giochini prima della visita… però… tutto questo non era decisamente gratis!

Altro consiglio … Ovviamente più si parla inglese, meglio è, ma negli ospedali tutto viene tradotto anche in spagnolo e la nostra clinica aveva dei “vademecum” con alcune frasi fatte (ad esempio: “mi fa male la testa”) in decine di lingue, tra cui l’italiano.

La nostra esperienza “diretta” ci ha fatto capire ancora di più quanto sia fondamentale avere una buona assicurazione medica quando si viaggia negli Stati Uniti! E grazie all’eccellente operatore Columbus Direct che nel nostro caso si è dimostrato affidabile e decisamente efficiente.

 

Francesca
[testi di Francesca Dal Mas]
(la foto di copertina è tratta da qui)

 

Per approfondire:

 

Stati Uniti con bambiniLeggi tutti i nostri post sugli Stati Uniti con bambini

 

 

 

L'autrice: *Francesca*

Mamma di Lorenzo, classe 2008. La mia passione per i viaggi nasce da due genitori fantastici che mi hanno fatto scoprire, fin da piccolissima, quel luogo magnifico che è la Terra. Ex "bimba viaggiatrice", non potevo non fare lo stesso splendido regalo al mio bambino, che ora segue me e mio marito nelle nostre avventure a spasso per il mondo!

Commenti

  • Reply grazia

    ciao ho letto che sei stata 3 mesi in Florida, potrei chiederti qualche consiglio per un viaggio che vorrei fare con marito e bimba di 5 anni?

    • Reply *Milly*

      ciao grazia! chiedo subito a Francesca di venire in tuo aiuto! 😀

      • Reply grazia

        Ok, ti ringrazio… ho parecchi dubbi sull’itinerario e le cose da vedere!!! ciao Grazia

  • Reply Francesca

    Cara Grazia,
    eccomi! Scusami per il ritardo ma sono giustificata… Sono in viaggio con il mio bambino! 😉
    Ma veniamo alla Florida… Una destinazione splendida ma sopratutto che sembra fatta apposta per le famiglie con i bambini. Noi abbiamo avuto l’opportunità/fortuna di starci tre mesi per lavoro, e in quel periodo ne abbiamo approfittato per macinare km su km e vedere quanto più possibile (d’altro canto, quando ci sarebbe ricapitata un’occasione cosi?).
    Intanto, dovresti dirci quanti giorni vorresti fermarti? Periodo? Quali sono i vostri maggiori interessi? Visite, spiagge, parchi divertimento, … La Florida offre davvero tantissimo!
    Noi abbiamo vissuto sulla costa ovest (tra Naples e Fort Myers) ed è una zona che consiglio caldamente. Però siamo stati anche a Miami, Orlando, alle isole Keys, nella splendida costa del Panhandle (al confine con l’Alabama), nella costa del nord est (Daytona, Cocoa Beach, West Palm Beach).
    Insomma, dammi qualche informazione in più… Parlare della Florida per me è sempre un piacere! 🙂

    • Reply grazia

      Ciao Francesca, noi vorremmo partire la prima settimana di Aprile e abbiamo pensato di noleggiare la macchina a Miami, restare a Miami per 3 notti e poi partire verso Orlando dove vorremmo restare 4 notti. L’ultimo giorno pensavamo di rientrare in auto fino a Miami per poi tornare in Italia. Abbiamo una bimba di 5 anni e quindi non ti nascondo qualche timore nell’affrontare un viaggio così lungo. Però leggendo qui e là ho visto che il viaggio è consigliato a famiglie con bambini…. Mi sarebbero utili quante più informazioni e consigli puoi darmi per il viaggio che vorremmo fare. Non vorremmo fare un tour de force, quindi escludo le Everglades e le keys…. Vorremmo fosse un viaggio anche rilassante. Quindi per il soggiorno a Miami soprattutto spiagge e ad Orlando pensavo di fare al massimo 2-3 parchi. Ti sarei davvero grata se potessi consigliarmi anche sugli Hotel e le zone adatte e anche sapere se secondo te è fattibile il tragitto MIA-ORL in auto sia in andata che al ritorno. Ti Ringrazio e spero di leggerti presto.ù
      Grazia

        • Reply Grazia

          Ciao Milly, sì ho dato uno sguardo e ho letto tante cose interessanti. Avrei bisogno di qualche consiglio per i pernottamenti e le cose da vedere a Miami e Orlando….. il viaggio piano piano prende forma….
          Grazie per tutte i suggerimenti che potrete darmi e aspetto la risposta di Francesca che sembra essere una vera esperta della Florida con bimbi al seguito!!!

