Schengen e viaggi: cosa cambia per noi?

Cosa cambia per i viaggiatori se viene sospeso l’accordo di Schengen e vengono reintrodotti i controlli alle frontiere? Ce ne parla Michela.

Cosa succede ai viaggiatori se “salta” Schengen?

È notizia fresca di questi giorni: sembra proprio che gli Stati europei vogliano attivare l’articolo 26 nell’ambito del codice Schengen. Ok, scritta così forse vi dice poco, ma tradotta dal politichese all’italiano corrente significa che la Commissione Europea potrebbe autorizzare uno o più Stati membri ad estendere i controlli alle frontiere interne per 2 anni.
Insomma, cosa succederà al nostro caro Schengen? C’è chi dice stia saltando, chi sostiene si salvi, tant’è che questa parola ormai è su tutte le prime pagine dei giornali.

Bimbi e Viaggi non è un blog che si occupa di cronaca o politica ma abbiamo pensato fosse una buona idea fare un veloce punto della situazione su questa tematica così “calda” che presto o tardi porterà delle ripercussioni anche su tutti coloro che intendono viaggiare per turismo nel prossimo futuro.

Ma cosa è la convenzione di Schengen?

Prima di procedere, una domanda: cos’è ‘sto benedetto Schengen?

Wikipedia docet:

è un trattato che ha per oggetto la libera circolazione delle persone comunitarie all’interno dei confini dell’UE. Gli stati membri sono: Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Principato di Monaco, Portogallo, Spagna , Italia, Austria, Grecia, Danimarca, Finlandia, Svezia, Islanda, Norvegia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Malta, Svizzera e Liechtenstein. Grandi assenti che hanno scelto di non aderire fin dall’inizio all’area Schengen: Regno Unito e Irlanda.

Per dirla in termini semplici, senza entrare in dettagli tecnici, è quell’accordo tra le nazioni sopraccitate che permette ai cittadini europei di saltarellare allegramente da uno stato all’altro dell’Unione semplicemente esibendo la carta di identità.

Schengen e viaggi: cosa cambia se viene sospenso il trattato?

Gli ultimi attacchi terroristici e l’ondata di profughi che dalla Siria e paesi limitrofi sta avanzando verso il vecchio continente sembra stiano mettendo seriamente in crisi questa convenzione, già temporaneamente sospesa da nazioni come l’Austria (fino al 15 febbraio 2016), Danimarca (fino al 3 febbraio 2016), Francia (fino al 26 febbraio 2016), Germania (fino al 13 febbraio 2016), che potrebbero addirittura prorogare questa misura straordinaria fino a settembre.

Non voglio entrare nella macro discussione sulle ripercussioni che questa chiusura delle frontiere porterà in termini economici o geopolitici, ma piuttosto cercare di fare chiarezza sulle conseguenze che a breve potrebbero esserci per i viaggiatori: se Schengen salta, come cambiano le cose per chi sta progettando una vacanza in Europa?

La prima, evidente novità ci sarà negli aeroporti e nei porti: avete presente quegli speciali corridoi riservati ai passeggeri dell’Unione Europea? Bene, quelli spariranno e il controllo documenti verrà effettuato su tutti i passeggeri, poco importa che si viaggi con passaporto italiano, francese o extracomunitario: tutti in fila con documento in bella mostra, e conseguente protrarsi dei tempi di attesa doganali. Insomma, la coda ci attende dietro l’angolo.

La seconda conseguenza sarà che anche coloro che si muovono “via terra” dovranno esibire un documento di identità alla frontiera, con ovvie code ai confini che ormai avevamo dimenticato. A dire il vero questo al momento è già una realtà per coloro che raggiungono in auto la Danimarca dalla Germania o la Svezia dalla Danimarca attraverso il ponte sull’Øresund: provvedimenti temporanei, talvolta a campione, che però stanno già mostrando le prime ripercussioni sul traffico internazionale.

Tra i possibili effetti ipotizzati dalle varie testate giornalistiche anche il fatto che, per arrivare in determinati Paesi, la carta di identità non sarà più sufficiente e potrebbe essere richiesto invece il passaporto.

Ultima ma non ultima, un’ulteriore procedura di sicurezza che voci sempre più insistenti danno come prossima all’avvio è il PNR (Passenger Name Record), ovvero una raccolta completa di dati sensibili del passeggero che saranno archiviati per essere consultabili dalle forze dell’ordine.

schengen e viaggi - mappa

Quindi, che documento mi porto?

