Las Vegas con bimbi: una sosta prima di visitare i Parchi degli Stati Uniti

[USA by BIMBIEVIAGGI] Oggi inizia il diario di viaggio di Marzia che, col suo Alex di 8 mesi, è andata alla scoperta dei Parchi Nazionali degli Stati Uniti. Prima tappa dell’itinerario: Las Vegas

Marzia ha già introdotto il suo bellissimo viaggio in questo post: Parchi degli Stati Uniti con bambini? Si può! Ecco come…

Oggi ci racconta l’inizio di questa avventura, che si è svolta dal 15 al 31 agosto 2010, con il diario di viaggio della prima tappa del tour: Las Vegas!
Parchi by Marzia” è il link a cui trovare tutte le tappe dell’itinerario.

Las Vegas con bimbi: prima tappa verso i Parchi (15 e 16 agosto)

Premettiamo che Alex è salito per la prima volta in aereo quando aveva due mesi e mezzo, per andare in Spagna. Questo viaggio era tutto un altro paio di maniche: l’andata prevedeva Malpensa – Londra e poi un lungo volo diretto su Las Vegas. Tutto in diurna!!!

Devo dire che Alex se l’è cavata molto bene: ha giocato tranquillo sia nella culla, che in braccio a mamma e papà. L’unico momento problematico è stato quando gli è venuto sonno, perché non ha voluto sapere di stare nella culla. Urla e pianti appena tentavo di metterlo giù. Alla fine, si è addormentato in braccio e ha dormito per diverse ore.. e io con lui. Non ho più ripetuto l’errore: non ho mai più tentato di farlo dormire nella culla in aereo e lui non mi ha mai più dato un problema.

Vedete, sbagliando si sperimenta. Anche con i bambini. 😉

L’arrivo e l’alloggio a Las Vegas

Las Vegas con bimbi

E’ la nostra quarta volta a Las Vegas, ma la prima volta che ci arriviamo in pieno agosto. Appena usciti dall’aeroporto, il potente vento caldo del deserto ci investe con tutta la forza e la cosa ci frastorna. Siamo in giro da quasi venti ore, e così stanchi questo caldo ci logora: è con vero piacere che varchiamo la soglia del Summer Bay resort, dove ho prenotato un appartamento per le nostre prime due notti in terra americana.

Avendone la possibilità, ho scelto l’appartamento pensando che mi venisse comodo con Alex. Con il senno di poi, è stato abbastanza inutile: le prime giornate sei talmente frastornato dal fuso che non sei ancora fasato su orari regolari e alla fine abbiamo pranzato e cenato un po’ dove ci capitava. Ciò non toglie che per il prezzo (64+tax USD a notte solo alloggio) si è rivelata un’ottima soluzione, ben accessoriata. Diciamo che, dal punto di vista di Alex,  avremmo potuto scegliere un hotel e sarebbe stato uguale.

Siamo talmente cotti che pensiamo solo alle nanne, ma c’è un problemino: al Summer bay resort non c’è la culla, e Alex in teoria dovrebbe dormire sul divano letto. Alla fine, preferiamo mettere il materasso per terra e fargli un recinto intorno con i cuscini del divano….alla fine si rivelerà una buona soluzione. Tutti e tre crolliamo addormentati come sassi appena messa la testa sul cuscino!

Il mattino dopo, il primo a svegliarsi è Alex alle 5.30: neanche male come orario, viste le 9 ore di fuso. Mentre il papà ancora ronfa, io e lui ne approfittiamo per toglierci lo sporco del viaggio nella mega vasca del nostro appartamento. Lungo bagno ristoratore con tanto di paperelle gialle portate dall’Italia! 🙂
Voglio lavarlo ma voglio anche distrarlo, in modo da fargli spostare un po’ la colazione già verso un orario umano e infatti riesco a fargli prendere il latte alle 6.30.

Alle 7, l’orario non ci pare più così scandaloso per andare a mangiare, e poi siamo davvero affamati così ci rechiamo dal nostro fidato Denny’s.

Fare la spesa a Las Vegas

Alla colazione facciamo seguire la tappa fondamentale da Walmart, famosa catena di supermercati americani aperta 24 ore su 24: fondamentale perché dall’Italia non mi sono portata molte cose che giudicavo inutili, costando meno qua che da noi (prendiamo acqua e bibite, stoviglie di plastica e tutti i prodotti da bagno che ci serviranno per 15 giorni). Li prendo per noi e per Alex, per il quale prendo anche un mega pacco di pampers che mi durerà tutta la vacanza (anche se gli americani usano le libbre, tranquille che sui pacchi dei pannolini il peso dei bimbi è indicato anche in chili), nonché salviettine per il cambio, bagnoschiuma, pasta tipo fissan, yogurt e omogenizzati. E’ davvero inutile partire con le valigie colme di queste cose per gli States, perché la roba qua costa meno e c’è una varietà pari se non superiore ai nostri supermercati.

