Perù con bambini: diario di un viaggio alla scoperta del Paese

Con grande piacere oggi ospitiamo il racconto di Anna Bardazzi, super mamma blogger di “50 sfumature di mamma“, che ci racconta il meraviglioso viaggio alla scoperta del Perù con i suoi bimbi di 4 e 6 anni. Ecco qui il suo day by day alla scoperta del Paese.
Tra i tanti viaggi che sognavo di fare, il Perù era tra quelli in cima alla lista. Il fatto di vivere temporaneamente a Panama ci ha convinti a prenotare più in fretta possibile, invece di rimandare per l’età delle bambine (4 e 6 anni).
Un viaggio in Perù, anche con dei bambini piccoli, è una vacanza da sogno, ve lo assicuro.
Il dubbio principale riguardava però l’altitudine: come avremmo reagito tutti e quattro? E se fossimo stati male noi e anche le bambine? Se ci fossimo rovinati le vacanze? Senza parole delle orribili conseguenze del mal d’altura che si leggono in giro.
Rassicurata però da altri viaggiatori siamo finalmente partiti, il 2 luglio 2016.

Perù con bambini: Lima, Valle Sacra e Machu Picchu

2-4 luglio – Lima

Arriviamo a Lima in tarda mattinata. Un taxi ci porta all’hotel prenotato via mail, il Quinta Miraflores Boutique, nel quartiere di Miraflores, residenziale e centrale. Tutto perfetto, tranne una piccola pecca: nostra figlia minore ha la febbre, ed anche piuttosto alta. Pranziamo da Tanta, una catena molto buona, e dopo aver lasciato la piccola riposare vediamo degli amici italiani: io e lei ci siamo conosciute grazie ai nostri blog! Ceniamo da Bachiche, poco lontano dall’hotel.

Il giorno successivo è domenica e ne approfittiamo per scoprire la capitale peruviana. Contrattiamo con un taxi per farci portare in giro, vista la brutta cera della piccola, e il tassista ci fa da cicerone, facendo il giro del centro prima e della bellissima Barranco poi, lasciandoci infine al museo Larco, nel cui ristorante ci godiamo un ottimo pranzo.

Perù con bambini - Museo Larco

Il giorno dopo inizia l’avventura: è arrivato il momento di prendere l’aereo per Cusco! La compagnia aerea scelta per i voli interni è la LAN. Ci suggeriscono di evitare quella peruviana per motivi di sicurezza ma soprattutto di ritardi. L’auto e l’autobus non sono da prendere in considerazione, il tragitto porterebbe via troppo tempo, mentre non esistono treni che collegano Lima a Cusco.

In aereo prendiamo una pasticca di dimenidrinato, conosciuto in Italia come Xamamina: ce l’hanno venduto in farmacia a Lima per combattere il mal d’altura. Un consiglio: la temperatura a Lima, anche se è inverno, è gradevole. Per il resto del viaggio, però, saranno necessarie giacche molto calde, sciarpe e cappelli (prevedere abbigliamento invernale).

 

Perù con bambini - Plaza Mayor Lima

Cusco è a 3400 metri di altitudine, ed è la base perfetta per visitare la Valle Sacra e il Machu Picchu. L’arrivo in aereo è spettacolare: le montagne circondano una cittadina mediamente grande, fatta di casette colorate e vie strette.

Appena scesi dall’aereo ci offrono foglie di coca, da masticare e eventualmente ingoiare, per combattere l’altitudine.

Ci sembra di stare bene, il freddo però è subito pungente. Ad aspettarci c’è la padrona della casa in cui staremo, Susan di Apartamentos Santiago, in una zona tranquilla e poco distante dal centro. Con un taxi arriviamo alla casa e qui ci accorgiamo di cosa sia l’altitudine: portare su la valigia per due piani di scale, e anche solo fare i piani di scale, ci distrugge!

Susan ci spiega tutto sul funzionamento dell’appartamento, un due camere arredato bene, con due bagni e un grosso salone. Unica pecca, ma comune in Perù, non c’è il riscaldamento. Le chiediamo quindi una stufetta elettrica (si gela, letteralmente) e organizziamo con lei le escursioni per i giorni successivi. Recuperiamo col marito di Susan, Jorge, i biglietti di ingresso al Machu Picchu ad uno sportello del centro e compriamo qualcosa da mangiare. La giornata si conclude qui, con la piccola che ancora non sta per niente bene.