Premesso che il tema è sì decisamente “caldo” ma altrettanto fumoso al momento, la Farnesina invita i cittadini italiani a preferire sempre il passaporto alla carta di identità. Sul sito Viaggiaresicuri il Ministero infatti comunica testualmente:

Ai viaggiatori diretti all’estero si consiglia di munirsi sempre di passaporto, con validità residua ed eventuale visto richiesti dal Paese di destinazione (informarsi al riguardo presso il competente Ufficio diplomatico-consolare in Italia o con il proprio agente di viaggio).
Il passaporto resta infatti il principale documento per le trasferte oltre confine, poiché universalmente riconosciuto, mentre non sono molti i Paesi che accettano la carta d’identità italiana valida per l’espatrio.
A tale proposito si segnala che spesso comportano notevoli disagi (fino al respingimento in frontiera) sia le carte d’identità in formato cartaceo rinnovate con timbro apposto dal Comune di appartenenza, sia quelle in formato elettronico rinnovate con il foglio di proroga rilasciato dal Comune, sia le carte d’identità la cui validità sia stata prorogata fino al giorno della propria data di nascita. Le carte di identità rilasciate o rinnovate dopo il 10 febbraio 2012, devono considerarsi valide fino alla data, corrispondente al giorno e mese di nascita del titolare, immediatamente successiva alla scadenza che sarebbe altrimenti prevista per il documento medesimo.”

Ovviamente la regola vale anche per i documenti di viaggio dei minori, che per mia esperienza personale ultimamente vengono controllati in modo ancora più accurato (il mese scorso sono stata a Londra e all’immigration quando mi sono presentata sola con Memi hanno voluto sapere dove fosse il padre, che in realtà era solo pochi metri dietro di noi, che attendava in fila il suo turno per il check dei documenti).

Detto questo, no panic: le nuove misure di controllo non devono essere viste a mio parere come un ostacolo per chi viaggia ma anzi come una ulteriore sicurezza per i passeggeri. Io devo dire – e parlo a titolo personale –  che ho sempre preferito viaggiare con il passaporto e ho raramente utilizzato la carta di identità: è vero, è un documento non propriamente economico, ma l’ho sempre trovato molto più pratico e veloce, sapere di avere il passaporto mi fa stare più tranquilla perché ho la certezza di avere le “carte in regola”, qualsiasi cosa accada.

In attesa che le nuove normative siano spiegate in modo più chiaro, se state programmando un viaggetto a zonzo per l’Europa il nostro consiglio è di informarvi bene tramite i canali ufficiali (Ministero, Polizia di Stato, enti del turismo del paese di destinazione, Viaggiaresicuri, etc) sul tipo di controllo che vi attende alle frontiere: meglio un’ora “persa” al telefono o sul web per verificare eventuali misure straordinarie che ritrovarvi poi impossibilitati a raggiungere la meta perché i vostri documenti di viaggio non sono sufficienti.

Per saperne di più sui documenti necessari per l’espatrio:

  1. Documenti necessari per i minori in viaggio
  2. Norme per i minori che viaggiano senza genitori
  3. Nuove regole per il bollo sul passaporto

.

Michela
{ Testi di Michela Toffali }
{ Foto di copertina Schengen  e foto dell’Europa via Shutterstock }

 

Se ti piace il blog, seguici anche su FACEBOOKTWITTER, INSTAGRAM e GOOGLE+

Iscriviti alla newsletter di Bimbi e Viaggi per rimanere sempre aggiornato sulle novità!

(Privacy Policy)

L'autrice: *Michela*

*Michela*

Mamma di Meltemi, baby-giramondo classe 2011. Sono una vera e propria travel-addicted: appena torno da un viaggio non vedo l'ora di iniziare a pianificare il successivo... e ho già in mente destinazioni per i prossimi 10 anni! L'arrivo di Memi non ha fatto altro che accrescere questa passione: io e mio marito Luca vogliamo regalargli il globo intero! Il piccoletto a 3 mesi era già in possesso di passaporto e valigia personale, pronto per il primo di una lunga serie di voli. Ora siamo partiti per un viaggio davvero unico con biglietto aereo è one-way: da gennaio 2014 viviamo ad Amsterdam. La prima di una futura serie di case in giro per il mondo ;-)

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *