Kaokoveld con bambini: tappa nel nord della Namibia alle Epupa Falls

Tiziana ci racconta la tappa nel nord della Namibia: le emozioni non sono mai mancate e anche quest’ultima avventura ha decisamente lasciato il segno, in particolare l’incontro con la popolazione Himba. Vedere i bimbi giocare assieme…
Questa è la nostra ultima tappa di spostamento verso nord, una tappa su cui sono stata indecisa a lungo.

Kaokoveld con bambini: Epupa Falls

La nostra meta finale sono le Epupa Falls, sul fiume Kunene che segna il confine naturale tra la Namibia e l’Angola, una zona remota che dista circa 420 km da Palmwag. Ci vuole davvero una vita ad arrivare fino a qui; l’unica “città” che si incontra lungo la strada è Opuwo, il tipico agglomerato africano di case in muratura grezza e lamiera, un gran casino, polverosa, con gli odori dell’Africa nell’aria e con tutti che cercano di venderti qualcosa, quasi una cittadina di confine. Tra la polvere spiccano però le coloratissime donne Herero con il loro tipico copricapo a corna e i loro mille strati di gonnelloni, eredità dei missionari tedeschi che le ritenevano troppo poco vestite e imposero loro questo pesante abbigliamento.

Gli ultimi 170 km da Opuwo alle Epupa Falls sono il peggior sterrato che abbiamo percorso nella nostra vacanza, pieno di buche e dove bisogna guidare con prudenza perché spesso dal bordo della strada sbucano cani, capre e persone, tra cui molti ragazzini, che portano le mandrie al pascolo. Più ci si avvicina alla meta e più il paesaggio cambia, la terra diventa rossa, c’è più verde, si intravedono i villaggi himba e i miei amatissimi baobab, le piante che più di tutte mi ricordano l’Africa.

Kaokoveld con bambini-baobab

Io questa tappa l’ho amata sinceramente ma è davvero un giudizio soggettivo, un’amica che era stata qui 2 anni prima di me ad esempio me l’aveva sconsigliata, per lei non valeva tutta la strada necessaria per arrivarci. Noi invece ci abbiamo passato ben 2 notti e ce la siamo goduta tantissimo.

E’ un’oasi di pace nel caos di questo continente, appena si arriva in prossimità del fiume Kunene ci si trova di fronte ad una striscia di vegetazione verde e palme, dove c’è acqua c’è vita! Oltre il fiume, l’Angola!

Il nostro lodge (Epupa Camp) si trova proprio lungo il fiume, è un campo tendato ed è meraviglioso sentire il rumore dell’acqua che scorre. Ci siamo presi del tempo per riposarci e le bambine, tra un’attività e l’altra, hanno semplicemente giocato! Dal lodge tra l’altro parte un ponte sospeso che porta ad un’isoletta in mezzo al fiume, non so quante volte l’avremo percorso avanti e indietro, in effetti fa molto Indiana Jones. Il fiume non è balneabile o meglio, lo è a proprio rischio e pericolo, sia per la forte corrente sia per la presenza di coccodrilli, ci dicono che in realtà stazionano più a nord risalendo il corso d’acqua ma sempre meglio non rischiare!

Kaokoveld con bambini-ponte Epupa camp

La zona delle Epupa Falls è l’unica, nel nostro itinerario, che non era “malaria free”. Essendo nella stagione secca ci hanno confermato che il rischio è molto basso, noi non abbiamo mai visto nemmeno mezza zanzara ma è comunque bene tenerne conto nel caso in cui si decidesse di includere questa tappa.
Alle Epupa non c’è un vero e proprio villaggio ma solo qualche lodge e campeggio lungo il fiume e subito fuori delle capanne abitate da persone del luogo: panni stesi sui rami degli alberi ad asciugare, fuochi accesi per cucinare nello spiazzo esterno adiacente alle abitazioni e bambini che scorazzano in mezzo a polli e galline e subito pronti a regalarci un sorriso quando passiamo, nessuno vi darà fastidio e si può tranquillamente girare da soli per andare a vedere le cascate che sono meravigliose, soprattutto al tramonto.

