Vacanza studio per imparare le lingue? Ecco come orientarsi

Michela vive ad Amsterdam da 1 anno e mezzo con la sua famiglia e il suo Memi sta imparando sia l’inglese che l’olandese. Ma anche noi possiamo fare qualcosa per aiutare i nostri bimbi ad imparare le lingue…magari una bella vacanza studio…Ecco come orientarsi.

Sono appena andata a prendere mio figlio a scuola. E passeggiando sotto la pioggia (qui ci sono 11 gradi per la cronaca) ho iniziato a pensare… Settembre: tempo di grembiuli e cartelle, di primi giorni di scuola e di ritorni su banchi già conosciuti. Quale miglior occasione per trattare un argomento caro ai genitori viaggianti e tasto dolente della scuola italiana? Let’s talk about languages!

Faccio outing subito, così capite a chi appartengono le manine che stanno scrivendo questo post. Io sono ossessionata dalle lingue straniere, sia dal punto di vista professionale che come mamma. Per dirla all’inglese, ho una sorta di addiction: sono state il fulcro dei miei studi universitari, hanno in qualche modo causato la nostra migrazione all’estero, sono il mio pane quotidiano al lavoro e – ultimo ma non ultimo – sono sicuramente al centro dell’istruzione che ho scelto per Memi.

Vacanza studio per imparare le lingue

Ci siamo dati tanto da fare affinchè Meltemi potesse frequentare sia la scuola inglese che quella olandese, acquisendo entrambe le lingue: è stata una bella mazzata dal punto di vista economico (che la scuola internazionale costa una cifra anche qui) e pure dal punto di vista fisico, visto le corse che stiamo tutt’oggi facendo per saltare da una scuola all’altra, cercando di arrivare poi in orario in ufficio. Ma non rimpiango un solo euro speso: a gennaio Memi inizierà la scuola primaria (pubblica) bilingue, e quando lo vedo che ha imparato a cambiare lingua a seconda di chi è il suo interlocutore, beh, gongolo.

Ok, anticipo quello che state per dire: eh, sai, mica è semplice trovare le scuole internazionali qui. Oppure, eh, sai, mica possiamo tutti trasferirci all’estero per fare imparare le lingue ai bambini. E decine di altri “eh, beh, sai” di questo tipo. Lo so, su questo siamo tutti d’accordo.

E’ vero, le scuole private hanno costi proibitivi e non sono sempre dietro casa, però rimango convinta che qualcosa si possa e si debba fare per migliorare l’inglese maccheronico per cui siamo discretamente famosi all’estero.

What about… una vacanza studio per imparare le lingue?

Prima si espongono i bambini alle lingue straniere, meglio è. Quindi avanti tutta con cartoni in inglese, librini e libretti, gruppi gioco, App per i tablet e compagnia bella.

E visto che noi se non ci infiliamo dentro un viaggio non troviamo pace, perchè non valutare la possibilità di fare una bella vacanza studio? Di viaggi studio ne avevamo già parlato qualche tempo fa, ma l’autunno è la stagione perfetta per iniziare a programmare e a prendere informazioni per la prossima estate. Quindi, da che parte iniziare?

London Underground: come spostarsi a Londra - Vacanza studio per imparare le lingue

Le organizzazioni che offrono viaggi studi per bambini e ragazzi sono tantissime, e sinceramente con tutte le informazioni che si trovano online il rischio è sempre quello di ritrovarsi alla fine con molta confusione e poche certezze.

Se dovessi scegliere io una vacanza studio per mio figlio, su che parametri mi baserei? Ecco, ho provato a stilare una lista, chissà che non ci sia qualche spunto interessante anche per voi:

