Tre mesi in Florida con un bambino: come organizzarsi col cibo

[USA by BIMBIEVIAGGIProsegue il racconto di Francesca sulla sua lunga avventura americana: 3 mesi in Florida con papà Maurizio e il piccolo Lorenzo di un anno e mezzo. Oggi parliamo dell’alloggio e del cibo, fattore fondamentale quando si viaggia con bimbi piccoli.

Eccoci ad una nuova puntata della nostra vita da expat negli USA a tempo determinato. Nel post precedente vi ho raccontato come abbiamo organizzato la nostra permanenza di tre mesi nella splendida Florida dell’Ovest. Ora vorrei proseguire con i racconti della nostra esperienza americana…

Florida con un bambino: l’alloggio

In primo luogo, qualche dettaglio in più sul nostro alloggio, il Residence Inn Fort Myers Sanibel della rinomata catena Marriott, la nostra “home away from home” per tutti e tre i mesi. Il nostro piccolo appartamento (equivalente ad un mini) era ben arredato e perfetto sotto ogni profilo. La cucina era fornitissima di tutto (tranne il forno, ma con 30 gradi di media sfido chiunque ad utilizzarlo) e le uniche due cose che abbiamo dovuto comprare sono state la grattugia per il nostro amato parmigiano ed un piccolo frullatore.Trasferirsi negli USA2-frullatore

Nell’hotel erano presenti servizi come il free wifi (indispensabile per le lunghe video chiamate con i nonni e con i colleghi in Italia), una moderna palestra, una lavanderia a gettoni, una piccola piscina, un supermercato enorme a due passi, un outlet mall dall’altra parte della strada e il mare a pochissimi minuti di auto. Un residence popolato di semi expat o momentanei “senzatetto” come noi, con i quali abbiamo stretto ottimi rapporti: un agente della DEA (la sezione narcotici dell’FBI) appena trasferito con la famiglia, pensionati in cerca di un perfetto investimento immobiliare per godersi la terza età… Uno staff cosi gentile da risultare quasi commovente. Insomma il Residence Inn è stata la nostra “casa” per tre lunghi mesi e questo rimarrà per sempre nel mio cuore!Tre mesi in Florida con un bambino: come organizzarsi

Tre mesi in Florida con un bambino: pronti…si parte!

In molti mi hanno chiesto se abbiamo dovuto pagare qualche supplemento per spedire il bagaglio necessario per la nostra esperienza americana.
Nessun supplemento, anzi! Siamo partiti con quanto consentito dalla nostra franchigia aerea: due valigie regolari e un borsone più piccolo per Lorenzo. Cosa abbiamo portato? Molti abiti vecchi che poi avremmo lasciato li, tutto il guardaroba estivo del piccolo che poi abbiamo regalato ai nostri nuovi amici (l’estate successiva non avrei comunque recuperato nulla, visti i tassi di crescita dell’ometto). L’unico “spreco” in termini di posto in valigia sono stati i completi (giacca e cravatta) di mio marito: portati in quanto in Italia c’è un “dressing code” da ufficio non scritto molto rigoroso; in Florida tutti (ma proprio tutti!!) vanno al lavoro in polo e bermuda! Ma chi poteva saperlo… certo nel viaggiare leggeri ha aiutato il fatto di andare in una località che, tifoni a parte, ci avrebbe garantito temperature alte per tutto il periodo!

Trasferirsi negli USA: e per Lorenzo?

