VITA DA EXPAT | Amsterdam: Michela, Luca e Memi in partenza

[INTERVISTA] Michela sta per lasciare l’Italia, assieme alla sua famiglia: papà Luca e baby Meltemi, quasi 2 anni. Destinazione Amsterdam. Quali sono le emozioni e le paure di una quasi “expat”? Ecco la nostra prima intervista per la rubrica “VITA DA EXPAT“.

Ho conosciuto Michela il 20 marzo 2013…

Sono mamma di un bimbo di 15 mesi che viaggia da quando ha 5 mesi: siamo stati in Egitto, a Barbados, ad aprile saremo a Dublino e a Novembre partiamo per Mauritius. Adoro viaggiare, ma anche scrivere, e mi piacerebbe mandarti qualche resoconto di viaggio… é possibile?

Mai email fu più gradita! La risposta ovviamente è stata sì, ed è diventata un deciso SIIII dopo aver letto le parole di Michela, che -oltre ad essere una super mamma- ha il dono di scrivere meravigliosamente!

Credo che il mio incontro con Michela non sia stato casuale perchè col passare del tempo ci siamo rese conto di avere in comune tante idee e tanti principi, a partire dalla passione per i viaggi: una passione che non è semplice voglia di vacanza quanto piuttosto un vero e proprio approccio alla vita…

Al punto che Michela sta addirittura partendo per un viaggio di sola andata: lei, papà Luca e il super Memi giramondo si stanno infatti trasferendo ad Amsterdam…

Non potevo non iniziare con lei questa nuova rubrica che voglio dedicare alle mamme cosiddette “Expat”, che vivono coi loro figli in un paese diverso da quello in cui sono nate…

Vita da Expat: l’esperienza di Michela

vita da expat amsterdam

Michela, ho usato l’espressione “viaggio di sola andata”: è corretta? Vedi la vostra partenza per Amsterdam come un viaggio?

Non solo lo vedo come un viaggio ma voglio viverlo come un viaggio: perchè è una scelta di vita troppo importante e radicale, e per “sopravvivere” alle paure, ai momenti di adrenalina, all’ansia e ai picchi di entusiasmo bisogna prenderla necessariamente con un po’ di leggerezza. Proprio come con i viaggi: se ci si ferma troppo a pensare a tutte le cose che potrebbero capitare, agli imprevisti, ai costi… beh, si finisce per non partire mai!

Perchè avete deciso di lasciare l’Italia?

Le ragioni sono diverse, alcune razionali altre puramente emotive, ma che posso riassumere in due motivi fondamentali.
Il primo, quello dettato dal cuore, è che il mondo non vogliamo limitarci a scoprirlo da turisti, vogliamo “viverlo” nel vero senso della parola.
Il secondo invece è il motivo forse più condiviso da tanti altri italiani: in questo Paese non ci crediamo più. E per nostro figlio desideriamo qualcosa di più, glielo dobbiamo o almeno vogliamo dirci di averci provato, di non aver lasciato alcuna strada intentata.

Come mai avete scelto proprio Amsterdam?vita da expat amsterdamAmsterdam è arrivata dopo un virtuale giro del mondo… Quando abbiamo scelto di fare questo passo abbiamo aperto Google maps e guardando il planisfero ci siamo detti: ok, dove andiamo? Per fare un po’ di chiarezza sulla destinazione finale ci sono volute diverse settimane, molti fogli di carta pieni di appunti e tante liste con i famosi “pro & contro”.  Avevamo preso in considerazione stati molto diversi tra loro, dal Qatar alla Nuova Zelanda, dall’Inghilterra al centro America. Paradossalmente quando hai di fronte un miliardo di possibilità passare dall’euforia al caos è davvero questione di attimi. Alla fine però abbiamo trovato la nostra strada e siamo approdati ad Amsterdam.

Se mi guardo indietro, ci sono stati sicuramente almeno 3 motivi fondamentali che ci hanno guidato verso questa scelta definitiva.
Uno, il fatto che Amsterdam sia una città a prova di bambino, sia a detta di chi ci vive che in base a quanto dicono diversi studi.
Due, è una città che tradizionalmente accoglie bene gli stranieri: circa la metà della popolazione è composta da expat, il che la rende non solo aperta a chi non è del luogo ma anche estrememante interessante per quanto riguarda i rapporti interpersonali.
Tre, perchè Amsterdam è proprio bella, e pensare di trasferirsi in un posto che non piace è il primo passo falso che ti riporta a rientrare in Italia nel giro di pochi mesi.

foto-michelaIn che modo ha influito la presenza di Memi in questa scelta? L’ha resa più semplice o più complicata? Cosa ti aspetti per il suo futuro?