Perù con bambini - lana

5 luglio – Valle Sacra

Dopo una notte tranquilla (avevo letto di problemi di insonnia dovuti all’altitudine, noi non ne abbiamo avuti), ad aspettarci c’è un autista con guida. Destinazione: el Valle Sagrado, ovvero i paesaggi intorno a Cusco che custodiscono meraviglie inca.

La prima tappa, in una mattina limpidissima e gelida, è il villaggio di Awanakancha, un santuario di lama in cui si possono scoprire le differenze tra lama, alpaca ed altri tipi di animali. La visita ovviamente piace tantissimo alle bambine, ma anche agli adulti, perché oltre agli animali si possono vedere anche artigiani all’opera.

Dopo la breve sosta ci dirigiamo verso Pisaq, la prima vera destinazione di questo tour. Pisaq è un’antica città inca in cui si possono visitare delle rovine dal paesaggio mozzafiato e una deliziosa cittadina col suo mercato. Ci accorgiamo presto che il sole, dopo le primissime ore del mattino, inizia a bruciare a causa dell’altitudine.

Meglio prevedere di vestirsi a cipolla e portare sempre un cappello, protezione solare, occhiali e acqua, soprattutto in presenza di bimbi piccoli. Il mercato è un turbinio di colori, ma non di turisti: ci aspettavamo che venisse preso d’assalto invece era tranquillissimo, e i commercianti esponevano cose davvero belle (e convenienti!).

Perù con bambini - Pisaq
Dopo Pisaq ci spostiamo verso Ollantaytambo, altro insediamento inca, famoso per aver resistito a lungo all’assalto degli spagnoli. Il paesino è carino, la salita alle rovine un po’ faticosa, considerata l’altitudine e, nel mio caso, i 15kg della piccola sulla schiena. Ma ce la facciamo, e anche la grande si diverte a scalare la montagna sotto il sole. La guida ci spiega che da qui passa il fiume Urubamba, che confluirà più avanti nel Rio delle Amazzoni. Da qui passa anche il treno per Machu Picchu, in partenza da Cusco, e inizia il famoso Inca Trail, il trekking verso Machu Picchu, da prenotare diversi mesi prima.

Perù con bambini - Ollantaytambo
È arrivato il momento di pranzare e riprendiamo la strada per andare a Yucay, dove si trova il complesso Sonesta Posada del Inca, un insieme di strutture in stile peruviano circondate dalle montagne e piene di giardini in fiore. Si tratta di un hotel che offre anche pranzo a buffet, perfetto per far mangiare in abbondanza le bambine (ci sono anche pasta, pollo e verdure crude).
Rientriamo a Cusco stanchi ma non rinunciamo ad un giro nella deliziosa cittiadina. Ceniamo in una banale pizzeria e rientrando decidiamo di rinunciare alla nostra pasticca contro il soroche, vediamo che succede!

6 -7 luglio – Machu Picchu

Abbiamo organizzato il transfert con Jorge, che puntuale ci porta alla stazione di Cusco.

Il treno per recarsi a Machu Picchu è uno solo (non si può andare in auto) e appartiene alla Perurail, società del gruppo Orient Express. I prezzi variano in base al lusso richiesto, il top è un treno completamente di vetrate, con servizio di pasti a bordo.

Noi abbiamo scelto il basico, con il tetto in vetro (non cambia assolutamente niente!) ma senza servizio a bordo, se non un tè e due salatini. Il biglietto va comprato online prima, per evitare sorprese. I bambini pagano la metà.
Il servizio è molto efficiente, il viaggio spettacolare: si passa dalle terre di altura, aride e gelide, della Valle Sacra, alle montagne verdissime e umide che portano ad Aguas Calientes, la cittadina da cui partono le escursioni per Machu Picchu. Esistono hotel a Machu Picchu, ma sono molto cari. Noi ci siamo affidati ad uno semplice, da 50 dollari a notte, in centro città, gestito da una famiglia con due figli piccoli: il Waynapata. Non aspettatevi granché, nemmeno dal posto. Anzi, Aguas Calientes è piuttosto deprimente. Pranziamo in un hotel del centro che offre il servizio di buffet e poi ci chiudiamo in camera: piove a dirotto e la piccola è sempre sonnolente, praticamente non riesce a stare sveglia. Inizio a preoccuparmi, ma non ha altri sintomi e mio marito mi convince che sia colpa dell’altitudine (Machu Picchu, però, è ad un’altitudine minore e a noi non dà nessun fastidio, non accusiamo la fatica di Cusco).

