Kerala con bambini: itinerario parte 1 (da Cochin a Arattupuzha)

Inizia il viaggio in Kerala di Memi (3 anni): ha pescato, ha giocato con i bambini indiani, ha visto meravigliose cascate e tanti animali… Ecco le prime tappe del suo emozionante itinerario, raccontate da mamma Michela.

Ho già condiviso i miei consigli su come organizzare un viaggio in Kerala qui > India con bambini
Oggi entriamo nel vivo del viaggio…

Allora, si diceva, dopo 3 voli e una discreta quantità di ore di viaggio… siamo arrivati in Kerala! E ora, che si fa?
Studiare l’itinerario ci ha richiesto un pochino di tempo: perché la regione è decisamente grande, le strade ben distanti dal nostro concetto di autostrada/tangenziale, le informazioni online su itinerari da fare con i bambini scarsine. Per il resto tutto bene, ah ah ah.

Ma con pazienza, Google e il provvidenziale aiuto di una collega indiana, alla fine siamo riusciti ad organizzare un itinerario che – con il senno di poi – è stato davvero ben pianificato, roba da darsi le pacche sulle spalle da soli. Solo una tappa l’abbiamo cannata alla grande, ma ve la svelerò poi.

Quindi, ecco il nostro tour:

Kerala con bambini-mappa
So che questa cosa della cartina su Google Maps sembra una roba da pazzi, ma ci è stata super utile (come d’altronde il file Excel per il budget, cosa per il quale mio marito aka il Libero Pensatore è famoso in mezza Europa).

Ecco, partendo da questa bella mappetta, abbiamo rintracciato villaggi e villaggetti, misurato distanze, cercato scorciatoie nelle foreste e eliminato tappe che ci sembravano geniali a leggerle sulle guide ma si sono poi rivelate infattibili nella dura realtà di Google.

Durante la preparazione del viaggio, la regola per noi è stata sempre una e una sola: trovare attività e luoghi che potessero essere speciali anche per Memi, che gli permettessero di vedere animali, paesaggi, persone lontani dal modello europeo. E nel contempo mostrare a nostro figlio cosa significa davvero viaggiare, concetto diverso dal semplice essere in vacanza.

Kerala con bambini-Cochin
Dal momento che siamo atterrati a Cochin alle 8 del mattino, la nostra prima tappa è stata ovviamente questa. Da lì siamo poi saliti verso nord e abbiamo seguito una sorta di traiettoria circolare che ci ha portato ad est, a sud ed infine di nuovo a Cochin.
Ma ecco il nostro itinerario, day by day.

Kerala con bambini: Fort Cochin

A leggere il nome uno dice “Ah ok, se si chiama così deve essere la città vicino all’aeroporto di Cochin”. Eh eh eh, benvenuti in India, dove nulla è quello che sembra, tanto meno le distanze.

Fort Cochin si trova a circa un’ora e mezza di auto dall’aeroporto, teoricamente si tratta di una zona della stessa città, in pratica è come atterrare a Malpensa e dover arrivare a Brescia.
L’area è nota per le Chinese Fishing Nets, delle particolari reti da pesca che potete vedere su gran parte del lungomare senza difficoltà. Dando una piccola cifra ai pescatori, potete rimboccarvi le maniche e provare anche voi a tirare tutte quelle funi e ad alzare le reti.

Kerala con bambini-reti Cochin
La cittadina è piccolina, si visita tranquillamente a piedi o con il tuktuk (che è diventato uno dei must di Memi, che ci ha costretto a prenderne a decine per tutta la durata della vacanza).

Vicino alla spiaggia c’è anche un grande parco giochi fitto fitto di bambini.

Altra attività tipica da fare è ammirare un spettacolo di Kathakali, cosa che purtroppo non siamo riusciti a fare perché tra il lungo viaggio e il fuso orario la prima sera eravamo tendenzialmente cotti dalla stanchezza.

Kerala con bambini-parco giochi Cochin

Stanchezza esclusivamente appannaggio dei viaggiatori sopra il metro di altezza, perché quello al di sotto era così carico che si è persino buttato nelle onde dell’oceano completamente vestito e ha finito per scorrazzare in mutande per tutta la spiaggia davanti a centinaia di persone che lo fotografavano!

Kerala con bambini-foto Cochin

Al di là dello show di Memi, l’esperienza più interessante è stata sicuramente il fatto di aver alloggiato presso una famiglia del luogo (homestay): persone carinissime, super cordiali, che hanno giocato con Memi per ore come lo avessero conosciuto da sempre. Non mi sento di consigliare il soggiorno in case private per l’intera durata del viaggio, dopo qualche giorno di full immersion indiana fidatevi che almeno alla sera avrete bisogno di un pochino di comfort occidentale. Ma è sicuramente una esperienza da fare, perché la gentilezza di questa popolazione non ha eguali.
Il nostro alloggio a Fort Cochin: Maison Casero. Prezzo decisamente basso, posizione centrale, famiglia calorosa, assolutamente da consigliare.

Kerala con bambini: Athiparally

Le cascate di Athirapally valgono davvero una visita. Premessa: una volta arrivati là da vedere ci sono le cascate, oppure le cascate o, indovinate cosa? Le cascate!

