Istanbul con bambini: la città dei rumori, dei colori, dei profumi e dei sapori

Martina, che vive a Londra con la sua famiglia, è andata in Turchia quando aveva 17 mesi: ecco i consigli di mamma Enrica per vivere al meglio un viaggio ad Istanbul con bambini!

Erano anni che avevamo in programma di visitare Istanbul. Finalmente a Gennaio 2012, per caso, noto sulla Tube una cartello pubblicitario della British Airways: ci sono voli in offerta da Londra a Istanbul!

Una volta a casa corro a controllare, riflettiamo con calma sulle eventuali difficoltà del viaggio, non ne troviamo di insormontabili: è fatta, prenotiamo tre biglietti Londra-Istanbul, partenza il 13 Maggio, rientro il 20.

Sette giorni. Siamo sempre stati degli slow viaggiatori. La nostra la filosofia di viaggio è sempre stata quella del veder meno ma bene. Da quando siamo in tre, poi, la slow filosofia è diventata non soltanto un piacere ma soprattutto una necessità!

I giorni che ci separano dalla partenza scorrono veloci, facciamo i dovuti scongiuri affinchè Martina non si ammali proprio a ridosso della partenza, intanto cerchiamo un alloggio.

Dalla nascita di nostra figlia, durante tutti i nostri viaggi, abbiamo sempre scelto di alloggiare in appartamenti: per avere più spazio di movimento, per poter trovare il nostro equilibrio senza doverci adattare ad orari altrui e soprattutto, da bravi italiani, per riuscire a garantire alla piccola almeno un pasto giornaliero di non dubbia provenienza. Un nostro amico originario di Istanbul ci ha aiutati nella scelta del quartiere in cui alloggiare.

Istanbul è una città enorme e densamente abitata, con poche linee di metropolitana e un gran traffico, inoltre, ci sono zone molto sicure ed altre, purtroppo, non troppo raccomandabili. La posizione dell’appartamento da affittare va valutata accuratamente.

Detto fatto, siamo pronti a partire. Il cab ci porta ad Heatrow e da li in circa cinque ore atteriamo ad Istanbul. Il volo è poco affollato e trascorre liscio, Martina fa amicizia con una coetanea e io con sua madre: vanno ad Istanbul a trovare il papà che lavora li.

L’equipaggio della British Airways è come al solito molto cordiale e professionale, regalano a Martina, come sempre, il kit di viaggio contenente un piccolo zainetto, dei colori a cera ed un libro da colorare. Martina adora i loro kit.

Siamo ad Istanbul, finalmente!

E’ una bella giornata di sole, recuperiamo i bagagli e attendiamo il tassista che, in teoria, il proprietario dell’appartamento dovrebbe averci mandato. Dopo una mezz’ora buona, un paio di telefonate e -devo ammetterlo- un po’ di ansia, il tassista si materializza scusandosi del ritardo. Era andato a pranzo.

Benvenuti in Turchia.

La prima impressione che abbiamo di Istanbul è che il suo aeroporto assomigli parecchio a quello di Fiumicino, stessa disposizione delle uscite e dei parcheggi, stessa struttura architettonica e soprattutto stesso caos.

Benvenuti ad Istanbul.

Il taxi ci accompagna fin sotto il nostro appartamento, passando lungo le strade enormi della nuova zona residenziale scintillante e ordinata, costeggiando le mura romane e i giardini piatti di fronte al mare, inoltrandosi nei vicoli della città vecchia, attraversando il magnifico ponte di Galata, facendosi largo tra la marea umana di piazza Taksim e poi attendendo, per un tempo che a noi è parso infinito, che una macchina messa di traverso liberi l’angusto passaggio che ci permetterebbe di entrare nel vicolo, proprio sopra Changir Caddesi, nel centro del quartiere europeo, in cui si trova il nostro appartamento.

Benvenuti ad Istanbul.

I siti di interesse turistico sono davvero molti e tutti imperdibili….

