Swaziland con bambini: una tappa dentro al Sudafrica

Prosegue il viaggio di Marzia attraverso il Sudafrica con Alex (21 mesi). Oggi sosta quasi casuale nello Swaziland, che si è dimostrato una tappa decisamente piacevole! Tutto merito del Mlilwane Wildlife Sanctuary.

Tutto il diario di viaggio di Marzia in Sudafrica è a questo link: Sudafrica by Marzia

Lasciato alle nostre spalle il meraviglioso Kruger National Park, il viaggio ci porta nello Swaziland, un piccolo Stato posto all’interno del Sudafrica ma indipendente.

Swaziland con bambini: le formalità burocratiche 

Swaziland con bambini: formalità burocratiche

Come ho già raccontato nell’introduzione a questo viaggio, per entrare nello Swazi, occorre dichiararlo alla propria società di autonoleggio e pagare il piccolo extra richiesto. Una volta arrivati alla dogana, a noi non hanno chiesto nulla, ma ad alcune persone sono stati richiesti i documenti rilasciati dall’autonoleggio sono stati richiesti.

Abbiamo perso circa una ventina di minuti per il controllo passaporti, anche se sono stati molto gentili e hanno fatto fare tutto a Luciano: io sono potuta rimanere in auto con Alex che dormiva, così non ho dovuto svegliarlo.

Sbrigate le formalità, abbiamo salutato momentaneamente il Sudafrica e abbiamo varcato i confini di questo minuscolo paese che si percorre tranquillamente in un giorno.

Swaziland con bambini:  perché andare?

Swaziland con bambini - paesaggio

Più che “andare”, si è trattato di…”attraversare”.

Noi dovevamo andare dal Kruger all’estuario di St Lucia, e la strada più breve è quella che taglia questo piccolo stato africano.

Ma oltre alla praticità, c’era un altro motivo per andarci, almeno per me, ed era il Mlilwane Wildlife Sanctuary.
Avevo letto in alcuni diari di questo piccolo parco naturale, e avevo deciso, come per gli altri, di passare qua la nostra notte nello Swaziland.
Che scelta felice!

Questo parco è una piccola oasi in mezzo alla natura. Il suo punto di forza è sicuramente il fiume popolato di coccodrilli (tanti) e ippopotami (pochi), fiume sul quale sorge anche l’unico ristorante della riserva: quando mai capita di consumare i pasti sapendo che sotto di voi nuotano i coccodrilli?
A parte gli scherzi, c’è una rete di protezione, ma attenti ai bambini! Il mio voleva a tutti i costi attraversarla!

Swaziland con bambini-coccodrillo

Gli alloggi di questa riserva, che sembrava molto spartana, si sono invece rivelati una vera sorpresa: quelle che da fuori sembrano delle semplici capanne di fango, al loro interno sono arredate con tutti i confort e un gran gusto!

Ricordate che la sera è comunque vietato circolare a piedi fuori dalla zona del ristorante, anche solo per fare un chilometro scarso: siete comunque in una riserva naturale e, come avvisano i cartelli, la notte i coccodrilli e gli ippopotami escono dall’acqua e può essere pericoloso! Del resto, siamo in Africa! Occorre avere buonsenso.

Di giorno invece, la riserva, ricca di sentieri, si può girare a piedi o con delle biciclette a noleggio. Purtroppo Alex era troppo piccolo per quest’ultima soluzione (no seggiolini..): peccato, mi sarebbe piaciuta!

Decisamente un gran bel posto per fare una sosta: potendo, ci avrei fatto anche un giorno in più. Si respirava un’atmosfera molto rilassata! Noi poi ci siamo capitati di domenica, e la riserva era piena di famiglie del posto che ci passavano la giornata, facendo delle gite o semplicemente un pic-nic nella zona del ristorante. L’ambiente era molto festoso e caloroso!

Swaziland con bambini: Mlilwane Wildlife Sanctuary – istruzioni per l’uso

Swaziland con bambini

L’unico sito ufficiale dei parchi dello Swaziland è questo (ebbene sì, ne trovate anche di farlocchi). Qua potete prenotare il vostro alloggio direttamente con la struttura, che ha un ottimo rapporto qualità/prezzo: il nostro aveva addirittura la cucina!
Quando prenotate, chiedete uno dei bungalow lontani dalla zona ristorante: hanno lo svantaggio che dovete andare a cena in auto, ma sono più belli e in un contesto ambientale decisamente più suggestivo!

Ricordate che, come per il Sudafrica, anche qui l’addebito sulla carta sarà istantaneo alla prenotazione.

Oltre agli alloggi e alla reception, c’è un ristorante, che la sera serve un buffet senza infamia e senza lode (però io e Alex ne abbiamo apprezzato il facocero arrosto!). C’è anche un piccolissimo market, ma è sprovvisto di tutto… anche di frutta!
Portatevi tutto da fuori…. se temete che il vostro bimbo non apprezzi la cucina africana, chiedete uno dei bungalow con cucina, così potete fargli qualcosa voi.

Swaziland con bambini: on the road 

Swaziland con bambini-Alex

Ma a parte questo piccolo paradiso, lo Swaziland com’è?

Il viaggio di quasi seicento km per andare dal Kruger a St Lucia può essere noioso, perché il paesaggio che si vede dal finestrino è un po’ monotono: villaggi tutti uguali e un paesaggio molto poco variegato. Però le strade del piccolo stato sono ottime, e non c’è davvero nessun problema di sorta a guidare.

Per il resto, l’impressione che ho avuto guardando questi villaggi, è stata di trovarmi in un paese molto più povero del Sudafrica. Mi è sembrata un’Africa più nera, più in difficoltà, come nell’altro paese vedrò solo nella strada da Durban a Port Elizabeth (l’unica non turistica, perché quasi tutti la fanno volando).

Del resto, basti pensare che all’epoca del nostro viaggio (agosto 2012) lo Swaziland era il paese al mondo con maggiore incidenza di AIDS, con quasi la metà della popolazione sieropositiva e un’aspettativa di vita che non raggiunge i quarant’anni. Sono numeri che fanno impressione…del resto, l’unica ricchezza che sembra avere il piccolo stato è la manodopera, che esporta nelle miniere sudafricane. C’è da chiedersi cosa accadrà loro quando queste miniere si esauriranno…

Ma ora basta discorsi tristi…(queste cose le leggevo a Luciano mentre guidava per distrarlo, mentre Alex dormiva)…

E’ tempo di tornare a cose allegre.

Gli ippopotami sono abbastanza allegri per voi? Perché ne parleremo molto presto. Ippopotami e coccodrilli…come se piovesse.
Welcome to St Lucia Estuary!

Marzia
[testi e fotografie di Marzia Bordiga]

 

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L'autrice: *Marzia*

Mamma di Alex, classe 2010. Viaggiatrice fai da te dal 2004, mi ero ripromessa di non smettere dopo la nascita di mio figlio e ho mantenuto la promessa. Per farlo ho dovuto cambiare il mio modo di viaggiare e imparare a guardare ogni meta con altri occhi. Quella che temevo fosse una privazione, cioè rendere ogni viaggio a misura di bimbo, si è rivelata una splendida occasione per vedere quanto visitare il mondo può dare a un bambino. Inutile dire che da questa scoperta ogni viaggio fatto con Alex è stato più bello di tutti quelli fatti senza di lui.

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