Perù con bambini - Machu Pichu
La mattina dopo ci svegliamo presto, il proprietario dell’hotel ci ha spiegato che per andare a Machu Picchu si deve prendere un bus che passa ogni 20 minuti circa. Alle 7 siamo in fila, veniamo abbordati da una ragazza giovane che fa la guida, accettiamo la sua offerta e sale in autobus con noi (i biglietti si possono comprare al botteghino alla fermata).
Il viaggio dura una ventina di minuti e, se si soffre di vertigini, meglio non mettersi accanto al finestrino esterno: gli strapiombi fanno davvero paura! Anche il biglietto d’ingresso va comprato in anticipo, considerando se si vuole salire anche sul Wayna Picchu, il monte davanti che permette di vedere tutto il Machu nel suo splendore. La salita, però, è sconsigliata ai bambini, ed è ad orari molto precisi. Se non avete la prenotazione, non potete salire, per questo va fatta con anticipo.
Noi abbiamo optato per il solo Machu Picchu, e considerate le condizioni della piccola, che continua a dormire sulle mie spalle, è un bene. In più piove ed il terreno, così come gli scalini, è molto scivoloso.

La guida ci porta alla scoperta di questa meraviglia: ogni passo ci lascia a bocca aperta, completamente rapiti dalla magia di questo posto. Sì, ci sono tantissimi turisti, sì, è un gran casino, ma per me che ho sempre sognato di visitarlo, il Machu Picchu resta un incanto.

Perù con bambini - animali

La visita dura poco più di tre ore poi, sempre sotto la pioggia battente, riprendiamo il bus per tornare ad Aguas Calientes. Abbiamo ancora qualche ora prima di riprendere il treno per Cusco, quindi ne approfittiamo per pranzare in un ristorante italiano, Incontri. Vivendo all’estero, mangiamo spesso nei ristoranti italiani, soprattutto in viaggio. La pizza è deliziosa e l’ambiente caldo (c’è un grosso fuoco che arde al centro). La piccola si mangia un grosso piatto di pasta e, all’improvviso, capiamo che è tutto passato, per fortuna. Siamo pronti per tornare a Cusco, dove ad aspettarci ci sarà Jorge.

Perù con bambini: lago Titicaca, Puno e Chuquito

8 luglio

È arrivato il momento di salutare la Valle Sacra e riprendere l’aereo. Jorge ci accompagna in aeroporto, dove abbiamo il volo per Juliaca, lago Titicaca. Il volo, sempre LAN, si svolge serenamente e, quando arriviamo quasi a destinazione, sembra di stare per sbarcare sulla luna: il paesaggio è incredibile, qualcosa di mai visto. È come se la terra fosse sospesa, se toccasse quasi il cielo. Siamo abituati a vedere le montagne, a questa altitudine (4.000 metri), ma vedere lunghe distese di terra arida, cotta dal sole, fa davvero una certa impressione.

Ad attenderci c’è un pulmino mandato dall’hotel di Puno, l’Hostal Andenes, una scelta economica con ottime recensioni e centralissima. Come a Cusco, anche questo non ha riscaldamento (gli hotel che ce l’hanno sono di solito quelli di categoria alta, con prezzi assai più elevati) e così la proprietaria ci dà una stufetta. La stanza è al terzo piano e salire le scale ci fa sempre un certo effetto! Le bambine sono in ottima forma, noi continuiamo a mangiare leggero ed evitare di bere alcolici, che potrebbero affaticare la digestione e quindi creare difficoltà a livello di ossigenazione.

Perù con bambini - souvenir
La sera passeggiamo per il centro di Puno, ceniamo da La Casona, un ristorante tipico della via centrale, la Jirón Lima, e poi andiamo a riposarci.

