Oman con bambini: il deserto dal cuore gentile

L’Oman è una terra che ci affascina molto e, dopo il racconto di Susanna, ancora di più! Il deserto, il mare cristallino, la gentilezza delle persone fanno del Sultanato una meta facile per un viaggio itinerante con bambini, da mettere in lista come prossimo viaggio!

Il nostro viaggio in Oman è iniziato tre anni fa quando, in partenza per Dubai, osservavamo sulla guida le immagini delle località più accattivanti dello scarpone arabico. E’ stata quella prima curiosità a portarci a cercare un volo economico per questa meta e a pianificarvi il nostro viaggio di fine anno.

Ecco il racconto del nostro viaggio in Oman con bimba di 3 anni e mezzo.

 

OMAN CON BAMBIINI:
ORGANIZZARE UN VIAGGIO FAI DA TE

Come per ogni viaggio “fai da te”, la nostra prima necessità è stata cercare un volo ad un prezzo decoroso e dopo un’attenta comparazione abbiamo trovato una tariffa vantaggiosa per Dubai con la Mea, la compagnia libanese, che si è rivelata un’ottima scelta. Abbiamo fatto un breve scalo a Beirut e allungato il volo di soli 40 minuti. Gli aerei erano nuovissimi e confortevoli ed, essendo l’andata il 31 dicembre, ci hanno servito un ottimo cenone con tanto di menù e auguri di capodanno.

Una volta arrivati a Dubai, abbiamo preso la nostra auto noleggiata dall’Italia con Dollar, unica compagnia che ci stipulava l’assicurazione per passare la frontiera e viaggiare in Oman, e ci siamo avvicinati al border pernottando all’Hotel Hilton di Al Ain.

La mattina successiva, con tutta calma, abbiamo sbrigato le pratiche di frontiera (si esibiscono i passaporti compilando un modulo in inglese e si pagano, anche con carta di credito, circa 40 euro a testa compresi i bambini piccoli<, non occorrono invece foto tessera come avevamo letto su alcuni siti). Tutto si è svolto velocemente e dopo un breve passaggio in auto siamo entrati in Oman, caratterizzato dalla terra deserta e aspra e dalla gentilezza dei suoi abitanti.

oman con bambini Muscat con bambini
Muscat

Un primo assaggio di tanta squisita gentilezza lo riceviamo appena passata la frontiera. Sono quasi le due del pomeriggio e siamo affamati, nostra figlia Emma non ama particolarmente i pranzi al sacco e decidiamo di fermarci in un piccolo ristorante indiano. Dentro ci sono solo commensali maschi che pranzano seduti sui tappeti, tipico della loro cultura, e nessuno parla inglese. Noi non abbiamo ancora prelevato contanti, abbiamo solo gli euro e la carta di credito, ma sembra che non ci siano problemi. Ordiniamo del pollo tandoori e veniamo serviti velocemente; ma al momento del conto scopriamo di non esserci capiti e non ci è possibile pagare con la carta. Proviamo ad offrire gli euro, che nelle località più turistiche sono tranquillamente accettati, ma il signore non conosce il cambio corretto e decide che non importa, il pranzo ce lo offre lui, dato che non gli era mai successo di avere turisti nel suo ristorante. Siamo in imbarazzo, per come è la nostra cultura vorremmo subito sdebitarci, ma lui fa una carezza a Emma e ci saluta.

Ritroveremo questa generosità in tutti i negozi dove ci siamo fermati. Entravamo per comprare un po’ di spezie e regalavano alla bambina una bandiera dell’Oman, compravamo datteri e le regalavano cioccolatini e così via … è anche per questo che è stato così bello girare in questo paese, perché ci si sente accolti e rispettati.

