Vietnam con neonato: il racconto di Alice e della piccola Aida (10 mesi)

Da sempre sosteniamo che l’arrivo dei bambini nella nostra vita di famiglie globetrotter non debba far accantonare la voglia di viaggiare. Il racconto della vacanza in Vietnam di Alice, con la piccola Aida di 10 mesi, è l’ennesima riprova che viaggiare con i bambini, anche molto piccoli, è possibile: basta organizzarsi!

Questo è uno di quei viaggi che sognavamo da molto tempo, abbiamo rimandato la partenza dell’anno scorso perché l’arrivo di Aida ha modificato i piani, e con il pancione abbiamo optato per il Marocco.

Vietnam con neonato

VIETNAM CON NEONATO:
COME ORGANIZZARE IL VOLO AEREO E I BAGAGLI

Abbiamo monitorati i voli per molti mesi, come al solito, ed alla fine abbiamo acquistato i voli a Settembre per Febbraio perché era il prezzo migliore che avevamo trovato. Partenza da Milano, scalo a Singapore ed arrivo ad Hanoi con la Singapore Airlines; rientro da Ho Chi Minh, scalo a Singapore ed arrivo a Milano con la stessa compagnia.
Compagni di viaggio mamma Alice, Federico, Diego di 7 anni, Paolo di 4 ed Aida 10 mesi spesa totale 2400 euro circa.
Nei mesi precedenti la partenza abbiamo prenotato da casa :
– le prime due notti ad Hanoi con Airb&b , 45.00 €
– tre voli interni con la Vietjet Airlines 360.00 €
– il parcheggio a Malpensa per la macchina , circa 40.00 €
La preparazione dei bagagli è stata studiata bene; essendo il nostro un viaggio itinerante non potevamo camminare con valigie scomode da portare e come al solito la scelta e ricaduta sui vecchi e cari zaini.
Nel mio zaino ho sistemato i miei vestiti e quelli di Aida, nello zaino di Federico la sua roba e quella di Paolo, Diego il nostro bimbo più grande ormai ha il suo zaino con le sue cose.
Ci siamo poi divisi la cose da bagno e le medicine che per questo viaggio erano molto ingombranti, poiché viaggiando con tre bambini le quantità sono aumentate. Per tutti ho portato 4 federe, due parei per il mare (i teli da spiaggia occupano tropo posto) ed un asciugamano da bagno per le emergenze.
Per comodità io divido i vestiti dentro delle federe, così ognuno ha la sua e non bisogna tirare fuori tutto dallo zaino per cercare qualcosa.
Quando sono riuscita a chiudere gli zaini con tutta la roba dentro mi sono chiesta come facevo a riempirlo quando viaggiavo da sola.

Vietnam con neonato

In più avevamo il passeggino (quello con chiusura ad “ombrello”, super leggero e preso per pochi euro in un negozio dell’usato) il marsupio Manduca (per noi fondamentale) e due zainetti come bagaglio a mano che poi ci sarebbero serviti per le giornate in Vietnam, uno con giochi vari ed uno con documenti, guide e macchina fotografica.
Come al solito Federico si è documentato tantissimo prima di partire, attraverso guide, siti internet e forum di viaggi in modo da avere un ipotetico itinerario già pronto e applicabile direttamente sul posto.
Nel primo volo, Milano/Singapore 11 ore e mezza di volo i bambini non hanno dormito più di tanto perché abbiamo viaggiato di giorno; scalo velocissimo a Singapore e altre tre ore di viaggio durante le quali hanno invece dormito.
Siamo arrivati ad Hanoi alle 9 del mattino con 6 ore di fuso orario, stanchi ma eccitati per l’inizio di questa nuova avventura.
Avendo precedentemente prenotato il soggiorno ad Hanoi con Airbnb avevamo avuto modo di comunicare con l’Host (Lily), che si è poi rivelata una persona veramente eccezionale; la quale visto che arrivavamo con tre bambini piccoli ci ha mandato un pick-up in aeroporto che ci avrebbe accompagnato nel suo hotel, nel cuore del quartiere vecchio della città.
Ci ritroviamo catapultati nel caotico mondo delle strade vietnamite, motorini ovunque che suonano continuamente. Nel quartiere vecchio poi le strade strette fanno si che solo il camminare a primo impatto sembri un’impresa. In realtà poi ti accorgi che la velocità con la quale guidano i motorini è veramente ridotta, perciò anche se nessuno si ferma per farti attraversare se tu cammini lentamente loro ti scansano tranquillamente (però con i bambini bisogna avere mille occhi).