          • *Milly*

            Francesca e Roberto sono super esperti di (quasi) tutti gli Stati Uniti! 🙂

    • Reply grazia

      Grazie Francesca per la tua risposta!
      Sto cercando gli Hotel sia a Miami che ad Orlando. Ti ringrazio per il consiglio di Miami, cercherò in quelle zone.
      Per Orlando, l’offerta è veramente molto ampia e non riesco a districarmi facilmente…
      Vorrei capire se sia più conveniente un Hotel disney con pacchetto meals e parchi, oppure scegliere un hotel più defilato e acquistare i tkts dei parchi a parte.
      Mi piacerebbe uno standard alto, senza spendere una follia!!! Ho il timore che i Resort disney, costino molto, ma che poi non siano veramente di qualità. Mi potresti dare la tua opinione in merito e magari consigliarmi un paio di strutture? Ti ringrazio davvero tanto per il tuo aiuto!!! Grazia

  • Reply Francesca

    Ciao Grazia eccomi!
    Allora intanto hai scelto davvero uno splendido periodo: Aprile è il mese che consiglierei senza ombra di dubbio per visitare la Florida. Avendo pochi giorni approvo il tuo itinerario (Miami + Orlando): se a Miami vi interessa fare mare, io consiglio di alloggiare un po’ più a nord, a Fort Lauderdale o West Palm Beach. Non sono i Caraibi ma il colore dell’acqua è davvero bello. Il tragitto Miami – Orlando sono tre ore, sicuramente fattibile.

  • Reply GRAZIA

    Ciao Francesca, ti ringrazio molto per la tua risposta. Cerchero l’otel a Miami nelle zone da te consigliate. Per Orlando ho notato che l’offerta è molto ampia. Non capisco se sia più conveniente un Resort Disnney con paccehtto meals e tkt parchi o se sia preferibile scegliere un altro Hotel, più distante e prendere i tkt a parte.
    Il mio dubbio è se i Resort disney siano veramente dei buoni hotel, visto il costo esorbitante o se per avere un buon hotel e non spedere una fortuna convenga un htl di catena internazionale…
    Noi avremo l’auto al seguito, quindi per gli spostamenti non dovremmo avere problemi…
    Ti ringrazio per quanto potrai consigliarmi!!!!
    In attesa di leggere il tuo commento ti ringrazio e ti saluto Grazia

  • Reply Francesca

    Ciao Grazia,
    personalmente non ho mai provato gli hotel Disney, nè negli USA nè in Europa, però credo siano davvero validi. Noi come forse avrai letto nell’altro post preferiamo gli hotel di catene più che altro per raccogliere punti. Però a Orlando di hotel belli ce ne sono davvero tanti… Per esempio so che il JW Marriott Grande Lakes è davvero strepitoso
    http://jw-marriott.grandelakes.com/
    solitamente è costoso ma siccome è enorme non è inusuale trovare buone offerte.
    Un altro hotel che so è molto gettonato è il Marriott International Drive
    http://www.marriott.com/hotels/travel/mcowc-orlando-world-center-marriott/
    Noi eravamo stati al Cypress Harbour: abbiamo pagato circa 150 USD a notte ma avevamo un appartamento con due camere matrimoniali oltre a divano letto: viaggiavamo anche con i miei genitori quindi eravamo in 5, dividendo la spesa il prezzo era più che equo:
    http://www.marriott.com/hotels/travel/mcocy-marriotts-cypress-harbour/

  • Reply Grazia

    Francesca, ti ringrazio davvero per i tuoi consigli. Ho dato uno sguardo al sito del Marriot grandlakes e sono rimasta davvero positivamente colpita. E’ splendido! Devo vedere se rientriamo nel budget, ma comunque ho visto che Marriott ha altri hotel a Orlando sia il world center marriot (da te segnalato), che il lake buenavista! Potrei anche cercare una soluzione Marriott a Miami! Insomma, mi hai dato veramente un’ottima dritta! Ti aggiornerò sullo sviluppo del viaggio e sicuramente avrò ancora bisogno della tua consulenza!!
    grazie ancora
    Grazia

  • Reply Francesca

    Certo, scrivici pure per qualsiasi dubbio!

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