OMAN CON BAMBINI: LE NOSTRE TAPPE

BAHLA

A Bahla pernottiamo 2 notti al Jibreen Hotel. La sera del nostro arrivo decidiamo di visitare subito il Bahla Fort. Naturalmente il palazzo è chiuso, ma l’esterno merita comunque una visita, anche solo per ammirare il vecchio villaggio che sfocia nella città.

oman con bambini Bahala Fort
Bahala Fort

La mattina successiva finalmente inizia il nostro tour vero e proprio e sotto un cielo immacolato decidiamo di partire verso Jabrin Castle, l’unico forte di cui abbiamo visitato anche l’interno e non ce ne siamo pentiti, essendo meravigliosamente conservato, immerso in una piantagione di palme da dattero e pieno di finestrelle e pertugi che a nostra figlia sono piaciuti moltissimo poiché della sua misura. La visita dura circa un’ora e mezza.

oman con bambini Jabrin Castle
Jabrin Castle

In seguito decidiamo di visitare l’antico paese di Misfat Al Abryeen per vedere un vero villaggio omanita di fango.
L’unica raccomandazione che mi sento di fare riguarda l’abbigliamento: per tutto il villaggio ci sono cartelli che indicano come sia considerato offensivo l’uso di pantaloni e gonne corte per le donne, in ogni caso la visita è super consigliata.

Nei falaji, i canali di irrigazione della palmeira, i bambini possono camminare e giocare con libellule e ranocchie, rinfrescandosi all’ombra di banani e palme da dattero, mentre tutto intorno scorre la vita del villaggio e tutti si prodigano a farti sentire ben accetto. C’è chi sciacqua i vestiti direttamente nel canale, chi ti saluta dalla finestra e chi si occupa della piantagione ed è piacevole a fine visita fermarsi a degustare un tè accompagnato dai dolcissimi datteri alla Misfat old house.

Oman con bambini Jabrin Castle
Vista dal Jabrin Castel

Sulla via del ritorno, mentre la nostra bimba si addormenta, risaliamo il Gran Canyon d’Arabia, il Wadi Ghul, fino ad una vista panoramica del villaggio abbandonato di Ghul su cui sta tramontando il sole.

NIZWA

Anche qui si può visitare un bel forte, ma noi siamo in vena di shopping e decidiamo di saccheggiare il suq della città. Anche se non siete amanti dei datteri come lo siamo noi, lasciatevi tentare da un assaggio, ce ne sono di ogni qualità e sono tutti di una dolcezza infinita.

Oman con bambini Suq di Nizwa
Suq di Nizwa

Una cosa che abbiamo apprezzato di questo suq è la calma con cui si fa la spesa, nessun venditore assillante, nessuna contrattazione, si entra, si assaggia e se lo si desidera si compra, altrimenti si può comunque sorseggiare una tazza di tè o di caffè mentre si scambiano quattro chiacchiere.

Dopo le spese, essendo accaldati, decidiamo di rinfrescarci nel falaj che attraversa la città. L’acqua è fresca e limpida, piena di pesci e sfiorata da libellule viola che non avevamo mai visto. Un ragazzino sta facendo il bagno e ha portato del pane secco da dar da mangiare ai pesci che accorrono a frotte. Gentilmente ne offre anche a nostra figlia e cattura per lei alcuni esemplari per osservarli da vicino; è bello vedere come le differenze linguistiche siano barriere solo per noi adulti. Al momento dei saluti è il babbo del bambino a ringraziare noi per il tempo speso in loro compagnia.

Oman con bambini Falaj di Misfat
Falaj di Misfat

Dopo un pranzo veloce (in tutto l’Oman ci sono ottimi take away per il pranzo al sacco), decidiamo di visitare uno dei centri abitati più antichi del paese: Al Hamra, dove le case di mattoni e fango sono meglio conservate e i falaji attraversano il villaggio portando l’acqua corrente e la frescura di casa in casa.

Ormai poche abitazioni sono ancora abitate, ma aggirarsi in questo paese quasi fantasma dà l’idea di quella che era la vita tradizionale fino a pochi anni fa, anche se trovare le indicazioni non è stato facilissimo, così come non è stato semplice trovare il punto panoramico da cui godere di una vista spaziale dei dintorni del paese. Ancora adesso non so bene come siamo riusciti ad arrivare al villaggio, ma per osservarlo dall’alto bisogna prendere come riferimento una torretta della luce a cui si accede salendo su per una strada sterrata, in auto con un 4×4 o a piedi come abbiamo fatto noi.