Vietnam con neonato

Il primo giorno abbiamo girato un po’ addormentati a causa del fuso, abbiamo assaggiato per la prima volta la deliziosa cucina Vietnamita e poi siamo andati a vedere uno dei famosi spettacoli di Marionette sull’Acqua.
Questi spettacoli tradizionali hanno origine dai villaggi della regione settentrionale del Delta Del Fiume Rosso e sono molto affascinanti sia per i bimbi che per gli adulti; le marionette danzando sull’acqua raccontano brevi storie accompagnate da un’orchestra.
La prima notte ad Hanoi è stata un po’ turbolenta per i risvegli causa jetlag, ma il giorno dopo abbiamo preso i giusti ritmi e siamo partiti alla volta della Baia di Halong.

VIETNAM CON NEONATA:
LE ESCURSIONI FATTE DA NOI

LA BAIA DI HALONG

Per questa escursione ci eravamo già informati dall’Italia confrontando diverse agenzie ed alla fine abbiamo deciso di utilizzare quella consigliatoci dalla nostra Host Lily. Abbiamo speso circa 130€ noi adulti e Diego 70 €, i due bimbi piccoli non pagavano. La crociera includeva transfer dall’hotel alla baia e ritorno, due giorni in barca, pasti e bevande comprese.
Un pulmino ci ha prelevati dall’Hotel alle 7.30 e dopo aver recuperato un’altra decina di turisti siamo partiti per un viaggio di circa 170 km con una sosta. La strada non era delle migliori ed anche il pullman aveva qualche problema con gli ammortizzatori…
Arrivati alla Baia una piccola imbarcazione ci ha trasportati nella barca sulla quale avremmo trascorso i due giorni dell’escursione.
Che dire, la Baia è uno spettacolo della natura, è Patrimonio Dell’Umanità dell’Unesco e comprende circa 2000 isolette calcaree con numerose grotte. Dopo un abbondante pasto Federico, Diego e Paolo hanno fatto un’escursione con i Kayak in questa magica insenatura e quando sono tornati abbiamo fatto tutti insieme il bagno tuffandoci dalla nave stessa. Una giornata indimenticabile.

Vietnam con neonato

La scelta di appoggiarci all’agenzia consigliata dall’Host è stata vincente; la nostra nave era relativamente piccola con 12 ospiti a bordo, la Baia è piena di mini navi da crociera che di giorno muovendosi non si intralciano, ma alla sera si posizionano quasi tutte nello stesso posto e anche solo fare una fotografia diventa praticamente impossibile.
La nostra invece è rimasta fuori da questo raggruppamento e abbiamo potuto godere di un tramonto mozzafiato in solitaria.
Il mattino dopo abbiamo fatto un’escursione alle grotte, un centinaio di scalini tra salite e discese ed all’interno una spettacolare formazione rocciosa, dove un tempo si riparavano i popoli. Il resto della giornata lo abbiamo passato a girare sull’imbarcazione per la Baia e nel pomeriggio abbiamo ripreso il pulmino direzione Hanoi.

 