  1. Safety first!: se mando il nanetto oltre manica o al di là dell’oceano, voglio stare tranquilla. Quindi priorità alle organizzazioni che hanno una storia alle spalle, che operano da anni e che quindi hanno centinaia di famiglie soddisfatte. Tanti anni di esperienza e di presenza sul mercato sono pur sempre una garanzia!
  2. Le certificazioni contano: poter vantare certi titoli è importante, significa che il corpo docente è qualificato, aggiornato e formato come si deve. Pertanto pollice in su per tutte le organizzazioni che sono acccreditate dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca), come ad esempio MLA Move Language Ahead.
  3. Ad ognuno il suo: purtroppo a scuola i programmi non sono ritagliati su misura per esigenze specifiche, mentre i viaggi studio possono essere maggiormente personalizzati. Ogni ragazzino è diverso e alla fine quelle settimane all’estero sono le loro vacanze estive: perchè quindi non trovare davvero qualcosa che rispecchi la personalità dei nostri figli? Molte organizzazioni offrono pacchetti diversi, alcuni più intensivi, altri più incentrati sulle attività sportive con veri e propri campus, alcuni basati su gruppi più piccoli, altri ancora che invece fanno scoprire un paese straniero in modalità famiglia. Insomma, prendetevi del tempo per cercare qualcosa che davvero possa rispondere alle esigenze di vostro figlio (e non alle nostre, che tanto noi staremo a casa a fare il Sudoku, che almeno la prole si diverta).
  4. Non solo inglese: ok, siamo tutti d’accordo che l’inglese sia fondamentale, ma se vostro figlio proprio non sente l’attrazione fatale per l’accento British non è che potete imbalsamarlo nella Union Jack in attesa che scoppi l’amore. Il mio gnomo ad esempio è in fissa con lo spagnolo, per motivi completamente oscuri ma tant’è. Quindi via libera anche al tedesco, al francese, al cinese mandarino o qualsiasi altra lingua. Che non è vero che gli altri idiomi non servono, ogni lingua se imparata bene apre delle porte.
  5. Attenzione alle vostre aspettative: se il vostro piano è spedire il ragazzino all’estero e farvelo rimandare indietro dopo un mese nella speranza che sia bilingue, beh, ecco, credo che sia più semplice indovinare il pacco giusto in televisione. I viaggi studio sono una parte fondamentale di un percorso di apprendimento, sono un’esperienza che dovrebbe far scattare quel qualcosa nella testa e nel cuore dei più giovani e portarli poi ad avere maggior curiosità verso il mondo, le culture e ovviamente le lingue. E, diciamocela tutta, sono anche un modo per obbligare noi genitori a lasciar spiccare piccoli e grandi voli ai nostri figli. Che non torneranno bilingui, ma sicuramente arricchiti.
  6. Googlate: ovvero, aprite Google e cercate pareri e opinioni di altri genitori. Anche siti come TripAdvisor forniscono recensioni di questo tipo, basta solo digitare “opinioni vacanze studio” e hai voglia link che vi si apriranno sotto il naso. Il web è una fonte di informazione gratuita e tendenzialmente democratica, se la scuola che vi ispira tanto ha una cattiva reputazione online, beh, meditateci su bene.

Ecco, ora devo solo aspettare che Memi compia 8 anni (età minima per partire per una vacanza studio) e poi potrò iniziare a spulciare cataloghi. Mi mancano solo 4 anni e mezzo, non so come potrò resistere tanto. Forse potrei vedere se trovo una vacanza studio anche per me, dove poter migliorare il mio olandese. Possibilmente ad Aruba.

Michela
{testi di Michela Toffali}
{La foto di copertina è tratta dall’originale di Maxime, con licenza Creative Commons}

 

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L'autrice: *Michela*

*Michela*

Mamma di Meltemi, baby-giramondo classe 2011. Sono una vera e propria travel-addicted: appena torno da un viaggio non vedo l'ora di iniziare a pianificare il successivo... e ho già in mente destinazioni per i prossimi 10 anni! L'arrivo di Memi non ha fatto altro che accrescere questa passione: io e mio marito Luca vogliamo regalargli il globo intero! Il piccoletto a 3 mesi era già in possesso di passaporto e valigia personale, pronto per il primo di una lunga serie di voli. Ora siamo partiti per un viaggio davvero unico con biglietto aereo è one-way: da gennaio 2014 viviamo ad Amsterdam. La prima di una futura serie di case in giro per il mondo ;-)

