A Macugnaga tra gnomi, fate e antiche popolazioni

Oggi ospitiamo il racconto di Stefania su Macugnaga:

“una gita da fare in giornata o a cui riservare un week end estivo alla ricerca del fresco della montagna. Noi ci siamo stati un giorno, eravamo in sei: due mamme e quattro bambini di tre, quattro, cinque e sei anni e da questo si capisce che è una gita adatta quasi a tutti.”

INFORMAZIONI PRATICHE

DOVE: Macugnaga (Verbania) 1327 m s.l.m. (due ore circa da Milano).

L’ITINERARIO PREVEDE: la visita alla Miniera d’oro della Guia la mattina, l’escursione al Lago delle Fate dove pranzare e, nel pomeriggio, la visita alla casa Walser.

CHI PUO’ PARTECIPARE: i bambini che sono abituati a camminare anche a partire dai tre anni; ad esclusione della miniera le altre “tappe” si possono fare anche con passeggino o con papà volenteroso con zaino porta bebè in spalla.

ORARI E COSTI: per la Miniera della Guia guardare qui; per la casa Walser 2.50 Euro adulti, 2.00 Euro bambini dai 6 anni.

BAGNI PUBBLICI: alla Miniera, presso i bar del Lago delle Fate per gli avventori e bagni pubblici (pulitissimi) presso il parco giochi di Borca. Fontane di acqua potabile in paese e al lago delle fate.

BANCOMAT E CARTE DI CREDITO: sia alla Miniera che alla casa Walser accettano solo contanti. Anche nei bar e ristoranti lungo il percorso (quelli in cui siamo passati noi) accettano solo contanti. Il Bancomat più vicino si trova presso la Banca della frazione Staffa che è la frazione principale di Macugnaga.

DA SEGNALARE: il martedì ed il venerdì il fornaio della valle sforna il pane nero ed il pane con l’uva da acquistare anche presso il negozietto di alimentari di Borca.

ATTENZIONE: la temperatura dentro la miniera è di 9° e l’umidità è del 97%, quindi portarsi golfino e giacca a vento.

 

RESOCONTO DELLA GITA

Innanzitutto, se decidete di fare questa gita, preparatevi a rispondere a domande filosofico-esistenziali come: “Come fanno gli gnomi a vedere al buio?”, “Le fate esistono davvero?”, “Perché non vediamo le fate se esistono?”, fino a scomodare Platone con “Vediamo tutto quello che esiste?” e “Quello che non vediamo non esiste?”.

La guida ci ha raccontato che nella Miniera della Guia ormai sono solo gli gnomi che cercano l’oro, poi lo portano al di sopra della montagna, al lago delle fate, dove lo danno alle fatine in cambio di marmellata di more e mirtilli di cui sono particolarmente ghiotti. Le fate ricamano i loro abiti con l’oro degli gnomi e con gli avanzi creano la polvere magica che serve per farle volare. Fin qui la leggenda (non so se ufficiale o se inventata dalla guida). Veniamo ora ai fatti.

ingresso miniera della guia

 

Miniera della Guia

Arrivando nella frazione di Borca di Macugnaga bisogna stare molto attenti ai segnali stradali e seguire quello per “Museo Guia Mine”: vi farà svoltare su una stradina a sinistra che scende e sorpassa il torrente e poi risale; sempre seguendo le indicazioni, dopo una cinquantina di metri, dovrete svoltare a destra su un viottolo sterrato che non promette nulla di buono (soprattutto per una mamma a bordo di una station wagon datata). Ma non c’è da preoccuparsi, dopo circa venti metri c’è uno slargo dove è possibile parcheggiare. Se si segue il nostro itinerario sarà possibile abbandonare qui l’auto per tutta la giornata.

ingresso miniera della Guia

A fianco della cascata, che non potrete fare a meno di notare, si trova l’ingresso della miniera; forse prima di entrare dovrete attendere che si formi un gruppo di almeno quattro adulti, altrimenti le visite non partono.