Oman con bambini Al Hamra
Al Hamra

MUSCAT

Al calar del sole ci mettiamo in viaggio per Muscat e la raggiungiamo senza intoppi in circa un paio d’ore. Indispensabile il navigatore per orientarsi in città e superare agilmente il traffico serale.

Muscat è una città moderna e godibile. In città si possono fare due scelte per quanto riguarda l’hotel: si può decidere di fare prevalentemente vita di mare e allora si può soggiornare in un resort sulla spiaggia come il Muscat Hills Resort oppure si può restare in centro e pagare al mattino per l’accesso al mare. In ogni caso il mare nella capitale è molto bello, dai colori mediterranei e pieno di pesci. Noi andavamo al mare fino alle quattro del pomeriggio e poi uscivamo al tramonto per girare un po’ la città e andare a cena.

Oman con bambini Muscat Hills Resort
Muscat Hills Resort

In generale la vita a Muscat è piuttosto cara, gli hotel hanno un costo elevato e i ristoranti economici sono prevalentemente quelli indiani, però la città merita davvero una visita. La passeggiata al mare, con vari punti panoramici da cui si può ammirare come il centro abitato sia stato strappato con forza alla montagna e sia schiacciato fra essa e il mare, regala degli scorci molto belli fra le cupole e i minareti color pastello e le barche tradizionali ormeggiate di fronte.

Tutto a Muscat è pulito e ben curato, fiori e prati seguono le piste pedonali che permettono di girare la città a piedi e questa attenzione maniacale per i giardini trova il suo fulcro nella Grande Moschea. Purtroppo noi ne abbiamo visitato solo gli esterni (inebriante il profumo dei fiori al tramonto) perché la bambina non poteva entrare (possono farlo solo i bambini dai dieci anni in su) e non ci andava di alternarci, credo però che una visita interna meritasse davvero.

Il secondo giorno di permanenza a Muscat abbiamo deciso di fare un’escursione alle isole Damanayat, prenotando la gita dall’Italia perché è previsto l’accesso di un numero limitato di persone al giorno. I motoscafi sono molto belli e molto costosi, considerando che si tratta di una gita di mezza giornata con l’offerta di acqua e qualche snack per circa 180 euro. Però le isole sono un paradiso, l’acqua è verde smeraldo e piacevole come temperatura, peccato solo che la gita duri così poco, noi saremmo rimasti volentieri tutto il giorno. E’ importante sapere che, almeno nel nostro caso, la barca ha ormeggiato in rada e abbiamo dovuto buttarci in mare per raggiungere la spiaggia con la bimba di tre anni e mezzo. Noi lo abbiamo fatto tranquillamente, però se qualcuno non ha dimestichezza con l’acqua la gita può riservare qualche sorpresa.

In serata, invece, siamo andati a vedere il palazzo del sultano, le cui mille luci che lo illuminano lo rendono una residenza da fiaba, e la sontuosa Royal Opera House Muscat dove se non ci sono spettacoli si può entrare per fare una girata ed ammirarne l’architettura oppure fare shopping nei tanti negozi della struttura e cenare.
In totale noi abbiamo soggiornato tre notti a Muscat e il terzo giorno, dopo una passeggiata sulla Corniche, ci siamo rimessi in viaggio per Ras Al Hadd.

RAS AL HADD

Sulla strada verso sud ci siamo fermati per fare un tuffo nel Sink Hole, un cratere colmo di acqua marina forse causato dalla caduta di un asteroide, a cui si accede gratuitamente. E’ un luogo insolito e ben tenuto che merita senz’altro una sosta, inoltre abbiamo avuto la fortuna di trovare tre dromedari intenti a mangiare acacie spinose sulla strada e quindi abbiamo avuto modo di vederli da vicino.