Kerala con bambini-cascate Athirapally

Quindi le opzioni sono due: o arrivate prestino e poi dopo un paio di ore ve ne andate verso la prossima destinazione, oppure fate come noi e cercate un hotel carino fronte cascate dove passare la notte.
Le cascate si raggiungono facilmente a piedi, pagando un biglietto di ingresso di poche rupie. Tanto per cambiare, anche qui Memi ha visto l’acqua e ha iniziato a denudarsi… finendo per fare il bagno nel fiume.
Ecco, non proprio chiare, fresche e dolci acque, ma il greto del fiume è basso e la corrente non molto forte, quindi due salti nell’acqua ai bambini glieli potete anche far fare.

Kerala con bambini-fiume Athirapally
Il nostro alloggio ad Athirapally: Rain Forest Hotel. Nota: questo hotel è un pochino una sola, nel senso che è sicuramente bello ma per la cifra che vi fanno pagare (considerando il costo della vita in India) non danno un servizio eccellente. Va detto che la posizione è incantevole, su questo nulla da dire.
Hanno anche una treehouse, che però io non mi sento di suggerire a meno che non vi piaccia proprio il genere avventura: nel mezzo della foresta, buio pesto, con cervi e scimmie attorno… de gustibus…

Kerala con bambini-amico Athirapally

Kerala con bambini: Thrissur e Arattupuzha

Thrissur è proprio la tipica città indiana: caos, rumori, clacson, profumo di cibo che si mescola a quello delle spezie… che si mescola all’odore di smog… che si mescola di nuovo a quello di cibo. Insomma, la meta ideale se vi piace perdervi nel fiume della vita. Noi l’abbiamo adorata, con il suo fascino decadente, le bancarelle di frutta, i negozi di tessuti e quella sensazione di essere davvero al capo opposto del globo.

Memi di Thrissur ha amato fondamentalmente 3 cose.
Al numero uno, medaglia d’oro scontata, le centinaia di tuktuk che sfrecciano per le strade: siamo saliti e scesi da questi trabiccoli per tutto il giorno, con Memi in visibilio per la guida sportiva di questa specie di tassisti (in questi casi è meglio chiedere all’autista di aspettarvi da qualche parte perché le “motorette” sono molto più agili nel traffico urbano).
Al secondo posto si posiziona la visita allo zoo: diciamola tutta, parliamo di un esemplare di zoo modello anni ’70, decisamente vecchiotto ma che proprio per questo suo essere fuori moda ha un suo perché. Pochi animali, tanti bambini: Memi contentone e noi felici di aver trovato un pochino d’ombra in una giornata torrida.

Kerala con bambini-gelato
Terzo posto della classifica “cose da fare a Thrissur” del nostro giovane esploratore: andarsene a zonzo con lo zaino per i fatti propri, possibilmente allontanandosi da mamma e papà, possibilmente stringendo mani e rilasciando selfies con i locali, possibilmente mettendo le zampette impolverate su ogni pezzo di seta disponibile nei negozi di sari. Non che Memi avesse bisogno di scoprire l’indipendenza, ma diciamo che qui si è sentito particolarmente ispirato.

Kerala con bambini-Thrissur

Quindi, cosa vedere a Thrissur? Tutto e niente, andatevene a spasso senza meta, entrate nelle botteghe, fatevi fare un sari su misura e godetevi la way of life indiana.

Kerala con bambini-passeggiata
Il giorno successivo è stata la volta di Arattupuzha, 1h di auto da Thrissur, dove siamo andati fondamentalmente con un’unica missione: partecipare al Pooram, un festival religioso che si tiene una volta l’anno. Vi consiglio caldamente di dare una sbirciata su Google per capire la follia (in senso buono) di questo evento.

Kerala con bambini-pooram festa

Beh, che dire, è stata una delle cose più pazzesche che io abbia mai visto: bambini, elefanti, anziani, suonatori, ragazzi, incenso, musica sparata a volumi credo illegali nel resto del mondo, incensi, ancora elefanti, insomma, una super figata.

Ovviamente, eravamo gli unici non-indiani, e siamo stati accolti modello delegazione straniera in visita diplomatica: sorrisi, strette di mano, un miliardo di foto che Memi in braccio a chiunque. Ripeto, super figata.

Kerala con bambini-Thrissur tramonto

Il nostro alloggio a Thrissur: The River Retreat. Questo hotel è un pochino fuori Thrissur (circa un’oretta di auto) ma lo abbiamo preferito per la posizione tranquilla, fuori dalla confusione cittadina.
La location è incantevole, lungo il fiume, con una vista che tanto mi ha fatto ricordare i libri di Terzani.

Kerala con bambini-Thrissur hotel

Il nostro viaggio alla scoperta dell’India prosegue verso Parambikulam e altre tappe…una delle quali non ci ha entusiasmato, mentre l’altra….era il sogno di Memi da mesi!

Ve le racconto in questo post > Kerala per bambini: itinerario parte 2 (da Parambikulam a Marari)

Michela
(Testi e fotografie di Michela Toffali)
(la foto di copertina è tratta dall’originale di François Chabrerie con licenza Creative Commons)

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L'autrice: *Michela*

*Michela*

Mamma di Meltemi, baby-giramondo classe 2011. Sono una vera e propria travel-addicted: appena torno da un viaggio non vedo l'ora di iniziare a pianificare il successivo... e ho già in mente destinazioni per i prossimi 10 anni! L'arrivo di Memi non ha fatto altro che accrescere questa passione: io e mio marito Luca vogliamo regalargli il globo intero! Il piccoletto a 3 mesi era già in possesso di passaporto e valigia personale, pronto per il primo di una lunga serie di voli. Ora siamo partiti per un viaggio davvero unico con biglietto aereo è one-way: da gennaio 2014 viviamo ad Amsterdam. La prima di una futura serie di case in giro per il mondo ;-)

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