IL PARCO NAZIONALE DI BA BE

Per l’escursione al Parco Nazionale di Ba Be avevamo preso informazioni ed accordi già dall’Italia. Abbiamo preferito effettuare un tour privato che prevedeva: trasporto, pernottamento ed escursioni.
Un pick-up ci ha prelevato la mattina presto in Hotel; siccome il viaggio prevedeva un durata di circa 5 ore, gli accordi prevedevano due soste intermedie. La prima per visitare un museo sulla storia delle etnie che popolano il Vietnam, molto interessante perché vi erano tutte le riproduzioni a grandezza naturale di abitazioni, strumenti di caccia e pesca, vestiti tipici.
A fianco al museo c’era una scuola e Diego e Paolo sono entrati per giocare un po’ con i bambini del posto, è stato molto divertente.
La seconda sosta prevedeva un pranzo sulla statale in mezzo al nulla. Cibo molto buono come sempre, i bambini non hanno mai avuto problemi con il mangiare e anche Aida, autosvezzata, ha sempre mangiato come noi, riso verdure e carne o pesce.
Ovunque ci fermavamo la bambina era l’attrazione principale, tutti volevano fare una foto con lei ma nessuno è mai risultato invadente.
Il Parco è stato dichiarato Patrimonio Mondiale Naturale dell’Umanità dall’UNESCO, ed all’interno ospita il più grande lago naturale del Vietnam. L’intera area è costituita da fitta foresta ed è anche la casa di molte comunità di minoranze etniche.
Arrivati all’interno del Parco siamo dovuti scendere dal Pick-up e proseguire a piedi attraverso le risaie. Un panorama mozzafiato che ha in pieno risposto a quelle che erano le mie fantasie sul Vietnam.

Vietnam con neonato
Siamo arrivati in una palafitta che ci ha ospitai per due notti. Eravamo all’interno di un piccolissimo villaggio che costeggiava il lago.
Posati gli zaini abbiamo fatto una passeggiata lungo le strade polverose di questa comunità e Aida è stata oggetto di moltissime attenzioni da parte delle donne del villaggio che si chiamavano una con l’altra per venire a vederla. Presumo che non avessero mai visto una bambina europea così piccola da quelle parti e lei sembrava divertita da tutto questo interesse.

Vietnam con neonato
Il mattino dopo siamo partiti per l’escursione attraverso il grande lago, durata l’intera giornata.
Muovendoci con una tipica barchetta a nostra disposizione abbiamo navigato per tutta la mattina, osservando villaggi sulle sponde del lago, pescatori e facendo un sosta per visitare una grotta con all’interno una piccola spiaggia ed una quantità impressionante di pipistrelli, per la gioia dei bambini!
Al mattino ripartiamo direzione Hanoi, dove ci aspetta un viaggio notturno in treno verso Ho Hian. La comodità di avere un mezzo a disposizione ci ha permesso di fermarci ogni qual volta volevamo, passando attraverso le piantagioni di The due simpatiche signore hanno insegnato ai bambini a raccogliere le preziose foglie. Il pomeriggio arrivati ad Hanoi lo abbiamo passato tra le sue piccole vie affollate assaggiando i tipici piatti dello Street Food Vietanmite. Alle 21 circa siamo saliti sul treno che ci avrebbe fatti arrivare la mattina seguente a Huè. I biglietti li ha comprati per noi Lily, che ci ha aiutato molto in questa vacanza e con la quale siamo in contatto tutt’oggi.

Vietnam con neonato

Ogni scompartimento aveva sei cuccette, noi ne abbiamo occupate quattro e la notte è passata tranquilla tra una fermata e l’altra attraversando il Vietnam. Il treno si è rivelata un’ottima alternativa; abbiamo speso circa 60.00 € e muovendoci di notte non ci siamo resi conto delle 10 ore di viaggio.

 

LA CITTA’ IMPERIALE DI HUE’

Dopo aver cercato sistemazione per la notte tramite Booking, siamo andati a visitare la Cittadella Imperiale. Sulle sponde del Fiume dei Profumi si alzano le imponenti mura di questa antica costruzione (1804) che all’interno ospitavano la residenza dell’imperatore, templi e palazzi dello stato. E’ un luogo molto affascinante anche se non conservato al meglio e per noi che non abbiamo preso la guida non è stato sempre semplice riuscire ad orientarsi perché la segnaletica è scarsa. Abbiamo passato tutta la giornata tra la Cittadella e le vie lungo il fiume. La mattina seguente abbiamo preso un taxi che ci ha accompagnato a sud di Huè dove abbiamo visitato alcuni dei numerosi mausolei che si trovano in questa zona; ha riscosso un notevole successo in Diego l’esercito di pietra che abbiamo trovato all’interno di una tomba.