La grande e la piccola Aya Sofia: con i suoi ori e i suoi mosaici la prima,

istanbul con bambini

con il suo spazio vuoto e il suo piccolo cimitero la seconda.

La Moschea Blu, dal tetto color notte illuminato da milioni di stelle dorate.

Il palazzo di Topkapi e il museo archeologico, entrambi immersi nel lussureggiante Gulhane Park, una vera oasi di pace nel caos della città. Pieni di gente eppur deserti, freschi e profumati come l’anguria rossa che vi ho mangiato.

Il Gran Bazar, da scoprire fino in fondo, fin dentro la piccola piazza dei venditori di libri e mappe, fino all’ultimo caffè in penombra con i divani di pelle marrone e l’atmosfera da Orient Express.

istanbul con bambini

Con il suo sofisticato sistema di aereazione fatto di nicchie e feritoie, in cui l’aria si incunea e prende velocità e rende il Bazar un luogo aperto pur essendo formato da decine di vicoli strettissini e da centinaia piccoli negozi.

istanbul con bambini

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Prima di entrarvi immaginavo il suo odore, di chiuso e oggetti accatastati, di robivecchi, libri usati e sudore medio orientale. Niente di più sbagliato: il Gran Bazar odora di aria e di oro, di stoffa e di saponi.

istanbul con bambini

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Il Bazar delle spezie, un’esplosione di rosso e giallo, verde e blu, come lo zafferano, i pistacchi e i datteri che vi si vendono.

istanbul con bambini

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La Moschea di Solimano la Cisterna Bizantina. Così Istanbul la prima e Roma la seconda.

La Chiesa di Chora con i i suoi affreschi raffiguranti il Cristo e sua madre, che proprio non ce la fai a chiamarla Moschea.

Ma Istanbul non è soltanto moschee, reperti archeologici e palazzi da mille e una notte.

Istanbul è anche piazza Taksim, la paura delle bombe e la marea di gente che vi transita.

Il tram che scorre libero al centro di Istiklal Caddesi, senza segnalazioni o protezioni, il gelato denso e profumato venduto da ragazzi in costume tradizionale.

istanbul con bambini

Piazza Galatasaray e la sua scuola, i consolati europei, gli Hammam per turisti in cui non vale la pena perdere tempo.

Istanbul e’ il canto del Muezzin che mia figlia sembrava adorare e ripeteva alla perfezione ogni volta che lo sentiva, dopo qualche giorno abbiamo comiciato a valutare l’ipotesi di chiamare un esorcista 😉

istanbul con bambini

Istanbul è le sue pizze e le sue focaccie. Buonissime. Perfette per i pranzi di adulti e bambini.

Istanbul è il suo tea, venduto per la strada e bevuto a tutte le ore.

Istanbul sono i locali alla moda di Beyoglu dove se non hai la wifi non sei nessuno.

istanbul con bambini

Istanbul è soprattuto il Bosforo, blu e sempre in movimento, i suoi traghetti che ti portano a Kadikoy, al suo mercato e ai suoi ristoranti.

istanbul con bambini

istanbul con bambini

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Kadikoy è gia in Asia, è meno affollato e meno trafficato dei quartieri centrali europei, le case sono più nuove e le donne portano più spesso il velo.

istanbul con bambini

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I traghetti sul Bosforo portano anche alle Isole dei Principi, con i poveri cavalli frustati sotto il sole e su per la salita, con le meravigliose residenze ottomane e i ragazzini che hanno saltato la scuola.

istanbul con bambini

Ad Istanbul si vedono tanti bambini, ma non si vedono mamme con i passeggini. Ci credo, non saprebbero dove passare, i marciapiedi sono spesso occupati da macchine, tavoli e merci.

istanbul con bambini

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Passando lungo la strada rischerebbero la vita milioni di volte al giorno. Le macchine sfrecciano a velocità inimmaginabili per lo standard dei centri urbani europei.

Benvenuti ad Istanbul.