Nella vallata dove sorge Macugnaga sono presenti diverse miniere dove fino a circa la metà del secolo scorso veniva estratto con grande fatica e scarsità di mezzi l’oro. Una di queste, la miniera della Guia, è visitabile.

La miniera della Guia è costituita da dodici livelli di scavo, ma se ne visita uno solo. Il percorso tra andata e ritorno è di circa un chilometro e mezzo; una lunga galleria ai lati della quale si diramano altri tunnel che costituivano i filoni seguiti dai minatori/cercatori. Si possono vedere gli attrezzi che venivano usati immaginandosi le condizioni lavorative dell’epoca, un filmato aiuta anche a capire le tecniche di estrazione dell’oro dalla roccia e, guardandolo, si può approfittare delle panche per riposarsi un po’. Alla fine per i bambini ci sarà la sorpresa di scoprire gli gnomi al lavoro che si immobilizzano sentendo arrivare la gente (non diteglielo prima però, non rovinate loro la sorpresa!).

Per i nostri bambini è stato molto emozionante. Un percorso carico di tensione, perché hanno capito di essere nella pancia della montagna, perché speravano di scorgere gli gnomi in ogni cunicolo e perché erano consapevoli di non poter fare quello che volevano, ma dovevano seguire la guida per non smarrirsi ed ascoltare bene tutto il racconto che stava facendo. Non si sono persi una virgola e invito tutti i genitori a fare altrettanto per poter rispondere alla valanga di domande che verranno dopo.

fuori dalla miniera

Uscendo dalla miniera abbiamo fatto una breve sosta merenda in un piccolo spazio a disposizione dei turisti, poi siamo partiti per il Lago delle Fate.

fuori dalla miniera
merenda

 

Il lago delle fate

Per salire al lago delle fate si possono seguire tre diverse strade, due delle quali partono nei dintorni dell’ingresso della miniera. La prima strada, la più ripida ed impervia, quella che abbiamo scelto noi (che mamme eh!) si trova seguendo le indicazioni presenti sullo spiazzo dove sono parcheggiate le auto.

indicazioni per il lago delle fate

I cartelli segnalano un percorso di 25 minuti, noi ne abbiamo impiegati 40 circa che, tenendo conto del più piccolo di tre anni e della più vecchia che non è esattamente piè veloce (che poi sarei io), non è male. Si tratta di un sentiero di gradoni e gradini di pietra, ogni tanto si trova un corrimano, qualche tratto è un po’ esposto e i più piccoli vanno tenuti per mano.

il sentiero più corto e ripido

Nel percorso abbiamo anche fatto piacevoli scoperte: fragoline di bosco e farfalle ci hanno accompagnato fino in cima e ogni tanto qualche legnetto o sassolino da collezionare.

abbiamo trovato le fragoline di bosco…
…e le farfalle

A circa cinque minuti dal lago il sentiero si immette in una larga strada carrabile praticamente pianeggiante che porta fino alla diga (eh sì, il mitico lago delle fate è artificiale) e poi al lago.

la strada più facile (fine del sentiero più corto)

Si incontrano due bar/ristoranti (in uno mirtilli con la panna 6,50 euro sig!) e una chiesetta minuscola che, ci hanno raccontato, si trovava con le case del borgo nella parte della valle sommersa dalle acque e che, a differenza delle case, è stata spostata con la costruzione della diga. Qui si può fare rifornimento d’acqua.

il lago delle fate

La vallata che si apre è stupenda ed i posti per fermarsi a riposare e fare picnic sono ovunque. Ovviamente con i bambini è consigliabile fermarsi un po’ distante dalle acque gelide del lago, ma anche le rocce, vedrete, saranno fonte di ispirazione per fiabe e leggende che alla fine saranno loro a raccontarvi.