 

HOIAN 

Nel pomeriggio recuperati gli zaini abbiamo preso un curioso pullman per Hoian. Si tratta di bus turistici che al posto dei normali sedili hanno tre file di lettini a castello molto stretti . Fortunatamente in fondo tre letti erano uniti ed andavano a formare un letto unico di circa una piazza e mezza dove però potevi stare solo sdraiato, sicuramente sconsigliato per chi soffre di claustrofobia, ma almeno siamo riusciti a starci tutti anche perché avevamo solo tre posti (i due piccoli non pagavano) e se avessimo avuto i posti normali sarebbe stato un disastro. Dopo circa 4 ore di viaggio nelle quali i bambini si sono rivelati dei veri e propri viaggiatori on the road siamo arrivati a Hoian. Accolti da una popolazione fantastica, ci siamo fermati a mangiare qualcosa in un locale. Tutte le persone presenti si sono adoperate per aiutarci a trovare un posto per dormire e ci hanno personalmente accompagnati portandoci gli zaini con i motorini all’hotel. Abbiamo fatto una bellissima uscita sulle coconut boat, delle mini imbarcazioni rotonde fatte di bambù.

Hoian è un piccolo gioiellino, dove abbiamo trovato più turisti che in ogni altro posto del Vietnam; alla sera tutte le lanterne si accendono e sul lungo fiume lo spettacolo è veramente suggestivo. Il giorno successivo abbiamo fatto una bellissima gita nel più grande sito archeologico Cham del Vietnam: My Son.

 

IL SITO ARCHEOLOGICO DI MY SON

Le rovine di My Son sono spettacolari, i bambini continuavano a dire che sembrava di essere nella casa di Re Luigi, del Libro Della Giungla, ed effettivamente il luogo era molto simile. Il complesso si gira a piedi e si respira un‘aria incredibile. In passato era il principale centro intellettuale e religioso del regno Chiampa e anche se i pannelli informativi sono praticamente inesistenti personalmente è stato uno dei posti che ho preferito. Nel viaggio di rientro ad Hoian abbiamo preso una piccola imbarcazione che ha fatto sosta in un piccolo villaggio di pescatori ed artigiani del legno, molto suggestivo.

Vietnam con neonato
My Son

Al mattino sveglia presto e spostamento verso l’aeroporto di Danang per prendere due voli interni che coi avrebbero portato sull’isola di Pho Quoc per trascorrere qualche giorno al mare.

 

L’ISOLA DI PHO QUOC

L’isola di Pho Quoc è meta di molti turisti, soprattutto russi e la zona principale inizia ad essere un cantiere a cielo aperto per la costruzione di mega Hotel. Spostandosi dall’altre parte dell’isola invece si trova ancora un paesaggio quasi incontaminato con lunghe spiagge bianche e mare trasparente. Sull’isola siamo stati tre giorni, per fermarci un po’ e rilassarci prima di rientrare con un volo ad Ho Chi Minh.

Vietnam con neonato Pho Quoc
Pho Quoc

Nella capitale del Vietnam, Ho Chi Minh, abbiamo passato una giornata intera girando la città a piedi e visitando il Museo Dei Residuati Bellici, molto inteso, con un piano superiore non adatto ai bambini, dove immagini sulla guerra in Vietnam mi hanno fatto commuovere. Fortunatamente all’esterno si trova un bel giardino con alcuni elicotteri ed aerei utilizzati durante il conflitto dove i bambini sono rimasti in modo da poterci dare il cambio per vistare il museo.

Il nostro primo viaggio in cinque è giunto al termine, purtroppo l’ultima sera abbiamo dimenticato la macchina fotografica con relative memory card su una panchina, infatti le foto presenti in questo diario sono state fatte con un cellulare e la risoluzione non è ottima.
La nostra vacanza in Vietnam è stata emozionante, un applauso ai miei meravigliosi figli che mi stupiscono ogni volta per la loro capacità di adattamento -Aida autosvezzata che mangia il cibo vietnamita è stata fantastica- e per lo stupore negli occhi di fronte a cose nuove. E poi un enorme grazie a Federico, mio compagno di vita, che riesce sempre a farci vivere viaggi indimenticabili.

 

Per saperne di più:

 

Alice

{testi e fotografie di Alice Lelli}
{foto di copertina di Blue Planet Studio via Shutterstock}

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