Tunisia con bambini: un viaggio on the road con tutta la famiglia

Susanna ha deciso di trascorrere le vacanze di Pasqua in Tunisia con Emma (quasi 4 anni). In questo diario di viaggio ci racconta le loro tappe e condivide con noi le sue riflessioni sul “viaggiare ai tempi del terrorismo”.

Abbiamo scelto la Tunisia perché c’era ancora disponibilità di voli con partenze giornaliere e perché le tariffe erano piuttosto economiche. Questo giro ci frullava in testa da tanto, ma dopo il brutto duplice attentato di qualche anno fa lo avevamo accantonato e, se proprio devo essere sincera, anche stavolta abbiamo prenotato non senza qualche titubanza…
Alla fine, però, ha vinto la voglia di partire, di esplorare e soprattutto di non farsi condizionare: cosa dovrebbero fare altrimenti le persone che vivono nelle grandi città europee?

tunisia con bambini on the road

Siamo partiti da Roma con Tunisair e, dopo un ottimo e brevissimo volo di un’ora, in cui ci hanno servito anche il pranzo, siamo atterrati a Tunisi con suoi 28 gradi. Abbiamo ritirato la nostra auto prenotata da Camelcar in 5 minuti: per la prima volta abbiamo trovato l’auto che avevamo concordato, ci hanno montato il seggiolino e non ce lo hanno fatto pagare.

 

TUNISIA CON BAMBINI: LE NOSTRE TAPPE

TAMEZRET

La nostra meta era Tamezret e ci siamo messi subito in moto poiché in Tunisia finché c’è l’autostrada si viaggia bene, ma dopo è tutto un susseguirsi di paesini e rallentatori per il traffico. Nell’unica tappa per spezzare il viaggio, abbiamo deciso di fermarci a vedere il Colosseo d’Africa di El Jem, meraviglioso monumento perfettamente conservato. In serata siamo arrivati a Tamezret, dove abbiamo soggiornato in un adorabile hotel subito dopo Matmatah, il Dar Ayed.

Fin da subito siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla gentilezza di tutte le persone; c’era chi, orgoglioso di parlare italiano, ci chiedeva di non parlare in francese e chi ci raccontava le sue radici berbere.

A Tamezret abbiamo visitato la città e il museo berbero: la visita è solamente in francese, ma se si riesce a comprendere vale la pena farla. Si visita una casa troglodita contenente manufatti berberi. È stato emozionante vedere come molte parole berbere siano simili all’italiano e come alle origini la religione cristiana, ebraica e animista coesistessero pacificamente e i loro simboli fossero rappresentati insieme sui muri delle case e sui tessuti domestici. Alla fine della visita basta lasciare un’offerta libera, nient’altro.

museo berbero tamezret - tunisia con bambini
Girovagando per le viuzze di Tamezret, fra le piccole porte azzurre e verdi, incontriamo persone anziane che ci ringraziano per la visita al loro paese e un signore in sella ad un ciuchino che si ferma per farlo accarezzare ad Emma.

tamezret - tunisia con bambini

MATMATAH E NEFTA

Ci dirigiamo poi a Matmatah, uno dei set cinematografici di Guerre Stellari, girato all’interno dell’albergo Sidi Driss; la visita è carina anche per chi, come me, non è un gran fan della saga. Mio marito, invece, era felicissimo!

Terminata la visita ripartiamo in direzione Nefta e attraversiamo il lago salato Chott El Jerid, che offre un paesaggio lunare molto suggestivo, con pozze rosa e strane sculture che sembrano sospese nell’acqua. A Nefta restiamo per tre notti all’hotel Dar Hi, meraviglioso complesso architettonico creato dall’architetto francese Matali Crasset, un’oasi di pace con vista sul palmeto della città e una piscina termale panoramica. Abbiamo soggiornato con formula pensione completa per 160 euro a notte, la cucina è equilibrata e ottima anche per i bambini.

Molti turisti si fermano a Tozeur dove ci sono parchi a tema di dinosauri e animali e percorsi avventura, ma per circa un quarto d’ora di auto in più noi abbiamo preferito soggiornare a Nefta.

Chott El Jerid - tunisia con bambini on the road
Nei giorni successivi dedichiamo qualche ora al bagno in piscina e all’hamman, dove ci siamo soltanto noi, e alla visita dei dintorni con una guida locale che per 20 euro ci porta a visitare la vecchia città di Nefta, caratteristica e poco turistica, con le corti interne affacciate sulle stradine, le finestre e le porte color del mare, le piccole piazze assolate e i tamarindi ad offrire un po’ d’ombra. Vediamo un artigiano che fabbrica ancora a mano i mattoni delle case, poi la Palmerie, per un giro sotto le palme da dattero, con un mazzo di menta fra i capelli, la lattuga appena spuntata, i pozzi e i canaletti di irrigazione; la Corbeille, la loro piscina termale pubblica, un po’ sporca quando l’abbiamo vista noi perché il giorno prima aveva tirato molto vento dal deserto, e un altro sito di Star Wars, quello in cui ci sono due robot fuori da una specie di igloo spaziale e ancora si può vedere l’adesivo attaccato a forma di tastiera computerizzata per accedere all’igloo.

nefta star wars - tunisia con bambini
Quello stesso pomeriggio abbiamo prenotato l’escursione a bordo di un fuoristrada nel deserto appena fuori Nefta con stop al villaggio di Guerre Stellari. Il giro in auto è stato pazzesco: non è il primo che facciamo, ma questo guidatore ci ha fatto davvero divertire su e giù per le dune di sabbia, sabbia che qui è molto più chiara rispetto al Namib o al deserto dell’Oman.