al lago delle fate
un po’ di riposo

Per il ritorno abbiamo scelto di seguire una seconda strada, meno ripida e più praticabile di quella dell’andata. La si trova scendendo poco sotto la diga, superando il ponte a destra della strada e costeggiando la montagna, non ci si può sbagliare perché è davvero larga. L’unica difficoltà che abbiamo incontrato erano dei tratti fangosi e dei piccoli rivoli che per un adulto non sono un problema, ma per quattro bambini possono diventare fiumi insuperabili. Questo sentiero è completamente immerso nel bosco sopra la miniera e termina su una strada asfaltata seguendo la quale per un centinaio di metri si arriva al bivio per la miniera da cui si era passati in mattinata con la macchina.

sulla via del ritorno

La terza possibilità per arrivare al Lago delle Fate in maniera più soft e anche con i passeggini (non solo quelli da trekking) è quella di riprendere la macchina, tornare sulla strada principale e salire per forse un chilometro. Sulla destra si troveranno le indicazioni per il lago delle fate, qui si può parcheggiare e salire lungo la carrabile (chiusa al traffico). Si tratta di una larga strada sterrata con pendenza limitata che porta direttamente al lago senza troppa fatica (certo bisogna camminare, non c’è la funivia).

Dopo una breve sosta al bar per la merenda e al parco giochi di Borca di Macugnaga, dove i bambini hanno ripreso inspiegabilmente tutte le energie perse nella gita e si sono scatenati, è arrivato il momento della gita alla casa Walser che si trova sempre nel centro della frazione di Borca, sulla strada principale e molto ben indicata.

per i piccoli gelato, per le mamme tagliere di affettati e pane nero
ancora energie per i giochi

 

La casa Walser

la casa walser

I Walser sono la popolazione di origine tedesca che per prima ha colonizzato alcune zone alpine. Nella valle di Macugnaga sopravvivono ancora le vecchie tradizioni, i nomi con assonanze tedesche e anziani che parlano un dialetto più simile al tedesco che al piemontese.

casa di macugnaga

Nel centro del borgo sono parecchie le case tipiche sopravvissute ai secoli, ma una in particolare, risalente al 1610, è stata trasformata in museo e visitandola si può entrare nel mondo di queste popolazioni alpine, capire come e dove vivevano, come lavoravano, cosa facevano i bambini e un’infinità di altre cose.

casa di macugnaga
casa walser

Non abbiamo potuto fare foto all’interno, ma vi racconto gli aspetti che più hanno colpito i bambini. Il piccolo di tre anni (Barbaforte per chi mi segue sul blog) è stato affascinato dal focolare con un enorme paiolo per fare il formaggio e probabilmente anche dalla spiegazione della guida (l’abbiamo soprannominata “signora Walser”) su come venivano prodotti il formaggio ed il burro. Sua sorella Barbabella è rimasta affascinata dai vestiti tipici ricamati con l’oro delle miniere, tutti neri e filati dalle donne nelle lunghe sere d’inverno. La cugina Barbottina ha apprezzato particolarmente le culle dei neonati addobbate come per il giorno del battesimo ed effettivamente opera di un artigianato povero ma ricercato. Barbabravo è rimasto colpito dalla produzione del pane che avveniva una volta all’anno coinvolgendo l’intera contrada; in una delle stanze si potevano vedere gli strumenti che usavano per prepararlo e per conservarlo preservandolo dall’aggressione dei topi. E poi c’è la storia dei bambini che avevano il compito di girarlo ogni due ore e facendolo dovevano fischiare in continuazione…avete capito perché?

Siamo stati immersi per un’oretta in un mondo antico, povero e delicato e sono felice che i miei bambini abbiano scoperto di essere dei privilegiati e che non sempre nella storia e nel mondo i bambini mangiano tre volte al giorno e hanno giocattoli e scarpe nuove ogni anno. Per quanto mi riguarda devo dire che la casa Walser mi ha ricordato le case ladine delle vallate dolomitiche ed effettivamente credo di non dire un’eresia affermando che le origini sono più o meno quelle.

Prima di ripartire, tappa al negozietto della frazione per acquistare il pane all’uva e la ricotta, spazzolata la sera stessa come dessert mescolata con lo zucchero.