Abitini a parte e un quantitativo di pannolini sufficienti per un weekend fuori porta, non ci siamo fatti troppi problemi con l’attrezzatura.Tre mesi in Florida con un bambino seggiolino auto

A parte il passeggino (peraltro inutile visto che il signorino proprio in Florida ha deciso che salirci non era il massimo, spingerlo vuoto era mooolto più divertente), sapevamo che negli USA gli articoli infant erano molto più convenienti che in Italia. Cosi abbiamo acquistato un comodo seggiolino auto con tanto di borsa viaggio da Target e poco altro (salvagente, ombrellone e sdraiette da spiaggia). E siamo tornati con uno zainetto di cinque kili pieno zeppo di macchinine Hot Wheels, che ancora oggi mi ritrovo per casa 🙂florida con un bambino

Tre mesi in Florida con un bambino: mangiare e cucinare “in casa” 

Come ho già detto sopra, avevamo a disposizione una cucina completa e padelle a volontà, oltre ad un supermercato oversized letteralmente a pochi passi (tanto che io e Lorenzo andavamo a fare la spesa a piedi). Non abbiamo mai avuto problemi a trovare ingredienti commestibili per i nostri pasti e quelli del piccolo anche se…

florida con bambini Trasferirsi negli USA spezie
  • il latte “normale” sembra non esistere. Tutti i latti sono addizionati con qualche altro ingrediente o aromatizzati (al cioccolato, alla frutta, …). E ovviamente le confezioni sono enormi. Poco male, dopo qualche tentativo abbiamo trovato una marca gradita al cucciolo e ne siamo diventati consumatori fedeli per tre mesi;
  • il prosciutto è generalmente addizionato con miele o altre sostanze strane. Dimenticate di poter fare qualcosa che assomigli ad un panino al sacco per le vostre escursioni, rassegnatevi piuttosto a mangiare un panino con angus beef da Mc Donald’s!Trasferirsi negli USA2-cena
  • la mozzarella come la intendiamo noi non si trova da nessuna parte. E lo dico con cognizione di causa: straziati dalla nostalgia di casa, ci siamo fatti consigliare un minimarket tutto Made In Italy, da bravi expat. Il signor Paesano di Cape Coral  è diventato a pieno titolo comproprietario del nostro conto corrente in cambio di pasta di Gragnano, vino del Chianti e Grana Padano, ma la mozzarella proprio non l’abbiamo trovata
  • la Pasta Barilla c’è ed è Made in Illinois.  Il gusto è leggermente diverso ma, con un po’ di immaginazione, ce la possiamo fare …
  • le pappe pronte (zuppe, Mc&Cheese, …) da bambini sono semplicemente inquietanti. Meglio una minestra di verdure fatta in casa con una sana spolverata di parmigiano pagato a peso d’oro;
  • i tortellini Buitoni ci sono (costosi pure loro), ma hanno dei ripieni alquanto bizzarri (a volte l’aglio è il principale ingrediente dichiarato). Quelli ai quattro formaggi, tuttavia, non erano male; controllate con attenzione la confezione perché il disegno è sempre uguale, mentre gli ingredienti del ripieno sono scritti con un font piccolissimo (e qui arriva la fregatura);Trasferirsi negli USA2-zucca
  • tutti i supermercati offrono splendida frutta e verdura già tagliata e confezionata (eventuali salse a parte), ideale per un pranzo al volo in ufficio in alternativa al meno sano hamburger;
  • prima o poi, non si riesce a resistere e nonostante il prezzo mica da poco, ci si porta a casa una cassa della super cool Fiji Water. La volta dopo si ripiega con una confezione di acqua potabile senza marchio da 5 litri (che costa circa un decimo);Trasferirsi negli USA2-acqua
  • il numero di bevande aromatizzate acquistabili è a dir poco impressionante.

La prossima volta vi racconterò come ci organizzavamo con un bambino così piccolo nei nostri numerosi on the road…

 

Francesca
[testi e fotografie di Francesca Dal Mas]

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L'autrice: *Francesca*

Mamma di Lorenzo, classe 2008. La mia passione per i viaggi nasce da due genitori fantastici che mi hanno fatto scoprire, fin da piccolissima, quel luogo magnifico che è la Terra. Ex "bimba viaggiatrice", non potevo non fare lo stesso splendido regalo al mio bambino, che ora segue me e mio marito nelle nostre avventure a spasso per il mondo!

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