9 luglio – Puno

Dopo aver organizzato le escursioni con la proprietaria dell’hotel, la mattina del primo giorno la dedichiamo alla scoperta del Titicaca. Percorriamo prima la piazza della cattedrale, poi di nuovo la Jirón Lima e infine svoltiamo a destra, per dirigerci verso il lago. Lasciate le vie del centro, spariscono i turisti: ci immergiamo nella vera Puno, quella fatta di donne che portano i bambini sulla schiena, guanciotte rosa per il sole, cappelloni, gonne colorate, risciò e mercati a cielo aperto.

Perù con bambini - Puno cattedrale

La gente ci guarda incuriosita, sorride alle bambine, a volte ride: penseranno, “cosa ci fanno questi quattro visi pallidi qua?”. È la parte più bella del viaggio, forse, perché scopriamo un Perù che ancora non avevamo visto. Ci avevano detto che l’area del Titicaca è turistica… per carità, i turisti ci sono, ma non è Parigi!

Arrivati al lago avrei voglia di piangere: la sua bellezza è sconcertante. Le bambine adocchiano dei pedalò a forma di cigno, Topolino ed altri personaggi e animali. Ne prendiamo uno, non certi di non affondare… Ma ce la caviamo e rientriamo alla base con le piccole felicissime. Per tornare indietro, visto il sole cocente e le giacche che ci fanno caldo, prendiamo un risciò. Un po’ ci dispiace, ma le bambine insistono e qui è una pratica davvero comune. La risalita verso il centro è divertentissima, l’autista (non so come faccia a pedalare in salita con quattro persone davanti!) ride con noi e tutti siamo di buon umore.

Perù con bambini - Puno risciò
Pranziamo leggero da Colors, un ristorantino gestito da due ragazze molto carine. Il cibo è semplice e genuino, mangiamo una buonissima zuppa di quinoa e poi torniamo all’hotel, dove ci aspetta il transfert per la prima escursione. Destinazione: Sillustani.

Sillustani è un sito pre-inca conservato molto bene, sul lago Umayo, a pochi km da Puno. La località è tutt’ora abitata e il luogo un po’ turistico (ci sono anche i bambini che, coi cuccioli di lama, chiedono soldi per una foto), ma si respira un’aria davvero surreale. Un’isola completamente piatta, al centro del lago, pare funga da pista di atterraggio per gli ufo! Anche le bambine, che all’inizio si lamentavamo per la camminata, restano in contemplazione a osservare un luogo che non lascia indifferenti e trasmette un’energia intensa e piena di emozione.

Perù con bambini - Sillustani
Torniamo verso Puno, ma prima ci fermiamo in una tipica abitazione peruviana, dove il padrone di casa ci prepara alcuni dei 700 tipi di patate che si coltivano in Perù, da mangiare con argilla (eh sì!). Come contorno, del pane fatto con farina di quinoa, che viene prodotta davanti a noi, semplicemente pestando i chicchi con delle pietre. I bambini giocano subito con le nostre, mostrando tutti i loro animali, cuccioli di gatti e lama compresi.
La sera ceniamo da Tulip, un altro ristorante peruviano in Jirón Lima, niente di eccezionale. Rientriamo in hotel consapevoli che il giorno dopo sarà un grande giorno.

10 luglio – Lago Titicaca

Un taxi al mattino presto ci porta al lago, dove ci aspetta la nostra escursione a bordo di un traghetto piccolo e veloce. La prima tappa, ci spiega la guida, è Uros, il complesso di isole galleggianti del Titicaca. Si tratta di isole costruite esclusivamente in canne di totora dai discendenti del popolo preinca che, proprio per scappare agli inca, aveva deciso di abbandonare le sponde del lago per costruire le proprie case qualche km più avanti. La visita è sicuramente turistica, gli abitanti dell’isola scelta quel giorno sono in attesa, ci offrono uno spettacolo di canti e ci invitano a visitare le loro case (il diametro dell’isola si percorre in dieci secondi!). Anche qui ci sono bambini piccoli, e le nostre figlie corrono subito a giocare con loro.

