Kenya con bambini: il “mal d’Africa” colpisce ancora

Il mal d’Africa per mamma Patrizia si è fatto subito risentire al rientro dal loro primo viaggio in Tanzania e così, dopo un anno, assieme al marito ed alla piccola Giada di 7 anni sono ripartiti per il Kenya! Vediamo com’è andata.

Al ritorno da Zanzibar ho cominciato subito a cercare la vacanza per l’anno successivo con il mal d’Africa nell’anima e ricordi indelebili.. mi sarebbe piaciuto abbinare un safari per fare vedere alla mia bambina dal vivo gli animali della savana, visti spesso nei documentari.
Girovagando sul web ho trovato alcune recensioni di un posto dal nome strano, MiMi Na WeWe, (che significa “io e te..in Africa”) e tutte le volte che le leggevo sentivo dentro un’emozione…

L’ho mostrato a mio marito e lui ha detto “dobbiamo andare li!”

Mi sono messa in contatto con i proprietari, una famiglia di Verona che si è trasferita vicino a Watamu, all’interno di un villaggio africano, Timboni, dando vita a questa piccola struttura con 6 cottage, ristorante, piscina, in mezzo ad un rigoglioso giardino..

Kenya con bambini-villaggio

Mi hanno fatto un preventivo e abbiamo prenotato, dopo aver trovato un volo con la Ethiopian Airlines: ero molto titubante perché il posto non era sul mare e io amo il mare, ma alla fine l’esperienza è stata talmente bella e arricchente che ne è valsa la pena, anche perché il mare è a soli 10 minuti di tuk tuk, ed era divertente anche per la bambina spostarsi con questo insolito (per noi) mezzo.

Kenya con bambini: il soggiorno

Siamo partiti a metà luglio e siamo rimasti due settimane.

All’aeroporto è venuto a prenderci l’autista del MImi na Wewe. La prima settimana eravamo gli unici ospiti in quanto la stagione era proprio all’inizio (e anche il tempo non sempre soleggiato) per cui siamo stati benissimo sempre in contatto con questa splendida famiglia e il personale africano che lavora lì.

I cottage sono essenziali e spartani con anche la possibilità dell’uso cucina su richiesta, presente sulla veranda di ogni camera. Noi abbiamo sempre mangiato assieme ai gestori ed ai loro racconti della vita e delle esperienze in Kenya. Il cuoco cucinava divinamente e ci proponeva pesce fresco, pasta ben cotta e frutta fresca; la nostra bambina poteva girare liberamente nel giardino e nella piscina come fosse a casa sua.

Uscendo dalla struttura si è ai confini di un villaggio africano e si può vedere la vita che conducono gli abitanti, le case di fango nel bush, le donne che preparano la polenta fuori dalle case, e sulla strada, i negozi dove non ci sono souvenir ma solo la merce per gli africani…
Più volte ci siamo trovati ad essere gli unici bianchi che giravano per le strade ma in tutta tranquillità, anzi, erano i piccoli bambini africani ad avere paura di noi, perché loro hanno paura dell’uomo bianco..

Kenya con bambini-messa
I gestori mettono a disposizione una guida africana, che può portarti a scoprire le bellezze del mare di Watamu, a visitare col buio della notte il villaggio di Timboni, a trovare il pastore del villaggio..

Ci hanno portato con loro anche a visitare una scuola elementare e una materna e quella è stata l’esperienza più toccante: i bambini che hanno cantato e ballato per noi, nostra figlia prima impaurita che poi ha giocato con loro, un’esperienza unica. Idem per la messa della domenica, un esplosione di emozioni loro e nostre, preghiere, canti, accoglienza e gioia per la nostra presenza lì con loro..

Kenya con bambini-scuola

Per mia figlia non è stato facile vedere e capire queste cose, ha impiegato un po’ di tempo per metabolizzarle ma credo comunque che siano rimaste dentro anche a lei, assieme alle tante esperienze divertenti: spostarsi con i tuc tuc (l’ape italiana), visitare un sito archeologico che pareva di essere nella giungla con le scimmiette che salivano sulla spalla,visitare un canyon dai colori fantastici al tramonto, e poi…il safari…

Kenya con bambini: safari e precauzioni

Anche per il safari ci siamo affidati alle persone di fiducia del Mimi na Wewe; il safari l’abbiamo fatto allo Tsavo Est, 2 giorni e 1 notte, dormendo al Voiwildlifelodge un bellissimo lodge, con pozza d’acqua dove vengono ad abbeverarsi gli animali…

Inutile dire che i paesaggi della savana e gli animali dal vivo visti da vicino dal tetto apribile del camioncino sono quanto di più bello ed emozionante ci possa essere e dormire nella savana in un bel lodge con tanto di pozza d’acqua per gli animali, che arrivavano ad abbeverarsi, e vedere arrivare una mandria di bufali, centinaia e centinaia, bere e proseguire la loro strada.. uno spettacolo, per bambini e per grandi!

Kenya con bambini-bufali

Detto ciò, per noi è stato un modo stupendo di vivere una vacanza in Africa, fuori dai resort, e a prezzo abbordabile.

Il fatto di essere presso una famiglia italiana rassicura perché in caso di qualsiasi problema sanno come muoversi e consigliarti e per la bambina (oltre che per noi) è stato come essere a casa di amici.

I dubbi alla partenza “antimalarica si, antimalarica no“, ce li hanno dissipati tutti gli italiani che vivono in Africa e che la sconsigliano per gli effetti collaterali e la possibilità di acquistare prima della partenza dall’Africa, per pochi euro, i farmaci da assumere in caso si fosse contratta (raro comunque nel periodo in cui siamo andati). Alcune semplici precauzioni sono:

  • utilizzare repellenti molto potenti (tipo Antibrumm)
  • usare lo spray sugli abiti prima della partenza (insect ecran)
  • indossare abiti chiari che coprano il corpo soprattutto dopo il tramonto
  • usare sempre le zanzariere in camera, dove comunque viene dato puntualmente lo spray antizanzare
  • fare la profilassi naturale a base di ledum palustre (funzioni o no.. male non fa).

Che altro dire… Il contatto con questa natura rigogliosa e selvaggia e con la gente che ci abita ti lascia al ritorno quella nostalgia che si chiama mal d’africa e che fa fatica ad andarsene, lasciandoti solo la voglia di tornarci!

Patrizia

[testi e fotografie di Patrizia Pazzaglia]

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L'autrice: *Redazione*

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