Fotografie in viaggio: il reportage fotografico

[GUEST POST] Per la rubrica “Fotografie in Viaggio” oggi Giorgio ci dà tanti consigli pratici per realizzare il reportage fotografico di un viaggio, con esempi concreti per affrontare le situazioni più comuni in giro per il mondo…

Mi auguro che la Befana abbia riempito di dolci la calza dei vostri bimbi dandovi la possibilità di scattar loro belle immagini mentre, sorpresi ed incuriositi da questa magia che si tramanda da generazioni, ne divorano il contenuto senza poi farsi troppe domande.

Dopo l’articolo introduttivo in cui mi sono presentato, è giunto il momento di affrontare un nuovo argomento fotografico che relaziona in modo particolare l’idea di questo blog e la fotografia…

Il reportage fotografico in occasione di un  viaggio

Premetto che questo articolo non vuole entrare nel particolare di tecniche che rischiano di attirare solo gli amanti della fotografia, ma dettare delle linee guida generali rivolte a tutti quelli che si mettono in viaggio e che vogliono raccontare in modo più o meno dettagliato la propria esperienza. Quale attrezzatura mettere in valigia? Quando è opportuno o no tirar fuori dallo zaino la fotocamera? Quali sono i momenti migliori della giornata per sfruttare al meglio la luce? Sono domande a cui cercherò di dare una risposta.

Reportage di viaggio: quale attrezzatura mettere in valigia?

Il tutto nasce già dal momento in cui decidete la destinazione del viaggio: più o meno classica, più o meno avventurosa, al mare, in montagna, in città.

Chi dispone di una semplice compatta può saltare questa parte, ma chi possiede un piccolo corredo di reflex più ottiche varie deve tener conto del tipo di viaggio che ha organizzato.

In una grande città potete contare sulla disponibilità di spazi e confort e potrete mettere in valigia tutto quello che avete, ma se andate a fare un trekking in montagna dovrete selezionare la vostra attrezzatura in relazione al peso che dovrete portare in spalla, allo spazio che dovrete lasciare nello zaino per l’antipioggia ed altro.

In linea di massima però consiglio di portarvi ciò che possedete, possibilmente in un comodo zainetto fotografico dedicato:

  • una reflex con una o due ottiche di cui un grandangolo e uno zoom per coprire un raggio d’azione da almeno 20-24 a 200 mm
  • il flash incorporato è meglio di niente, ma l’uso di un flash a slitta vi aiuterà a migliorare le vostre foto
  • schede di memoria in quantità, meglio quattro da 2 GB che una da 8 GB, perché in caso di smarrimento o rottura di una scheda perderete solo una parte delle foto, e credetemi non è difficile che succeda
  • consiglio una doppia batteria per la reflex e per il flash anche per semplici gite giornaliere, ma per viaggi di più giorni direi che è indispensabile. Due se non tre o quattro batterie per destinazioni più remote ed isolate
  • in base alla durata del viaggio e alla destinazione può poi essere opportuno portarsi il PC (con batterie e vari cavetti di ricarica) per scaricare giorno per giorno le immagini così da liberare le schede di memoria  ed un hard disk esterno per il backup di tutte le foto.

So che può sembrare esagerato, ma tutti i componenti elettronici possono smettere di funzionare da un momento all’altro e neanche a farlo di proposito sembra che abbiano una predilezione nel rompersi sul più bello! Ricordate che in alcuni luoghi ci passate una volta e forse non ci tornerete più, usate quindi le precauzioni del caso.
Non lasciate che l’ansia di perdere una foto però condizioni il vostro viaggio. Non siamo professionisti!

Reportage di viaggio: quando tirare fuori la macchina fotografica dallo zaino?

fotografie in viaggio: reportage di viaggio

Io sono abituato a scattare foto fin dal primo momento in cui esco di casa. L’auto stracarica stile “Fantozzi va in vacanza” rientra sempre nel mio foto album. In aeroporto, in stazione ferroviaria, i volti assonnati per una “levataccia” o il panino che sbuca dopo 15 minuti di viaggio…Ovviamente ogni tanto ripongo nello zaino la mia reflex per dare spazio al dialogo con i miei bimbi (soprattutto il grande, perché il piccolo solo “pa pe pi na no”, non lo capisco molto 😉 ).

Non esitate a fotografare. Se avete la fotocamera nello zaino tiratela fuori. Attenzione però alla destinazione che avete scelto…

Nelle grandi città fate pure i “giapponesi”. Componete le vostre immagini e scattate senza perplessità.

Un occhio di riguardo però va usato nelle destinazioni meno turistiche. Pensate a voi stessi: se vi venisse uno sconosciuto davanti e vi scattasse una foto…”Ma che vuole questo?”…Considerate inoltre i paesi dove le religioni impongono molteplici restrizioni…potreste anche creare qualche serio problema diplomatico.

Il segreto? Chiedere con cortesia per far capire le vostre buone intenzioni e ringraziare anche quando vi viene negato lo scatto più o meno in modo garbato.