In macchina ronfata collettiva di un’ora e mezza: stanchi ma felici come si suol dire.

Ve l’ho detto che Macugnaga è ai piedi del Monte Rosa? Mi sa di no, comunque un Monte Rosa desolatamente povero di neve.

Buon viaggio!

Stefania de la casa della mamma

 

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L'autrice: *Redazione*

Della Redazione di Bimbi e Viaggi fanno parte tutti i genitori che hanno raccontato i loro viaggi in giro per il mondo assieme ai loro piccoli esploratori: http://www.bimbieviaggi.it/chi-scrive-per-bimbieviaggi/

Commenti

  • Reply ideamamma

    Grazie mille per il tuo racconto, cercavo proprio un luogo immerso nella natura dove poter vedere una cascata e qui mi pare che ci sia anche molto altro quindi… ho già trovato quello che cercavo, grazie mille, ti farò sapere come sarà andata la nostra gita 🙂

  • Reply cioccomamma

    Ecco decisa la gita grazie per tutte le indicazioni

    • Reply milly

      bene!!! poi facci sapere com’è andata! 🙂

  • Reply Francesca

    Complimenti per il fantastico racconto.
    Naturalmente abbiamo una voglia matta di provare anche noi!
    L’unica cosa che mi preoccupa è la strada. Io arriverei da Milano, il percorso in definitiva per l’auto, com’è? le strade prima del parcheggio hanno molta pendenza? Sono facilmente percorribili? Ho letto da qualche parte che dal parcheggio di Isella, che non ho capito bene dove sia, la passeggiata fino al lago delle fiabe è semplice. Ma si arriva anche alla miniera?
    Tante domande lo so, ma anche noi arriviamo con una station wagon, e non siamo tanto pratici di salite e discese….. Non vorrei rimanere impantanata in qualche fosso
    Grazie
    ^_____^

    • Reply Stefania

      Ciao.

      Non ti preoccupare per la strada con la macchina. Fuori dall’autostrada c’è una statale con delle curve che porta a Macugnaga, è tranquillamente percorribile anche d’inverno con la neve (io l’ho fatta anche con le catene qualche anno fa), quindi in autunno/estate non è assolutamente da temere. Ovviamente ci sono dele salite, ma le fanno pure i motorini.
      Per quanto riguarda i parcheggi l’unico che ha una ventina di matri di sterrato è quello della miniera, niente di che, comunque se ti preoccupa ce n’è uno poco sotto sulla strada asfaltata e da lì in cinque minuti a piedi sei alla miniera. In effetti dal parcheggio di cui parli tu parte la strada più facile per raggiungere il lago delle fate, mentre i due sentieri che partono dal parcheggio della miniera (tra cui quello che abbiamo fatto noi) sono un po’ più impegnativi, questi non si possono fare coi passeggini, l’altro si. Il parcheggio per il lago delle fate è poco dopo l’abitato, sulla sinistra, molto grande sterrato, ma in pianura e ben segnalato. Non ti preoccupare, non puoi non vederlo. Buon divertimento e buon viaggio. Stefania

      • Reply Francesca

        Grazie mille ! Ci organizziamo e andremo sicuramente!

  • Reply Sheila

    Ho prenotato per il week end del 10 agosto.Dopo aver letto il tuo racconto sono ancora piú convinta.Sono al settimo mese di gravidanza e voglio portare la mia bimba in un posto bello e tranquillo.

    • Reply *Milly*

      Che meraviglia!
      Complimenti per la gravidanza e buon divertimento per la vostra vacanza! Poi facci sapere com’è andata, mi raccomando! Quanti anni ha la tua bimba?

  • Reply La

    Noi siamo appena stati a Macugnaga e abbiamo fatto questo giro. Bellissimo.
    Solo un appunto, riguardo la visita alla miniera.
    A noi non hanno parlato nè di gnomi nè di fate, quindi interessante per gli adulti, ma per i bambini è stato un po’ noioso. Non c’erano gli gnomi alla fine della visita che si immobilizzano quando passa la gente. La visita è stata fatta in tutta fretta, con una guida che correva e non lasciava il tempo ai bambini di guardarsi intorno, nè di seguire le spiegazioni. Peccato.
    Per il resto, tutto è stato splendido!