Memi ci ha dato la spinta finale che ci serviva per fare questo passo: lo pensavamo da tanto, e con il suo arrivo abbiamo detto “Ok, facciamolo, lui se lo merita“.  In realtà lui non è mai stato fonte di ansia in questo processo di espatrio, anzi, il fatto di sapere di essere costretti a fare il tutto con estrema attenzione e sempre con il sorriso sulle labbra ci ha aiutati a superare tanti momenti difficili che obiettivamente ci sono stati e con ogni probabilità ci saranno.

Quali sono le maggiori difficoltà che state incontrando in questa fase preparatoria?

Qualche difficoltà logistica ma soprattutto grandi “tremarelle” di gambe.
In realtà, in quanto cittadini europei, il trasferimento in Olanda non è poi molto complicato: ci sono da presentare alcuni certificati standard, bisogna registrarsi alla municipalità e sottoscrivere una polizza medica privata che è tassativa per chiunque risieda nei Paesi Bassi.
Anche l’aspetto casa è stato abbastanza facile: abbiamo preso contatti via web e fissato un house touring con un paio di agenzie immobiliari, e nel giro di pochi giorni abbiamo avuto in mano il contratto firmato (brutto da dire, ma basta potersi economicamente permettere la spesa di un appartamento e se ne trovano a centinaia).
La cosa più difficile per noi è stato più che altro riuscire a mantenere in questi mesi il pensiero positivo tipo “ok, tranquilli, riusciremo a fare tutto e alla grande!”.
Perchè, inutile dirlo, la grande preoccupazione è quella relativa alla ricerca del lavoro: ci sono giorni che ti svegli e ti senti che c’è qualcosa di meraviglioso che ti aspetta dietro l’angolo, e giorni in cui invece pensi che forse stai facendo una cosa più grande di te. Ma sono solo momenti, e tengo sempre a mente una frase che mi ha detto la mia amica Francy “If there is a will, there’s a way”.

3 pensieri che ti fanno stare bene pensando alla vostra prossima partenza

Uno, la sensazione di poter ricominciare di nuovo tutto: per quanto io sia fiera e felice di quanto ho fatto nei miei primi 34 anni, l’idea di avere la chance di poter fare meglio e di più mi elettrizza.

Due, la visione della nostra nuova casa, inondata di sole e circondata dai musei più belli della città.

Tre, la consapevolezza che, anche se con tanti sacrifici, sto vivendo proprio la vita che voglio. E stiamo regalando un’opportunità senza eguali a nostro figlio!

vita da expat amsterdam

Di domande ne avrei altre mille, ma non voglio tediarti, visto che sei nel pieno del trasloco!

Sicuramente mi terrò aggiornata continuando a seguire “Una valigia per tre“…..e poi, ovviamente, aspettami che ti verrò a trovare appena vi sarete sistemati!

Milly e Michela
[testi di Milena Marchioni e Michela Tofffali, fotografie di Michela Toffali]

L'autrice: *Michela*

*Michela*

Mamma di Meltemi, baby-giramondo classe 2011. Sono una vera e propria travel-addicted: appena torno da un viaggio non vedo l'ora di iniziare a pianificare il successivo... e ho già in mente destinazioni per i prossimi 10 anni! L'arrivo di Memi non ha fatto altro che accrescere questa passione: io e mio marito Luca vogliamo regalargli il globo intero! Il piccoletto a 3 mesi era già in possesso di passaporto e valigia personale, pronto per il primo di una lunga serie di voli. Ora siamo partiti per un viaggio davvero unico con biglietto aereo è one-way: da gennaio 2014 viviamo ad Amsterdam. La prima di una futura serie di case in giro per il mondo ;-)

Commenti

  • Reply Francesca

    Miky inutile ribadire che siamo tutte con te! Sei davvero una supermamma e stai facendo a tuo figlio un regalo unico… in bocca al lupo tesoro!!!!!!!

  • Reply Claudia

    In bocca al lupo per tutto, e fate propio bene! ciao 🙂

  • Reply Elena Bibi

    Io mi sono commossa, mi sono commossa per le tue parole, per la tua determinazione e perchè, secondo me, questo significa essere una Mamma con gli attributi.
    Ti ammiro tanto e ti auguro tutto il bene di questo mondo.
    P.S.
    Mio marito ha frequentato per molti anni Amsterdam perchè collaborava con cantieri olandesi. Mi ha sempre descritto il loro modo di vivere ma soprattutto di lavorare, con questi aggettivi: semplice, ordinato, rigido, meritocratico, una sorta di Isola felice per un italiano di oggi.

  • Reply Catia

    Bravissima!!! Sono felicissima per voi e la cosmopolita che c’è in me spera con tutto il cuore di poter fare, un giorno, una scelta come la vostra, prima che sia troppo tardi.
    In bocca al lupo per la nuova vita!!!!

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