Commenti

  • Reply enrica

    Uhmmm…leggendo questo post mi sono vagamente chiamata in causa…
    Mi ricordo che ai miei tempi i viaggi studio cominciavano in primo superiore e l’agenzia era scelta rigorosamente dalla professoressa di Inglese!
    Ricordo ancora come se fosse ieri il giorno in cui mi imbarcai per la prima volta sul volo charter da Ciampino con in borsa le sterline ordinate in banca da mio padre un mese prima della partenza…
    Quanta acqua e’ passata sotto i ponti da allora, ora giustamente ci si informa, si cerca la soluzione migliore e perche’ no anche il prezzo.
    Praticamente ricevo richieste piu’ o meno mensili di famigliari/amici/famigliari di amici (ho cercato sul vocabolario “famigliare” sembra essere corretto) sul come/dove/quando organizzare una vacanza studio per figlio/a/amico/a/fratello/sorella/cugino/a.
    Le informazioni che ho raccolto si riassumono in pochi punti:

    1. Quando: La maggior parte delle scuole in UK ammette bambine/i in “boarding”, ovvero soggiornando nella scuola dagli 8 anni. Qualcuna pero’ anche dai 7, ne ho trovate almeno due o tre nei dintorni di Londra.
    Non e’ detto pero’ che anche i bambini piu’ piccoli non possano fare un’esperienza in una summer school inglese, infatti gia dai 4 anni e’ possibile iscrivere i bambini/e che poi nel pomeriggio torneranno a casa con mamma o papa’ (o nonna o zia, insomma un carer che se ne prenda cura)

    2. Come: quando cercai la prima volta la scuola per mia sorella, nel 2007, cercavo una scuola di inglese a Londra, zona nord ovest che prendesse minorenni senza opzione boarding, ne trovai una molto buona attarverso il sito del British Council, http://www.britishcouncil.org/, io direi che se si vuole una scuola in cui si insegni la lingua inglese, con tanto di certificati internazionali, in UK, il British Council DEVE essere il punto di partenza. Tutte le scuole di inglese serie in UK sono accreditate dal British Council e sul sito sopra riportato ve ne e’ una lista infinita. (http://www.educationuk.org/global/articles/english-language-centres/).
    Il sito del British Council fornisce anche i contatti delle scule di lingua inglese accreditate in giro per il mondo. Sono sicurissima ce ne sia una favolosa anche ad Aruba!

    3. Come: spulciando in giro ho realizzato che in Uk non esiste soltanto la possibilita’ di venire e studiare l’inglese, esistono moltissime scuole che offrono corsi estivi per bambini/e/ragazzi/e/adulti/e che trattano praticamente qualsiasi soggetto, dai corsi sportivi, alle scuole di medicina.
    Il sito migliore per trovare informazioni e’ questo: http://www.uksummerschools.com/index.htm, leggendolo ho gia trovato almeno una decina di corsi a cui vorrei partecipare. Peccato che io viva in Uk da quasi 10 anni e abbia superato l’eta’ massima da almeno una 20ina di anni. Uffa.
    Segnalo anche le scuole estive della BABSSCo, the British Association of Boarding School Short courses, il non plus ultra delle scuole estive che si tengo in atrettanto prestigiose borading schhol inglesi, vuote per le vacanze estive. I corsi sono abbastanza costosi, ma ripeto sono decisamente il meglio del meglio sia come location che come offerta didattica/attivita’ ricreative.

    Detto cio’ ho praticamente detto tutto, spulciando nei siti ci sono prezzi e informazioni, ora pero’ chiedo io una cosa.
    E se tra un paio di anni volessi mandare mia figlia in Italia ad imparare l’italiano in una buona scuola in sistemazione boarding, come faccio?

    • Reply * Milly Marchioni *

      Enrica, che dire, mi hai tolto ogni dubbio e adesso ho solo una gran voglia di iniziare a cercare per me e mia figlia!!
      Grazie mille per le preziose informazioni!

      Per quanto riguarda invece l’ultima domanda, se la trovi avvisami, perchè le scuole che conosco io non insegnano bene l’italiano neanche agli italiani 🙁

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