Oman con bambini Sink Hole
Sink Hole

Non c’è stato tempo, invece, per l’escursione al Wadi Shab, vista la breve durata delle giornate in inverno, ma credo che arrivando qui in mattinata ne valga sicuramente la pena. Noi in realtà avevamo fretta di arrivare in hotel per cenare e farci una doccia, avendo già prenotato l’escursione notturna per vedere la deposizione delle uova delle tartarughe verdi.

Abbiamo soggiornato alla Ras Al Hadd Guest House, un hotel buono, in ottima posizione, dove abbiamo riservato la camera più grande con terrazza vista mare e colazione servita in camera.

Inutile dire che in questa zona le attrazioni principali sono il mare e le tartarughe e che la visita è stata incredibile. Nonostante i tanti chilometri percorsi per arrivare in tempo all’escursione serale (prenotata direttamente dall’hotel con autista) è bastato camminare per qualche metro sulla spiaggia per restare senza fiato per l’immensità del cielo stellato e i profili appena accennati delle falesie.
E’ stato davvero suggestivo procedere in silenzio, con la torcia in mano, sulla sabbia umida, quasi che fossimo a caccia di un tesoro nascosto, tutti talmente emozionati che anche i bambini si guardavano attorno senza dire niente. Le escursioni vengono fatte in gruppi con una guida parlante inglese e nonostante la maggior parte dei turisti visiti l’Oman in inverno a causa delle altissime temperature estive, la prima cosa che ci viene detta è che questa non è la stagione di deposizione delle uova e mentre a luglio sono migliaia le tartarughe che affollano queste spiagge, a gennaio-febbraio è difficile avvistarne anche una soltanto. Si può quindi immaginare come sia stato emozionante imbatterci in una tartaruga intenta a scavare, ma soprattutto come sia stato incredibile veder emergere all’improvviso dalla sabbia i piccoli di una nidiata precedente, la loro frenetica corsa al mare, i gridolini dei bambini presenti, le esclamazioni sorprese degli adulti, l’onda che li ha riportati indietro sui piedini di Emma e poi li ha restituiti al mare. Un’esperienza che non pensavamo di vivere e che non dimenticheremo mai e di cui purtroppo non abbiamo foto perché è vietato l’uso del flash per evitare di disturbare le tartarughe.

Il giorno successivo abbiamo fatto una giornata di mare come si deve. Nonostante in hotel ci abbiano assicurato che potevamo andare sulla spiaggia libera in bikini, abbiamo preferito rilassarci sui lettini del Turtle Beach Resort, di fronte ad una distesa cristallina, dove le specie di pesci che troviamo anche nel nostro mare convivono con quelle più tropicali.

Oman con bambini Turtle Beach Resort
Turtle Beach Resort

La mattina successiva lasciamo a malincuore Ras Al Hadd e cominciamo la risalita verso il nord dell’Oman.

VERSO IL NORD DELL’OMAN: AD WASIL

In inverno lasciare il mare è sempre difficile per noi, ma ci consoliamo al pensiero che ci aspetta un’escursione al tramonto nel deserto. Dormiremo all’Oriental Nights Rest House ad Al Wasil, un ottimo hotel con ampie camere il cui proprietario, gentilissimo, parla italiano.

Neanche il tempo di arrivare, lavarsi via il sale, che siamo su una jeep 4×4 diretti verso il deserto. Nostra figlia è felicissima alla vista di tutta quella sabbia dorata e dei dromedari che ci pascolano sopra, ma questo è niente rispetto al momento in cui sgonfiamo un po’ le ruote e iniziamo a procedere direttamente sulla sabbia, fra sbalzi e risate. Quando risaliamo verso le dune più alte è finalmente il momento di scendere e rimanere a piedi nudi e per quante volte abbiamo affondato le dita nella sabbia del mare, il momento in cui lo si fa nel deserto ci dà la misura di quanto sia fine la sua consistenza. Cominciamo subito a correre a perdifiato, a salire fino alla cima delle dune e a scivolare giù. La sabbia sembra acqua tanto è fluida ed Emma è troppo felice per fermarsi anche solo un attimo a guardare come variano i colori del cielo che fa spazio alla notte.