E’ poi importante inserire il soggetto in un contesto panoramico: prima di fare un primo piano al volto segnato dal tempo e dalla stanchezza di una contadina che raccoglie il riso, inseritela in un bel panorama che riprende tutto il suo campo coltivato. Fatele vedere la foto e chiedetele se è stanca. Offritele un bicchiere della vostra acqua. Si aprirà il mondo!

In un tipico e caratteristico mercato, prima di scattare immagini alla varietà di frutta di tanti colori e di tutte le forme più diverse, entrate in comunicazione con il venditore.
Acquistate qualche frutto, assaggiatelo e dimostrate  la vostra soddisfazione; c’è il caso che vi chieda lui con orgoglio di fotografare il suo banchetto.

E’ chiaro che molto dipende dal nostro carattere. Chi è introverso non potrà avere le stesse possibilità di riuscita nei rapporti con le persone di chi è estroverso. Ma invito tutti a superare i propri limiti per una comunicazione globale che va al di là della fotografia. Io stesso ho perso tante occasioni nel comunicare a causa della mia timidezza. Ma il tempo e l’esperienza mi stanno aiutando a superare le mie barriere.

Una mattina in una pasticceria in Tirolo, dove tutti, titolare e clienti, parlavano in tedesco pur conoscendo l’italiano, sono entrato facendo i complimenti a tutti per la cura e l’ordine del paesino, per la bellezza delle loro vallate e delle loro montagne. Dopo un po’ di perplessità la fornaia per poco mi  faceva assaggiare tutto ciò che esponeva nel suo locale intrattenendomi in un cordialissimo e dolcissimo dialogo.

Non ci sono barriere se non le poniamo noi. Se ci dovessero essere, facciamo noi il primo passo, o almeno proviamoci!

 

Reportage di viaggio: quali sono i momenti migliori della giornata per scattare foto?

fotografie in viaggio: reportage di viaggio

La buona resa fotografica è legata ad una buona luce: l’alba ed il tramonto sono i migliori momenti della giornata per realizzare una bella immagine.

Quando si viaggia si tende però a passare in un luogo una volta sola, seguendo un itinerario prestabilito o improvvisato che tiene conto degli orari dei mezzi di trasporto, delle distanze tra un luogo e un altro, degli orari di apertura dei musei piuttosto che di un mercato o un antico tempio. Può quindi succedere di trovarsi davanti alla Tour Eiffel a mezzogiorno…

La luce di metà giornata è piatta, i colori sono molto contrastati e il cielo è spesso biancastro e luminoso (situazione non ideale per una buona fotografia).

A meno che nell’organizzazione del viaggio non teniate conto di passare dalla Tour Eiffel in orari favorevoli ad un buon risultato fotografico è quindi possibile rimediare facendo entrare in gioco i vostri compagni di viaggio: inserite davanti alla Tour nella composizione dell’immagine i vostri bimbi ed ecco che la foto acquisisce un’importanza diversa, indipendentemente dalla luce!

Un fotografo professionale a cui è stata commissionata una foto della Tour stazionerà a Parigi per qualche giorno e la fotograferà in tutte le sfumature possibili. Noi non siamo dei professionisti ma dei viaggiatori e non siamo a Parigi solo per fotografare la Tour, alla quale nel nostro  itinerario abbiamo destinato circa dieci minuti, perché i nostri bimbi ci stanno ripetendo all’infinito “Euro Disney”! 😉

L’esposizione delle immagini è più semplice da gestire se il cielo è leggermente velato o poco nuvoloso. I colori saranno più saturi e le ombre meno scure, con un contrasto generale molto limitato. I sensori delle nostre reflex lavorano benissimo in queste condizioni anche con i programmi automatici preimpostati.

In presenza del sole in particolare nelle ore centrali della giornata, il contrasto sarà elevato, la differenza tra luci ed ombre molto marcata e l’esposizione risulterà più complicata. Il programma automatico delle reflex sarà influenzato dalle alte luci e tenderà a sottoesporre la foto. Risultato? Foto buia e priva di dettagli.
Nel caso di un panorama si può far poco, ma se avete scelto di ritrarre una persona, chiedetegli di spostarsi in una zona d’ombra se possibile, oppure fate entrare in gioco il flash.

Per chi ha un po’ di esperienza: impostate l’esposizione manuale della reflex, un diaframma f/5,6 e regolate il tempo così da non bruciare le alte luci dell’immagine. Il flash riempirà le ombre rendendo la foto meno contrastata. Limitiamo la luce del flash agendo sul pulsante di regolazione della potenza se necessario.

Per concludere…

Leggete una o più volte il manuale d’istruzione della vostra attrezzatura…Alcuni concetti vanno digeriti con pazienza. 😉
La tecnica fotografica e’ vastissima, difficile da descrivere in poche ore.
Mettete in cantiere la possibilità di frequentare un corso base di fotografia.
Vi renderete conto degli evidenti risultati che il futuro vi riserva…

Buon viaggio!

Giorgio
[testi e fotografie di Giorgio Bianchi, foto di copertina di Milena Marchioni]

 

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L'autrice: *Redazione*

Della Redazione di Bimbi e Viaggi fanno parte tutti i genitori che hanno raccontato i loro viaggi in giro per il mondo assieme ai loro piccoli esploratori: http://www.bimbieviaggi.it/chi-scrive-per-bimbieviaggi/

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