Istanbul con bambini: informazioni pratiche

CIBO

Ad Istanbul si mangia benissimo, la frutta è colorata e saporita; ci sono centinaia di frutterie aperte fino a tarda sera e panetterie che vendono pane, focaccie e dolci secchi di tutti i tipi.

istanbul con bambini

Non si ha nessuna difficoltà a reperire prodotti europei di sorta e il livello generale di igiene nei ristoranti ci è sembrato più che buono. Abbiamo mangiato fuori casa almeno una volta al giorno e non abbiamo avuto alcun problema. I seggiolini e i fasciatoi sono un miraggio ma il personale dei ristoranti è sempre stato gentile e accomodante.

istanbul con bambini

Noi abbiamo sempre cambiato nostra figlia appoggiati sulle seggiole, magari in un angolo appartato del ristorante.

SALUTE

Le farmacie ci sono sembrate più che fornite e nella zona di Changir Caddesi, il centro del quartiere europeo, ci sono vari ospedali pubblici e privati, che offrono, in caso di necessità, servizio di pronto soccorso, ci hanno detto, ad un livello più che accettabile.

FOTO

Una cosa da ricordare è che ad Istanbul nessuno sembra farsi problemi a fotografare, accarezzare e sbaciucchiare bimbi in vacanza con i genitori, anche senza chiedere il permesso. Qui a Londra sarebbero tutti sotto processo 😉

MUOVERSI CON BAMBINI

Ho detto prima che è molto difficile girare per le strade con il passeggino, è vero, ma questo non significa che Istanbul non sia adatta ad essere visitata con i bambini piccoli. Tutto il contrario.

I luoghi di interesse turistico di Sulthanamet sono ad esclusivo utilizzo pedonale, tutte le moschee hanno dei deliziosi cortili interni chiusi alle macchine.

I Bazar e i mercati sono ovviamente accessibili escusivamente ai pedoni e le isole dei Principi non hanno mezzi di locomozione a motore.

Ci sono pochi playgrounds, ne abbiamo visto qualcuno lungo il parco che costeggia il Bosforo verso l’aeroporto.

La nostra tattica per gli spostamenti è stata sempre quella di utilizzare taxi, poco costosi, ma occhio che il tassista azioni il tassametro.

Un paio di volte abbiamo preso il tram che attraversa il ponte di Galata, purtroppo la metropolitana serve poco i quartieri frequentati dai turisti.

 

Come concludere…

La settimana trascorsa ad Istanbul è stata un’esperienza fantastica, un’immersione nella gente e nella sua confusione: tanta.

Nella frutta: buona.

Nel sole: forte e limpido.

Istanbul con bambini è un’esperienza che consiglio a tutti, grandi e piccoli.

istanbul con bambini

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Alcune informazioni pratiche

Durata del viaggio: dal 13 maggio al 20 maggio 2012 (7 notti)

Partecipanti: Martina (19 mesi) con mamma e papà.

Spese:

Volo British Airways 390£ totali per i due biglietti adulti e 1 infant (minore di 2 anni)

Appartamento: Prenotato da Homehelidays 570 Euro per 7 notti

Taxi da e per aereoporto: 20 Euro (a tratta)

Spese in loco totali circa 500 Euro

Assicurazione di viaggio: Barclays Europe 88£ valida 1 anno

 

 

Enrica (The Blake House)
[testi e fotografie di Enrica]

 

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L'autrice: *Enrica*

*Enrica*

Mamma di Martina, classe 2010. I mei genitori avevano un camper ed all’età di 16 anni avevo gia visitato la maggior parte delle città italiane ed europee! Per questo mi sento parecchio cittadina europea di nome e anche di fatto. Ingegnera, romana di nascita, al momento vivo con mio marito e mia figlia a Londra, il trampolino del mondo. Un paio di valigette sotto il letto sono sempre pronte, il mondo e’ grande e meraviglioso e il piu’ bel regalo che sto tentando di fare a mia figlia è quello di fargliene conoscere un pezzettino alla volta!

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