Riesce a fermarci solo la sete, allora apriamo una bottiglia di succo di frutta e ci mettiamo a chiacchierare con il nostro accompagnatore: ci dice che ama guidare nel deserto, proprio dove il cammino non è tracciato, che a 39 anni è già in pensione perché in Oman si può andare con vent’anni di contributi, che sua moglie è un’insegnante e insieme hanno quattro figlie femmine, che se l’Oman è un paese così pacifico e sicuro è perché hanno un sultano illuminato, che lo Yemen è bellissimo ma non ha avuto questa fortuna e ora perisce sotto una guerra ingiusta.

Oman con bambini - deserto Ad Wasil
Ad Wasil

Il nostro viaggio sta terminando eppure ogni giorno non smette mai di stupirci.

La mattina successiva è la volta di una nuotata nel Wadi Bani Khalid, un wadi rigoglioso alimentato da una sorgente di acqua calda. E’ stato bellissimo risalire a piedi le rocce per avvicinarci alle pozze più calde dove abbiamo fatto il bagno a lungo, mentre nella parte iniziale sembra di stare in un’oasi in mezzo al deserto di pietra.
Mio marito Cristian, che ama grotte e pertugi, ha seguito un ragazzo e ha visitato anche le cave nelle immediate vicinanze, una visita che consiglio solo a chi non soffre di claustrofobia perché alcuni passaggi sono molto stretti e si prosegue solo strisciando. Alla fine della nostra nuotata è piuttosto tardi e ci fermiamo a pranzo al buffet che si trova nel wadi, una cucina semplice e buona che soddisfa molto nostra figlia che non ama il troppo speziato.

Oman con bambini - Wadi Bani Khalid
Wadi Bani Khalid

Dopo pranzo è tempo di rimettersi in strada. La nostra sosta serale è solo per avvicinarsi al confine che dovremo varcare il giorno successivo. In questo caso abbiamo deciso di fermarci a dormire a Sohar al Bait Ul Marmar Hotel, una splendida dimora omanita ristrutturata ad albergo dove passiamo la mattinata successiva in piscina in vista della partenza. In hotel, infatti, sono così gentili da lasciarci restare fino alle tre, in modo da poter fare la doccia prima di partire.

Abbiamo il volo all’una di notte da Dubai e seppur le distanze non siano molte la giornata è di passaggio.
A tal proposito, la procedura per entrare negli Emirati si presenterà molto più lunga e sgradevole di quella svolta all’andata. E’ necessario fermarsi nel grande parcheggio che si trova sulla sinistra prima della dogana e scendere per venire registrati e ricevere un documento da consegnare al funzionario di dogana, dopodiché noi siamo stati fermati e sono stati perquisiti i nostri bagagli, hanno voluto vedere tutte le nostre medicine (in un inglese maccheronico e se non capivi si arrabbiavano pure) e il tutto ha richiesto circa un’ora. Magari siamo stati sfortunati oppure questa è la prassi, però se avete tempi stretti mettetelo in conto.

Il nostro viaggio in Oman è stato speciale sotto tanti punti di vista, per la bellezza del paesaggio e la varietà delle cose da fare, ma soprattutto per il calore umano che non è mai venuto meno.
In questo paese abbiamo visto come fossero radicate le tradizioni musulmane e come al contempo ci fosse apertura verso il mondo esterno, donne velate da capo a piedi salutarti con la mano, compagni di un piccolo tratto di viaggio parlare con noi mentre si fa sera sul crinale di una duna.
Dal momento che mancano all’appello sia Salalah che la Penisola di Musandam, credo proprio che il nostro sia solo un arrivederci.

 

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Susanna

{testi e fotografie di Susanna Dell’Omo}

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