Perù con bambini - Islas Uros

Noi compriamo un po’ di artigianato e io provo i loro abiti tipici, poi a bordo di una delle loro imbarcazioni – anch’essa realizzata in canne di totora –  raggiungiamo l’isola principale, dove prendiamo un mate de coca per riscaldarci.

Risaliamo in traghetto e partiamo alla volta di Taquile, una delle isole abitate del lago. Il tragitto dura circa due ore, per fortuna il tetto ci ripara dal sole. Per arrivare alla cima dell’isola c’è da fare una bella camminata che ricorda, incredibilmente, quelle delle isole del mediterraneo. A me ricorda in particolare le Baleari, per colori, paesaggi e odori. Quando arriviamo nella piazza principale, da cui si gode una vista unica sul lago, fino alle coste della Bolivia e alle vette della Cordillera Real boliviana, le bimbe sono ben felici di riposarsi un po’: la salita, a 4000mt di altitudine e con il sole cocente in viso, è stata assai stancante.
Un ristorantino nascosto nel verde ci accoglie per il pranzo, semplice ma gustoso. Il panorama è impagabile ed è un peccato non poter restare qui più tempo.

Perù con bambini - Isla Taquile
Ci aspetta infatti la discesa di centinaia di scalini per arrivare al nostro traghetto e rientrare prima che il vento renda difficile la traversata.
Ceniamo nuovamente da Colors e rientriamo in hotel.

11 luglio – Chuquito

La mattina ne approfittiamo per passeggiare un po’ per Puno, fermandoci nella piazza chiamata Parque Pino. Prendiamo un caffè in una viuzza dei dintorni, visitiamo la chiesa e osserviamo i locali. Poi, a bordo di un taxi locale (praticamente un’ape cross), andiamo al mercato dell’artigianato in riva al lago, dove facciamo compere niente male.

Ci fermiamo a pranzo in un pub del centro e rientriamo all’hotel, dove ci aspetta il taxi per la nostra ultima escursione, Chuquito (abbiamo rinunciato a fare la Bolivia per non affaticare ulteriormente le bambine: per farla ci sarebbero voluti due giorni interi, uno è decisamente poco).

Perù con bambini - artigianato
Chuquito è un sito archeologico dedicato alla fertilità, dove troverete… tanti falli! Le bimbe ci hanno messo un secondo a capire cos’erano, perciò nessun mistero. Anche il centro della cittadina è carino, mentre la chiesa era chiusa. Risaliti in taxi siamo andati a vedere un allevamento di trote, che ha letteralmente entusiasmato le piccole di casa!
Rientriamo in città per l’ultima cena, nuovamente da Colors, in modo da avere la garanzia di mangiare qualcosa di leggero, senza salse e senza porcellini d’India (cuy) in agguato.

12 luglio – Lima

Lasciamo Puno con il marito della proprietaria dell’hotel, che ci riaccompagna in aeroporto. A Juliaca, ci rendiamo conto che la città somiglia al Pakistan: arida, caotica, povera. In aeroporto troviamo una coppia di italiani, i primi in tutta la vacanza!

Rientriamo a Lima e finalmente ci concediamo un lunghissimo bagno caldo nell’hotel Radisson San Isidro, scelto volutamente di categoria più alta per poterci riprendere da dieci giorni di freddo, fatiche e giramenti di testa. Finalmente, torniamo a respirare normalmente. Ci beviamo un Pisco Sour (io non mi ero azzardata, prima, perché contiene uovo crudo) e andiamo a cena con i soliti amici italiani da Caplina, dove mangiamo tantissimo ceviche.

Perù con bambini - Parque Amor Lima

13 luglio – Panama

Rientriamo a casa, stanchi ma felici per questa meravigliosa avventura che resterà per sempre nei nostri cuori e nei nostri ricordi. È tempo di disfare e rifare le valigie, si riparte!

 

Anna
{testi e fotografie di Anna Bardazzi del blog “50 sfumature di mamma“}
{foto di copertina, via Shutterstock}

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L'autrice: *Redazione*

Della Redazione di Bimbi e Viaggi fanno parte tutti i genitori che hanno raccontato i loro viaggi in giro per il mondo assieme ai loro piccoli esploratori: http://www.bimbieviaggi.it/chi-scrive-per-bimbieviaggi/

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