Ultima tappa è un 7 eleven, dove recuperiamo il frigo di polistirolo già sperimentato in precedenti on the road: stavolta però cambio tecnica. Invece di comprare ogni giorno il ghiaccio da metterci dentro, Ghiacciamo nei freezer delle bottigliette d’acqua trasformandole in perfetti ghiaccioli. Esse hanno il vantaggio di non mollare acqua man mano che si scongelano, inconveniente che con il ghiaccio sciolto si ha sempre!

Dopo le spese Alex (ma anche noi), accusa un po’ la stanchezza della sveglia all’alba, così torniamo nell’appartamento per un sonnellino. In realtà, come mi capita altre volte, io di giorno non riesco a dormire, neanche in pieno jet lag, quindi mentre i maschietti pisolano in camera io passo il tempo leggendo nella piscina del resort, davvero carina. Carina, ma un caldo davvero allucinante: impossibile resistere senza bagnarsi in continuazione. Per me questo caldo è una novità, quando ho fatto i parchi del south west ero venuta a fine settembre: pur amando molto questo clima, sono contenta con un bimbo così piccolo di partire verso il più fresco Wyoming.

Las Vegas con bimbi - Harley Davidson

Fare shopping a Las Vegas

Dopo tre ore di pisolino sveglio i miei maschi: la scusa ufficiale è che al fuso bisogna abituarsi, in parte è vero ma io voglio anche fare shopping e non so se avremo altre occasioni nel corso della vacanza di incrociare outlet belli come quelli di las Vegas (E infatti non ce ne sono nel giro Real America, ve lo dico subito, neanche a Denver!)

Ecco, lo shopping americano. In un pomeriggio, non potete pensare di entrare in un outlet come quello di Las vegas e vederlo tutto. Il mio consiglio è di fare una lista un po’ ragionata delle marche che volete assolutamente vedere, e partire da lì. Altrimenti rischiate di girare come trottole e non riuscire a comprare nulla.

I buffet degli hotel

Ancora in pieno jet lag, alle 18 siamo affamati come lupi, ma con il senno di poi è l’unica ora in cui si può pensare, ad agosto, di mettersi in coda per il buffet del Bellagio. Già alla sette, non si vedeva più la fine della coda mentre noi abbiamo aspettato solo 15 minuti. E’ che se volete provare uno dei buffet degli hotel di Las vegas, quello del Bellagio è uno di quelli che ha il rapporto qualità/prezzo migliore.

Il buffet è davvero di alto livello, si mangia benissimo e io lo consiglio a tutti: essendoci ogni ben di Dio, troverete qualcosa che va bene anche al vostro piccolo (che comunque non paga!). Alex ad esempio, che già a 8 mesi non voleva saperne di omogenizzati a parte quelli di frutta, si è mangiato del petto di pollo arrosto con del purè di verdure miste. Da come ha spazzolato il piatto, direi che ha gradito! Il fuso ha rischiato di farlo crollare con la faccia nel piatto mentre mangiava, ma giocando un po’ e distraendolo sono riuscita a farlo tirare fino alle 20. Per quanto possa sembrare “inumano”, è meglio cercare, anche se a poco a poco, di farli abituare al fuso quanto prima. Voi e loro ne avrete beneficio per tutta la vacanza!

Las Vegas con bimbi

La nostra esperienza a Las Vegas si conclude qui: per noi è stata una pura tappa di relax, avendola già vista diverse volte. Se però è la vostra prima volta in questa entusiasmante città, consiglio almeno 2 giornate intere. Mezza giornata per lo shopping, mezza giornata per il downtown, dove ci sono i vecchi casinò che ricordano la vecchia Las Vegas e una giornata per visitare tutti gli hotel disseminati lungo lo strip!

Alla prossima puntata….quando comincerà il lungo viaggio verso il Wyoming –> Zion National Park con bambini: cosa vedere e dove alloggiare
Parchi by Marzia” è il link a cui trovare tutte le tappe del nostro itinerario.

Marzia
(Testi e fotografie di Marzia Bordiga]

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L'autrice: *Marzia*

Mamma di Alex, classe 2010. Viaggiatrice fai da te dal 2004, mi ero ripromessa di non smettere dopo la nascita di mio figlio e ho mantenuto la promessa. Per farlo ho dovuto cambiare il mio modo di viaggiare e imparare a guardare ogni meta con altri occhi. Quella che temevo fosse una privazione, cioè rendere ogni viaggio a misura di bimbo, si è rivelata una splendida occasione per vedere quanto visitare il mondo può dare a un bambino. Inutile dire che da questa scoperta ogni viaggio fatto con Alex è stato più bello di tutti quelli fatti senza di lui.

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