Anche qui si vede come il fiume sia vivo per la gente del posto, si vedono persone che vengono a prendere l’acqua portando barili sulla testa e ragazzini che nuotano nelle pozze che si formano vicino alle sponde. Per noi questo vivere alla giornata è sicuramento spunto di riflessione.

Kaokoveld con bambini-Epupa camp

Direttamente con il nostro lodge abbiamo organizzato la visita ad un villaggio Himba distante una decina di km, per l’occasione durante la sosta ad Opuwo ci eravamo preoccupati di acquistare dei beni da portare in dono, in particolare sapevamo che regali apprezzati potevano essere farina, riso, sapone e vasellina, quest’ultima a volte utilizzata dalle donne himba al posto del grasso animale per preparare l’unguento rosso con cui sono solite spalmarsi il corpo più volte al giorno.

In realtà avevo un po’ di timore per questo incontro, negli anni passati mi era capitato in Thailandia e Sudafrica di visitare villaggi di popolazioni locali e di averle trovate molto costruite ad uso e consumo dei visitatori, con i locali che hanno sostituito le loro attività tradizionali per buttarsi nel mondo più profittevole del turismo, in realtà è stata invece una bellissima esperienza in cui la presenza dei bambini, da entrambe le parti, ha aiutato a superare il normale imbarazzo iniziale. Un’altra cosa che ha aiutato molto è stata avere come guida proprio un ragazzo di etnia himba che ha potuto fare da interprete e che ci ha spiegato nel minimo dettaglio come si svolge la vita nel villaggio e il significato dei complessi monili e capigliature di uomini e donne: ogni cosa ha un significato, a seconda del sesso e dell’età i capelli vengono tagliati e raccolti in un certo modo, a seconda dello status sociale e dal numero dei figli si indossano certe collane o certi braccialetti, le regole sono infinite…

Kaokoveld con bambini-villaggio himba

Anna e Benedetta erano davvero interessate tanto che Anna, nel quadernino dove scrive il diario di viaggio, ha dedicato molte pagine a descrivere tutti questi particolari!

Gli Himba sono un popolo pacifico e fiero delle loro tradizioni, sono pastori nomadi e ogni villaggio viene utilizzato ciclicamente solo per alcuni mesi all’anno in quanto periodicamente ci si sposta con le mandrie, quando siamo arrivati la nostra guida ha dovuto chiedere il permesso per la visita, essendo mattina c’erano solo donne e bambini in quanto gli uomini erano al pascolo. Ognuna ci ha accolto con il proprio carattere, chi più riservato, chi più curioso e chiacchierone, tante hanno semplicemente proseguito le loro attività quotidiane. Una donna vedendo il nostro gruppo di amici ha voluto sapere come erano formate le famiglie (gli uomini himba possono infatti avere più mogli ma solo con il permesso della prima moglie), se eravamo fratelli, sorelle o semplicemente amici! Un bambinetto di un paio di anni ci ha letteralmente conquistato, un piccolo comico che faceva di tutto per farsi notare e giocare con le bambine, la mamma quasi a giustificarlo ci ha detto che il suo nome significava “Dono” e che era arrivato dopo 3 figlie femmine… insomma l’ultimo di casa a cui si perdona tutto e a cui è concessa qualsiasi cosa… è proprio vero che alla fine tutto il mondo è paese!

Kaokoveld con bambini-bimbo himba

L’unica cosa preparata per noi è stato un mercatino improvvisato quando ce ne siamo andati. Gli himba vivono sostanzialmente di autosussistenza o scambi, gli unici soldi che hanno e che utilizzano per comprare beni non autoprodotti sono quelli derivanti dalla vendita dei loro manufatti e monili, sinceramente è stato un piacere poter acquistare qualche regalino da portare a casa direttamente da loro, con la certezza di mettere i soldi direttamente nelle mani di chi quei regali li aveva prodotti.

