Cosa si impara viaggiando? Emozioni di un viaggio alle Seychelles con un bimbo

Cosa ti lascia nel cuore un viaggio alle Seychelles? Cosa resta di tanta bellezza nella mente di un bambino? In che modo i viaggi ci aiutano a crescere? Ecco mamma Silvia e le sue meravigliose parole da leggere tutte d’un fiato…

Sul noto arcipelago e sulla sua vocazione family-friendly sono già stati scritti innumerevoli interventi (qui li trovate tutti). Quello che desidero è condividere le riflessioni scaturite dal nostro viaggio a Praslin, Mahè e La Digue. In tutto dieci giorni, i primi sei a Praslin in un hotel molto grazioso su Anse Volbert e gli ultimi quattro a La Digue e Mahè sotto l’ala protettiva del fratello di un’amica residente in Italia.

Alla parete della nostra cucina è affissa una lavagna su cui scrivo periodicamente delle frasi che trovo significative. Negli ultimi mesi campeggiava la nota massima secondo cui due cose andrebbero donate ai figli, prima le radici e poi le ali.
Io credo che passiamo gran parte del nostro tempo a far crescere in loro le prime.

Credo che poi ci siano dei momenti in cui dobbiamo lasciare spazio allo straordinario. Far vedere loro una bellezza così grande e ispirante da creare uno strappo nella norma. Fare un salto, tenendoli per mano, in una realtà diversa, inaspettata, spiazzante.

Ora, a me piace tanto andare lontano, in senso geografico e simbolico. Non penso assolutamente che la bellezza non possa essere trovata vicina, è ovvio che viviamo in uno dei paesi più belli del pianeta. E ciò che scrivo può valere – ed è valso – per moltissimi altri luoghi e viaggi, per la propria città come per l’altro capo del mondo.

Seychelles con bimbo - mare

Ecco cosa penso rimarrà a Mattia da questo nostro girovagare nell’estate dei suoi primi tre anni.

1. LA BELLEZZA

Io credo che vedere la bellezza, sia essa naturale o artificio dell’uomo, insegni un profondo e radicato rispetto. Senza lezioni tediose o rimproveri: non butterai una bottiglia a terra, non porterai via un corallo, non calpesterai un mosaico. Tocchi la sabbia in un luogo come Cote D’Or e sai come dovrebbe essere una spiaggia, vedi Anse Source d’Argent e ti rimane impresso davvero che cosa potremmo perdere.

2. L’INASPETTATO

Ma dico avete presente essere alti un metro e vedersi davanti un prato in cui camminano tartarughe di 300 kg? E avvicinarsi impavidi e accarezzare quelle sorte di dinosauri sulla testa? E poi camminare in una foresta con foglie grandi come autoveicoli che fanno rumori misteriosi mosse dal vento? E illuminare con una pila di notte, sotto un cielo in cui si vede la via lattea, un granchio gigante che ti guarda perplesso a due passi dai piedi? Lo so sulla mia pelle, il problema è che crea dipendenza. Ma il tuo mondo si espanderà ad ognuna di queste esperienze e diventerà grandissimo, pieno di meraviglia e di cose da conoscere. E vorrai imparare ciò che non conosci, vorrai misurarti, vorrai affrontare un’esperienza nuova con la giusta prudenza ma senza inutile paura.

Seychelles con bimbo - cocchi

3. L’AVVENTURA

Che ne dite di saltare la scaletta di un aereo da 10 posti e sedervi proprio dietro il pilota, e vederlo azionare i comandi e far decollare l’aereo, e vedere sotto il mare e le cime delle isole che bucano le nuvole? E salire su di un motoscafo e solcare il mare e andare su un’isola da attraversare a piedi in cerca dei pirati…che di sicuro ci sono, come potrebbe essere altrimenti? E tuffarsi nelle onde dell’oceano altissime, da maschietto non da femminuccia, e attraversare tutta una laguna nuotando armato di braccioli (se si è meno alti di un metro e mezzo, perché un adulto li tocca sempre!) per arrivare ad un isolotto deserto solo per noi, pieno di pozze oceaniche?

Seychelles con bimbo - bagno

4. Il RISPETTO

Mattia ha sicuramente notato che i bambini alle Seychelles sono di tanti colori diversi e parlano diverse (tre) lingue. All’aeroporto di Dubai è rimasto più volte stupefatto vedendo delle persone vestite tutte di nero (anche la testa), altre tutte di bianco (anche la testa), altre in “pigiami” colorati, altri con “cappelli” strani. Ad un certo punto ha detto “Mamma ma…dove siamo?”. Le Seychelles sono tolleranti e cosmopolite per via del grande meticciamento etnico e del turismo, per cui ha giocato con bimbi di nazioni diverse, anche locali, ha capito che faceva fatica a interagire con una bimba giapponese perché per lui era poco espressiva, ha fatto amicizia con un bambino con due papà, che dopo qualche domanda perplessa è diventato semplicemente il suo amichetto con “Papà…” e “Papà…”. Piano piano il fatto che il mondo sia vasto e pieno di differenze diventerà un fatto acquisito, non ci sarà bisogno di insegnare la tolleranza. Sarà naturale, sarà autentica.

5. La “BASE SICURA”

Abbiamo avuto la fortuna di trascorrere la seconda metà della vacanza a contatto un po’ più stretto con locali, come spiegato prima. Siamo stati invitati a cena e accompagnati in alcune visite. Mattia ha compiuto tre anni a Mahè, e gli è stata organizzata una festa con tanto di torta in un asilo. In luoghi lontani e differenti per abitudini si può trovare calore come da noi, amicizia. Un linguaggio comune magari non strettamente verbale. Una cena buona e casalinga in cui si mangiano le patatine…che in realtà sono fatte di frutto dell’albero del pane. Un modo diverso di vedere le cose ma con una base comune, la relazione umana, che non tiene conto di colori, vestiti o lingua. Anzi, talvolta proprio lontani da casa e fuori dal proprio usuale si esprime con maggiore potenza e immediatezza.

Seychelles con bimbo - spiaggia

E’ un concetto che può sembrare difficile per un bambino, ma per lui credo sia stato: un bimbo delle Seisel mi ha portato in spalle nelle onde badando a non farmi bere; dei bambini e – soprattutto – delle bambine belle mi hanno cantato la canzone del compleanno e ho spento la candelina; il signore delle Seychelles che ci ha invitati ed è stato con noi era simpatico e gentile, “dov’e’?” (PS: mi ha anche fatto vedere i cartoni a casa sua).

Viaggiare mi ha resa la persona che sono. Viaggiare ha regalato esperienze straordinarie alla mia famiglia di nascita, e alla famiglia che ho scelto. Stiamo crescendo insieme e spero che il mondo ce ne donerà molte altre.
Non è la nostra vita, non è la nostra quotidianità, non è la cosa più importante. Sono solo le nostre ali.

Silvia
{testi e fotografie di Silvia}

{La foto di copertina è tratta da Shutterstock }

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L'autrice: *Redazione*

Della Redazione di Bimbi e Viaggi fanno parte tutti i genitori che hanno raccontato i loro viaggi in giro per il mondo assieme ai loro piccoli esploratori: http://www.bimbieviaggi.it/chi-scrive-per-bimbieviaggi/

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