Al villaggio di Guerre stellari ci sono vari venditori di chincaglierie che ti propongono di comprare souvenir o di salire sul dromedario, ma a noi non interessavano. E’ stato l’unico posto dove sono stati più insistenti, per il resto la bimba si è divertita a scivolare sulla sabbia e a girare per il piccolo villaggio spaziale.

tunisia con bambini - deserto
Una nota a parte la dedico alle piccole Fennec in cattività, con cui ti fanno fare una foto in cambio di qualche spicciolo o di un biscotto: non ne conoscevo l’esistenza e quando me l’hanno messa in braccio all’improvviso non ho pensato a nulla e l’ho stretta a me. Dopo ci ho riflettuto e l’ho trovata una cosa abbastanza triste da fare. Io spero che queste dolcissime volpi siano tenute bene, alla stregua di un animale domestico, però sono quelle cose turistiche che a me non piacciono. In ogni caso, c’è anche da dire che le famiglie qua al limitare del deserto mi sono sembrate più povere che in città e il fatto che i bambini chiedessero caramelle o biscotti mi fa pensare che avessero davvero molto poco, quindi alla fine addomesticare una volpe del deserto per tirare su qualche soldo può avere delle attenuanti. Poi ognuno giudichi come vuole.

LE OASI DI MONTAGNA

Successivamente visitiamo le bellissime oasi di montagna, partendo da Chebika, dove per pochi euro un ragazzo berbero ci porta in giro e ci spiega in italiano l’origine del villaggio ormai abbandonato.

oasi tramerza tunisia con bambini
E’ incantevole girare in mezzo alle oasi, fra cascatelle di acqua sui 25 gradi e ranocchie che saltano via sotto un cielo senza nuvole, anche se l’oasi più divertente si rivelerà quella di Tamerza dove si cammina a piedi nudi sul greto sabbioso del fiume per arrivare ad una cascata un poco più alta, dove è possibile passarvi dietro per scoprirne una seconda attraversata dall’arcobaleno. Inutile dire che nostra figlia è impazzita! Per pochi euro, un ragazzo si è offerto di farci da guida e ci ha portato a vedere un piccolo tratto del Mides Canyon, in mezzo a greggi di pecore e capre e alle margherite che in primavera sfidano l’arsura del sole e del vento.

mides canyon tunisia con bambini

L’ULTIMA TAPPA: MAHDIA

Arriviamo a Mahdia, ultima tappa del nostro giro per avvicinarci a Tunisi, in nottata: ne è valsa davvero la pena!
Abbiamo scelto Mahdia perché volevamo vedere il mare con i nostri occhi e devo dire che, nonostante tirasse un gran vento, il mare qui è davvero bello, limpido e con una spiaggia di sabbia bianca e fine punteggiata di conchiglie. Per il pernotto ci siamo fermati in un appartamento dentro un grande complesso alberghiero (LTI Mahdia hotel) per 30 euro a notte, non essendo ancora stagione turistica, e all’ora di pranzo siamo ripartiti per l’aeroporto.

mare a mahdia - tunisia con bambini
Non sapevo bene cosa aspettarmi dalla Tunisia e invece questo viaggio mi è piaciuto tanto, sia dal punto di vista umano che territoriale. Tutte le guide con cui abbiamo parlato erano disperate per il fatto che i turisti italiani quasi non visitassero più questo paese, al contrario dei francesi o dei tedeschi, e non si spiegavano perché noi italiani continuassimo ad andare a Parigi, a Londra o a New York, città molto più bersagliate della Tunisia, e non andassimo più in una terra che fino a poco prima avevamo scelto come meta delle nostre vacanze.
A questa domanda ognuno darà una risposta diversa, ma la Tunisia che abbiamo vissuto noi merita senz’altro un’altra possibilità e in nessuna occasione ci siamo sentiti minacciati, in pericolo o indesiderati.

 

Susanna

{testi e fotografie di Susanna Dell’Omo}
{foto di copertina di Lukasz Janyst via Shutterstock}

 

Se avete voglia di un viaggio in Tunisia con i bambini, date un’occhiata al viaggio di gruppo che faremo la prossima Pasqua: Bimbi e Sahara: un viaggio nel deserto a misura di bambini e ragazzi

Bimbi e sahara viaggio in tunisia 2019

 

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L'autrice: *Redazione*

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