Questa esperienza per noi e per le nostre bambine è stata super positiva e ci portiamo nel cuore tanti bei ricordi di questo incontro. Ancora oggi Benedetta ogni tanto mi porge la mano e mi dice “Morro” (in realtà non so se si scrive proprio così) che è il tipico saluto himba che ci ha insegnato la nostra guida prima di entrare al villaggio.

Un pomeriggio lo abbiamo passato con un’altra guida, sempre contattata direttamente tramite il lodge, che ci ha portato a fare una bella passeggiata di un paio d’ore abbondanti lungo il fiume alla ricerca dei coccodrilli!

Kaokoveld con bambini-Kunene river

Devo dire la verità che se non fosse stato per la guida dubito che li avremmo visti, se ne stavano distesi al sole su un isolotto in mezzo al fiume e vi assicuro che ad un occhio inesperto erano tali e quali a dei tronchi! A parte il gran caldo la passeggiata in sé è assolutamente fattibile con bambini abituati a camminare, in teoria si può organizzare anche in autonomia ma noi abbiamo preferito prendere una guida perché sinceramente mi spaventava un po’ la presenza dei coccodrilli, è anche vero che la guida ci ha detto che una delle prime regole era di camminare ad almeno 3 metri dal fiume dove la riva è sabbiosa perché i coccodrilli vedono anche da sotto l’acqua e sono molto veloci ad attaccare, e poi ci ha fatto fare dei tratti proprio a bordo fiume quando il sentiero si stringeva! Da brava mamma ansiosa penso che gli avrò chiesto almeno 10 volte “Is it safe? Are you sure?” e mi ha sempre risposto che lui conosceva il fiume … ok ci siamo fidati e siamo ancora vivi per raccontarlo!

Kaokoveld con bambini-coccodrillo

Al di là dell’avvistamento o meno dei coccodrilli a noi questa passeggiata è davvero piaciuta, il paesaggio è stupendo e il ragazzo locale che era con noi ci ha spiegato tantissime cose sulle piante e i fiori incontrati durante il percorso, mi sono ritrovata a riflettere su quante cose si stanno dimenticando con la modernità, queste persone che vivono a così stretto contatto con il loro ambiente conoscono un rimedio naturale per ogni problema possibile e immaginabile!
Tra le altre attività proposte praticamente da tutti i lodge e camp ma che noi non abbiamo provato c’è il rafting, abbiamo visto diversi gommoni a remi scendere lungo il fiume e le persone che arrivavano al lodge dopo questa escursione mi sono sembrate molto entusiaste quindi eventualmente tenete conto anche di questa possibilità.

Kaokoveld con bambini-Epupa falls

Per noi questi 2 giorni alle Epupa Falls sono stati decisamente meravigliosi e non ci siamo mai pentiti di aver fatto tutta quella strada per arrivarci, spero con il nostro racconto di avervi fatto venir voglia di visitare questa regione che sicuramente merita!

Qui trovate tutti i miei articoli sulla Namibia:

> Il viaggio in Namibia di Tiziana <

Tiziana
{testi e fotografie di Tiziana Balatti}

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L'autrice: Tiziana

Tiziana

Mamma di Anna, classe 2007, e Benedetta, classe 2010. Io e papà Fabio siamo viaggiatori da sempre e, con l’arrivo delle bimbe, non abbiamo fatto altro che continuare questa nostra grande passione cercando di trasmetterla a loro. Per noi ogni motivo è buono per partire alla scoperta di qualcosa di nuovo, che sia un paese lontano, una città o semplicemente una gita fuori porta. Scoprire il mondo con le nostre piccole donne è ancora più bello ed è fantastico vedere come si trovano a loro agio in qualsiasi situazione! In un mondo che cambia alla velocità della luce crediamo che questo sia un grandissimo regalo che le aiuterà ad affrontare al meglio il futuro, sempre nel rispetto del diverso.

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