    • Reply *Milly*

      Ciao e grazie del tuo contributo!
      Probabilmente la buona riuscita di una gita dipende anche dalla capacità di eventuali guide e accompagnatori..peccato che la vostra non sia stata molto in gamba…
      magari se ci torni il prossimo anno potrebbe andare meglio!

  • Reply La

    Acci. Avevo provato a lasciare un commento ma non è rimasto… Ci riprovo, e mi scuso se arriva due volte!
    Noi abbiamo appena fatto questo giro con i nostri bambini ed è stato bellissimo.
    Solo una cosa volevo segnalare a proposito della visita alla miniera. A noi la guida non ha parlato nè di gnomi, nè di fate, nè di leggende, quindi interessante per gli adulti, ma per i bambini è stato un po’ noioso. Non c’erano gnomi alla fine della visita che si immobilizzavano al passaggio dei visitatori. La guida era frettolosa ed è andata così veloce che non ha lasciato il tempo ai bambini durante il giro di guardarsi intorno, ascoltare o fare domande. Peccato.
    Tutto il resto è stato splendido!

    • Reply *Milly*

      tranquilla, c’era solo bisogno della mia approvazione! 😀

  • Reply Lidia

    Il resoconto della nostra amica è davvero molto bello e da mamma di Milano che ha casa a Macugnaga da oltre tre generazioni voglio chiarire alcuni punti:

    Macugnaga è posto meraviglioso adattissimo alle famiglie , sopratutto ai bambini e ai ragazzi , dai parchi giochi alle passeggiate a cavallo , dalle sciate agli innumerevoli intrattenimenti spesso gratuiti organizzati dai paesani e dalle associazioni.
    Strada della valle molto comoda , 29 km per circa 25 -30 minuti di percorso , negli ultimi due anni allargata e migliorata.
    Ristorazione e enogastronomia semplice e genuina, in paese sempre gentili anche se le persone di montagna sono pratiche e non si perdono in mille fronzoli trovi sempre qualcuno che ti indica il sentiero più adatto , la manifestazione del giorno e nel caso c’è un ufficio turistico sempre aperto(0324 65119) .Da fare il giro in seggiovia-funivia : i bimbi lo adorano per loro è emozionante , poi si passeggia , si mangia al rifugio e si ammira questa enorme montagna che è la parete est del Rosa che per intenderci era la palestra di allenamento pre-Himalaya di Messner….Da vedere il Dorf , con il mega Tiglio che ha oltre 700 anni , la frazione Pecetto (FA-vo-lo-sa) culla della cultura e dell’artigianato dei walser e un negozio che è la chicca del paese,con la mitica pasticceria di torte di montagna, super da vedere il Museo walser di Borca, mi hanno detto che ogni anno ospitano tantissimi bambini , sempre con molta gentilezza.A Macugnaga e i paesani ci tengono molto , non esistono gli gnomi ma i nani e il lago delle fate è una dicitura turistica perchè per i macugnaghesi si chiama VALLE QUARAZZA ed è meravigliosa e facilissima da raggiungere (provate la strada da Fornarelli , che inizia dal parcheggio , ai bambini piacerà tantissimo è facile , nel bosco ,in un ambiente magico , sale dolcemente in soli 20 minuti a piedi andando tranquillamente.

    VI CONSIGLIO
    http://www.macugnaga-monterosa.it

    e anche scarpe adatte e una felpina non fanno mai male
    ps i miei figli giocano moltissimo con i bimbi del posto che sono spontanei e sempre desiderosi di intrattenere nuove amicizie

    ciao

    • Reply *Milly*

      Grazie Lidia delle utilissime informazioni!!!
      Io poi adoro la montagna quindi spero presto di poter seguire i consigli tuoi e di Stefania!!!
      milly

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